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Il clima sta cambiando (e lo sappiamo) la temperatura aumenta (e lo risappiamo): quanto incide l'uomo nelle sue cicliche variazioni? Giocheremo a palle di NEVE con i nostri nipoti?

Analisi a confronto. Le opinioni dei nostri preparatissimi forumisti.

In primo piano - 18 Ottobre 2007, ore 11.45

A domanda risponde 1 Il Polo Nord si scioglie? 2 I ghiacciai alpini si ritirano? 3 Fa più caldo? 4 Beh? Dov'è la novità??? 5 Aspettiamo il cambio di circolazione emisferica e poi se ne riparla... L'opinione dell'Ingegner Massimiliano Santini 1) è vero, la calotta artica sta li da un bel po'... ma sapete quantificarmi quel "bel po'"? A me risulta che in età medievale, a cavallo dell'anno 1000 (sono dati storici) i Vichinghi avessero colonizzato le coste groenlandesi, 300 fattorie vichinghe, con una comunità di almeno 3000 individui che allevavano bestiame e coltivavano il terreno. A quanto pare le coste groenlandesi orientali erano libere dal ghiaccio praticamente tutto l'anno (arrivarono anche a colonizzare parte del Labrador). Poi, a partire dal 1300, le cose cambiarono e il ritorno del freddo (con l'imminente PEG) fu la causa della scomparsa (è proprio il caso di parlare di scomparsa) della suddetta colonia, della quale non si ebbero notizie per 50 anni, solo allora una missione pontificia riusci ad aggirare i ghiacci e a giungere sul posto... senza trovare più traccia dei coloni e delle loro fattorie ormai ingoiate dal ghiaccio! Solo in epoca recente, infatti, è stato possibile ritrovare traccia di queste antiche fattorie vichinghe... per altro ancora avvolte dal ghiaccio (dove il permafrost impedisce ancora qualsiasi coltura). Oltre alla Groenlandia ci sono prove per l'Islanda, la Scandinavia, e persino la Mongolia con periodi miti e fertili e grande prosperità per le popolazioni che vi abitavano (tutti vantaggi finiti, però, con l'avvento della PEG, appunto, quando il clima si riprese, con gli interessi, quanto ceduto in precedenza). Insomma, questo per dire che anche all'epoca, durante l'ormai resuscitato Optimum Climatico Medievale (riammesso alla storia anche dall'IPCC, dopo l'ufficiale ammissione dell'errore/imbroglio del famoso Hockey stick) probabilmente la Calotta Artica era messa piuttoto maluccio. (e di oscillazioni del genere, più o meno lunghe, ne è costellata la storia, recenrte e remota) 2) Chi ha mai detto che le cose debbano restare immutate così come le conosciamo...? I ghiacciai alpini arretrano? L'hanno sempre fatto, per poi riavanzare anche più velocemente. Essendo io un convinto assertore e sostenitore della ciclicità climatica, sono convinto che l'attuale ciclo abbia, in gran parte, origine naturale. Certo, l'uomo non fa bene alla natura, e ce la sta mettendo tutta per alterarne i ritmi e i suoi cicli altalenanti, ma, fortunatamente, a mio avviso (ma anche secondo molti, moltissimi ricercatori) non ha tutta questa influenza sul clima... anche se la maggior parte della comunità scientifica mondiale reputa quasi per certe le responsabilità umane sul cambiamento climatico attuale (che ha lo stesso valore che dire che i miei amici pensano che io sia superman in persona... in realtà la storia della scienza ci dimostra che la maggior parte del mondo scientifico pensa sempre nella direzione sbagliata, finchè un Einstein non arriva a rompere gli schemi dimostrando l'esatto contrario rispetto alle convinzioni "non dimostrate" della maggioranza). Non esiste lo straccio di una prova che quello che sta accadendo non possa essere naturale, anzi, numerosi indizi puntano proprio in questa direzione. A mio avviso un cambiamento dovrà manifestarsi con un ritorno a configurazioni in stile anni '60-'70, con una prevalenza di NAO negativa per l'Europa. Il cambio di circolazione degli ultimi 20 anni è stato caratterizzato da diverse fasi. Inizialmente si è manifestato con una spiccata tendenza alle westerlies, con un potenziato flusso zonale, responsabile di un incremento delle temperature (soprattutto invernali) sui continenti boreali (probabilmente il tutto è stato indotto dalla tendenza a dei El Nino sempre più importanti... ora in fase calante). Un flusso zonale particolarmente irruento è in grado di mantenersi piuttosto basso di latitudine e di sfondare fino in aree continentali, altresì dominate da HP termici inscalfibili in inverno. E' ovvio, quindi, che l'aumento termico invernale dovuto a tale "sfondamento" è in grado di elevare enormemente le medie termiche boreali. Diciamo che attualmente, probabilmente, stiamo in una fase di passaggio in cui, stante la diminuita efficacia di El Nino, dovremmo assistere ad un riequilibrio tra westerlies e azioni di blocco, situazione, questa, ancora non in grado di diminuire le T emisferiche. In tale situazione si possono avere anche degli estremi molto ravvicinati con estati torride o freche, inverni miti o particolarmente rigidi... in una fase apparentemente contraddittoria e sicuramente ricca di estremi. La fase successiva dovrebbe essere una fase, appunto a NAO prevalentemente negativa (vedi anni '50-'80), mentre ora siamo in una fase (normalizzando) piuttosto neutra ma in calo. Considerando