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Il difficile rapporto tra l'Italia e la neve

Alte e basse pressioni, correnti e perturbazioni, ecco quali pezzi devono combaciare affinchè la neve faccia la sua degna comparsa nell'inverno degli Italiani.

In primo piano - 10 Gennaio 2013, ore 10.02

La neve in Italia? Non è un fenomeno così scontato come si potrebbe pensare, ma un evento che richiede la concomitanza, l'incastro favorevole di diversi fattori. Esistono però situazioni che possiamo ritenere dei capisaldi, dei punti forti, canali preferenziali attraverso i quali la neve riesce a imbiancare anche il bel Paese.

 

1) Anticiclone sulla Scandinavia, Depressione sull'Italia meridionale. La situazione più democratica in termini di nevicate la possiamo inquadrare laddove un'ampia spirale depressionaria collochi il suo minimo a cavallo delle nostre regioni meridionali, mentre un robusto anticiclone troneggi sulla Scandinavia.

Le correnti fredde sospinte dall'alta pressione scandinava (situazione nota come "SCAND+") vengono catturate dal nostro vortice e inviate nei bassi strati verso il settentrione e il medio-alto versante Adriatico dove sfociano solitamente come venti di bora. Parallelamente aria mite e umida di origine nord-africana tende a scorrere in quota dai quadranti sciroccali sollevandosi al di sopra dell'aria fredda e determinando cosi le condizioni favorevoli ad estese nevicate sulle pianure del nord-ovest e sui versanti adriatici dell'Appennino sino all'Abruzzo. Laddove l'aria fredda abbia un'estrazione siberiana ecco le nevicate abbracciare tutto il nord, l'intero versante adriatico fino alle coste di Abruzzo e Molise, Umbria, parte della Toscana e della Liguria. Esempio classico lo storico 1 febbraio 1956.

2) Depressione sul medio-alto Tirreno, anticiclone mobile esteso dalle isole Britanniche all'Europa centrale. La condizione che l'alta pressione eurpoea sia mobile, ossia di transito tra due perturbazioni, è fondamentale. Ci troveremo infatti dinnanzi al passaggio di

perturbazioni dai quadranti nord-occidentali. Nel momento in cui le masse nuvolose, solitamente associate a un fronte freddo, raggiungono le Alpi si spezzeranno in due tronconi. L'aria fredda al seguito si riverserà in parte dalla valle del Rodano e in parte dalla porta di Trieste riunendosi poi nuovamente all'altezza dell'alto Tirreno, spesso come evoluzione di un minimo sottovento approfonditosi nel frattempo sul golfo Ligure.

Il nostro vortice inizierà quindi a muoversi verso il medio Tirreno attingendo man mano aria caldo-umida dal tiepido Mediterraneo veicolandola lungo il bordo orientale della struttura depressionaria stessa. Il contrasto tra le due masse d'aria le porterà a scorrere l'una sull'altra determinando precipitazioni. Qualora l'aria fredda sia di estrazione artica ecco la neve che imbiancherà la Liguria centro-orientale fin sulle coste, la Toscana fino in pianura e l'intero versante tirrenico. Questa è la tipica situazione che potrebbe potenzialmente portare la neve anche a Roma.


Autore : Luca Angelini

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