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Il Comune di Torino al lavoro: ecco gli interventi di ricostruzione dopo l'alluvione dell'autunno 2000

Il Comune di Torino ci chiede gentilmente di pubblicare questo articolo di utilità pubblica.

In primo piano - 16 Febbraio 2004, ore 15.25

A seguito dell’evento alluvionale dell’autunno 2000, al fine di garantire la pubblica incolumità, la Città di Torino è subito intervenuta per i primi interventi urgenti di ripristino funzionale delle infrastrutture, comportanti una spesa complessiva di circa due miliardi di lire finanziata con i contributi straordinari erogati dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e ripartita tra lavori di rimozione dei detriti, bonifica delle sponde, sgombero di alberi e ramaglie nei corsi d’acqua, ripristino delle sedi stradali e verifiche di stabilità di alcuni ponti cittadini. Dopo l’emergenza gli uffici tecnici hanno predisposto un “Piano di Interventi Straordinari” per la ricostruzione delle infrastrutture danneggiate, nonché per la realizzazione di opere di protezione e prevenzione, approvato con D.G.R. n. 7 – 2077 del 23 gennaio 2001 e comportante una spesa di 60 miliardi di lire circa. Con provvedimenti in data 19/04/2001 e 10/07/2001, la Regione ha recepito gli interventi proposti in due distinti “Piani Stralcio”, il Terzo Piano Stralcio approvato con D.D. n. 444 del 2 aprile 2001 ed il Quarto Piano Stralcio approvato con D.G.R. 2-3245/01, ed ha disposto un finanziamento di circa 29 miliardi di lire per l’esecuzione delle opere in progetto. Allo stato attuale per la maggior parte di questi interventi i lavori sono già stati appaltati ed ultimati; per quanto riguarda il ripristino ed il consolidamento delle sponde dei corsi d’acqua si possono infatti citare la realizzazione di nuovi muri d’argine lungo la Dora, nei tratti di sponda compresi tra via Cigna e corso Giulio Cesare (€ 1.400.203,67), tra corso Regina Margherita e corso Svizzera (€ 3.136.656,60) ed a valle del ponte Candido Ramello in corso Svizzera (€ 748.862,50), la realizzazione di nuove difese spondali lungo la sponda sinistra della Stura, in corrispondenza del Campo Nomadi di Strada Aeroporto (€ 599.090,00) e della Discarica Amiat (€ 1.291.142,25), nonché gli interventi di consolidamento e riprofilatura di alcuni tratti della sponda sinistra del Po nell’area compresa tra il confine con il comune di Moncalieri ed il ponte Balbis (€ 499.337,00). Allo stato attuale è inoltre in fase di elaborazione il progetto della stessa tipologia di intervento lungo il corrispondente tratto della sponda destra del Po (€ 1.247.243,41). Sempre al fine di contenere future ondate di piena dei corsi d’acqua è attualmente in fase di realizzazione anche un’arginatura in terra all’interno del parco della Pellerina (€ 250.481,60), avente lo scopo di proteggere il vicino corso Regina Margherita in caso di fuoriuscita delle acque della Dora. Per quanto riguarda invece gli interventi sui manufatti seriamente danneggiati nel corso dell’evento alluvionale notevole importanza dal punto di vista idraulico hanno rivestito i consolidamenti mediante colonne jet-grouting effettuati sulla briglia della Stura a valle del ponte di corso Giulio Cesare (€ 516.456,90) e sulla diga Michelotti presente sul Po a valle del ponte Vittorio Emanuele I (€ 531.965,48). Rientra invece tra i lavori di ricostruzione la realizzazione del nuovo ponte Principessa Clotilde sulla Dora, situato in corrispondenza dell’omonimo Borgo, comportante una spesa complessiva di € 2.817.730,53 e progettato per far fronte alla piena del corso d’acqua mediante la messa in funzione di un impianto di sollevamento dell’impalcato. Una parte dei finanziamenti concessi dalla Regione Piemonte sono infine stati destinati al monitoraggio della situazione dei corsi d’acqua cittadini, consistente nell’installazione di trasduttori ad ultrasuoni collegati ad unità di acquisizione dati in corrispondenza di alcuni ponti per la misura in tempo reale e da postazione remota del livello dei corsi d’acqua in corrispondenza di tali manufatti (€ 195.000,00). All’inizio del 2004 il programma degli interventi previsti nei suddetti due Piani Stralcio si può pertanto dire quasi interamente completato (come riassunto nella tabella allegata), mentre sono allo studio alcune ulteriori opere da finanziare con i ribassi di gara e le economie ricavate sui lavori già ultimati. Tutti gli interventi sopra citati sono stati infatti corredati da apposite analisi e verifiche idrauliche, effettuate mediante l’utilizzo di modelli matematici aggiornati in funzione dei nuovi scenari di rischio ipotizzati sulla base di quanto accaduto nell’autunno 2000; gli stessi modelli sono stati utilizzati per la definizione di nuovi limiti delle fasce fluviali e nuovi codici di allertamento per situazioni di rischio idrogeologico. Contemporaneamente alle opere di ricostruzione conseguenti all’evento alluvionale dell’autunno 2000 vengono annualmente effettuati dalla Città di Torino lavori di manutenzione ordinaria dei corsi d’acqua consistenti in operazioni di rimozione dei detriti e sgombero di alberi e ramaglie depositati dalla corrente in prossimità di pile e spalle dei ponti cittadini, al fine di garantire sia la stabilità dei manufatti, sia le adeguate condizioni di deflusso della corrente; gli ultimi interventi sono infatti stati effettuati nello scorso mese di dicembre, a seguito dell’ultima ondata di piena dei fiumi che attraversano il territorio cittadino. Sulla base di quanto sopra esposto, atteso che la competenza in merito al regime idraulico di un bene demaniale non è in capo alla Città, non si intravvedono omissioni o negligenze di amministratori preposti a tutelare l’incolumità dei cittadini, tenuto anche conto che nell’ambito delle conferenze di servizio promosse dagli enti preposti si è sempre cercato di promuovere un piano organico di interventi volti alla risoluzione dei problemi legati alle ormai ricorrenti occasioni di piena dei corsi d’acqua. Un grosso ostacolo è purtroppo rappresentato dalla crescente incuria e cattiva educazione di quei cittadini che vedono nei fiumi non un patrimonio da salvaguardare ma un facile mezzo con cui liberarsi di ciò che non serve più.

Autore : Ing. Biagio Burdizzo, Comune di Torino

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