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Il curioso fenomeno del "retour d'est"

Fenomeno che vede contrapposti i due versanti delle Alpi occidentali, dove le piogge vanno a interessare l'area padana e il Favonio le regioni orientali francesi.

In primo piano - 17 Settembre 2010, ore 10.20

Sembrerebbe a prima vista una nuova disciplina ciclistica da affiancare al notissimo "Tour". In realtà si tratta di un fenomeno atmosferico che coinvolge i due versanti delle Alpi, in particolare quello italiano e quello francese.

Ingredienti necessari sono la presenza di una fascia anticiclonica di tipo dinamico ad asse inclinato tra l'Atlantico, le Isole Britanniche e la penisola Scandinava, contrapposta a un'onda depressionaria che sprofonda verso il Mediterraneo occidentale dova va ad insediarsi con il suo quartier generale. E' la classica situazione nota tecnicamente come "Rex Blocking".

Orbene, la rotazione antioraria delle correnti insite nella struttura ciclonica mediterranea porta su nord Italia e Francia correnti dai quadranti orientali o sud-orientali. Le perturbazioni dunque sfilano da est verso ovest e non viceversa. E' quello che i Francesi chiamano "retour d'est", ossia rientro da est.

Caratteri salienti del fenomeno sono uno sbarramento nuvoloso anche consistente sui versanti padani delle Alpi e una situazione favonica anche pesante su quelli svizzeri e soprattutto francesi. Quindi precipitazioni abbondanti sui versanti italiani e solo occasionali su quelli francesi, dove spicca però il netto rialzo delle temperature.

Il "retour d'est" invernale, il più frequente, può causare un rapido scioglimento dell'innevamento non solo sui versanti francesi delle Alpi occidentali, ma anche sul Massiccio Centrale Francese dove, non infrequentemente, si creano situazioni di grave rischio idrogeologico e alluvionale. 

Cosa accade invece in val Padana? Smaltita la fase apicale del fenomeno, che solitamente si identifica con il transito del ramo occluso del sistema frontale associato al vortice, la pressione inizia ad aumentare per accumulo di massa d'aria. Sulle mappe si nota il classico "naso" della pressione che preannuncia un prossimo colmamento, ossia indebolimento, della struttura depressionaria al suolo, con successivo e graduale miglioramento del tempo.


Autore : Luca Angelini

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