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Il "corridoio" perturbato in azione sull'Europa

La presenza di una vasta zona di alta pressione termica sul lato orientale del continente, favorisce la formazione di una sorta di "corridoio" che verrà prontamente sfruttato da sistemi perturbati e depressioni per raggirare l'ostacolo del freddo, gettandosi sull'Europa centro-occidentale e sul bacino del Mediterraneo. Questo articolo si occupa di fornire una spiegazione in merito "all'origine" di questo corridoio, e quali potrebbero essere i risvolti futuri in chiave europea legati alla sua persistenza.

In primo piano - 22 Gennaio 2014, ore 12.15

Con l'arrivo della seconda decade di gennaio abbiamo assistito ad alcune importanti modifiche a livello circolatorio europeo, determinate da un rallentamento del getto zonale di origine canadese, contemporaneamente all'insediamento di una vasta massa d'aria gelida che dalla penisola Scandinava è andata espandendosi rapidamente sulla Russia, nonchè sui paesi Baltici e la Polonia. Col passare dei giorni questa massa d'aria fredda è andata ulteriormente consolidandosi, portando spesso e volentieri temperature ben al di sotto dei -10°C su vaste zone del continente Euroasiatico, sino al confine con l'Europa centrale. (-15°C questa mattina su Mosca)

Dall'altra parte dell'oceano Atlantico, il getto zonale di origine canadese continua ad avere una forte influenza sull'evoluzione atmosferica dell'Europa che, sistematicamente, viene attraversata da una serie di impulsi perturbati. Sotto un certo punto di vista, si può affermare che queste depressioni percorrano un tragitto preferenziale, una sorta di corridoio ideale che partendo dai settori atlantici settentrionali, attraversa l'Europa a partire dal Regno Unito sino al Mediterraneo centrale, interessando in questo modo anche l'Italia. Abbiamo quindi a che fare con un flusso perturbato che veicola sistemi ciclonici di provenienza nord-occidentale, verso le latitudini mediterranee europee.

La provenienza nord-occidentale delle sopraccitate depressioni, trova risposta proprio nella presenza di un vasto "lago" d'aria gelida collocato sull'Europa orientale. L'aria fredda ed estremamente densa, è in grado quindi di respingere l'ingresso delle miti correnti occidentali sino al cuore del continente Euroasiatico, dirottando l'influenza di queste masse d'aria dai settori nord-occidentali europei, verso il bacino del Mediterraneo.

Col trascorrere dei giorni l'aria molto fredda trattenuta sul comparto europeo orientale, tennderà ad espandersi parzialmente verso i settori europei centrali,
questo avverrà perche l'aria gelida, analogamente ad un fluido molto denso e pesante, tende a "dilagare" in tutte le direzioni, espandendosi da un punto di origine verso le aree vicine. Tutto questo determina un raffreddamento termico delle aree periferiche, andando a ridurre il gap termico su distanze più ampie.

Dall'altro lato il raffreddamento della temperatura sarà favorito anche dall'azione delle stesse depressioni legate all'attività del polo canadese
che, costrette ad investire il continente da nord-ovest verso sud-est, trasporteranno direttamente verso l'Europa i nuclei freddi contenenti al loro interno l'aria polare-marittima, caratterizzata da bassi valori geopotenziali e basse temperature concentrate soprattutto alle quote superiori ma che inevitabilmente portano ripercussioni anche sull'andamento termico negli strati prossimi al suolo.

Col trascorrere dei giorni non si prevedono sostanziali modifiche a questo tipo di circolazione, il corridoio depressionario continuerà ad essere efficacemente attraversato dalle perturbazioni che potrebbero portare ad alcune intense fasi di maltempo sia in Europa sia nel bacino del Mediterraneo, con temperature in graduale ribasso.


 


Autore : William Demasi

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