che il ciclo completo potrebbe essere 60ennale o 70ennale (il primo a NAO negativa è iniziato ad inizio anni '50 per passare la neutralità ad inizio anni '80) con picco minimo negativo d'andata (nao-) intorno al 1965 e picco di ritorno massimo positivo intorno al 1990-1995, vedrei probabile in passaggio a fase negativa intorno a fine di questo decennio-inizio del prossimo. Proprio come nella fase di passaggio in zona neutra degli anni '80, potrebbero manifestarsi effetti estremi proprio come in quegli anni (ricordiamoci gli inverni '85-86 con brevi ma intensi periodi freddi e nevosi, intervallati da estati decisamente variabili ed estreme). Analizzando il grafico, inoltre, si possono leggere delle onde secondarie in corrispondenza alla prima parte degli anni '70 fino a metà anni '80, periodo caratterizzato, appunto, da fenomeni molto contrastanti ed estremi, con una NAO altalenante intorno alla zona neutra... un periodo simile potrebbe essere proprio quello di questi anni e soprattutto dei prossimi. Forse avreste preferito vivere da giovani gli anni più freddi e nevosi e da vecchi quelli più caldi e miti... mettiamola così... avete qualche possibilità di giocare a pallate di neve con i vostri nipotini! Saluti. Marvel PS(ne parlai già in un articolo di qualche anno fa proprio qui su meteolive dal titolo: RISCALDAMENTO GLOBALE : SOLO UN FATTO DI CIRCOLAZIONE ATMOSFERICA?) Commento di cammach, forumista di Vergiate (VA) - 350 m Non puoi non ammettere che un forte indizio a favore dei serrofili e´ il fatto che il clima stia cambiando in modo non propriamente impercettibile, ma appunto quasi tutti stanno provando sulla loro pelle gli effetti del cambiamento; e´ questo un argomento non di poco conto, secondo me, visto che i cicli climatici in genere dovrebbero modificarsi in modo impercettibile... Replica Santini: Beh, il fatto che i cicli climatici debbano modificarsi in modo impercettibile.... vallo a dire ai poveri vichinghi delle colonie groenlandesi, appunto, di cui da un anno all'altro non si ebbero più notizie. Oppure vallo a dire agli aztechi, o semplicemente a tutta l'Europa all'inizio del 1300... quando in pochi anni il crollo delle temperature ridusse le popolazioni europee allo stremo, con l'Islanda che passò da 72.000 abitanti a 38.000 oppure con i fiumi come la Senna o i Tamigi che, inizialmente raramente, e poi in maniera sempre più ricorrente, ghiacciavano ogni inverno tanto da far diventare consuetudine quella di organizzare feste e competizioni sul ghiaccio. Qualsiasi variazione climatica avviene inizialente ad episodi, è chiaro che ora non sto parlando di variazioni macroscopiche come la PEG, ma di un ciclo minore... ma se così non fosse, se effettivamente stessimo andando verso un vero cambiamento climatico al riscaldamento, come avvenne, ad es. per l'Optimum Climatico Medievale, niente esclude che non abbia origini naturali... anzi, scientificamente gli scienziati, quelli degni di questo nome e cioè che confutano le teorie solo a dati certi in mano che comprovino le relazioni causa-effetto, stanno verificando che il riscaldamento probabilmente ha una prevalenza di cause naturali. Affermare il contrario è solo una congettura! Affermare, invece, che probabilmente sia un ciclo naturale, oltre ad essere più sensato ed anche scientificamente meno campato in aria, è, però, anche pericoloso in questo periodo...infatti il rischio per uno scienziato che lo faccia, è quello di essere tagliato fuori da tutti gli altri "ben pensanti"... e qui torniamo al discorso dell'affare del secolo (il businness eco-climatico-ambientalistico... ma questo è un altro discorso...) Tornando alla variazione climatica che stiamo avvertendo tutti... ma perchè credete che nelle prime fasi dell'aumento dall'Optimum Climatico Medievale la gente non avvertisse i cambiamenti del tempo? Si, certo, all'epoca la gente viveva mediamente 35 anni, che significa che l'esperienza della singola persona non fosse tale da poter fare confronti con un passato importante, inoltre il mondo non comunicava e le variazioni erano vissute "personalmente"... ma soprattutto credo che la diminuzione dei fenomeni freddi fosse vista di buon grado, infatti fu proprio in quelle fasi che la popolazione umana prosperò, passando dai 255 milioni intorno al 1000 dc ai 360 milioni intorno al 1300 dc! Per loro fu una vera manna quell'aumento, e viverlo sulla propria pelle era sicuramente un lusso, un piacere da godere a pieno! Poi alle cose belle, si sa, ci si abitua facilmente! Certo loro all'epoca non avevano particolari necessità idriche... non come noi, e quindi probabilmente non videro la cosa negativamente come facciamo noi. Se il riscaldamento attuale non fosse il risultato di un ciclo naturale di medio periodo, ma fosse equiparabile all'Optimum Climatico... bhè, allora saremmo messi male... con tutta probabilità i suoi effetti potrebbero prolungarsi almeno per altri 2 secoli... ma chi lo può sapere??? Stefano Bartozzi, Roma, replica: Niente da dire, hai esposto molto chiaramente anche il mio pensiero, ti quoto in tutto, ricordo che prima della P.E.G. per qualche anno la NAO schizzava da un estremo all'altro, con inverni ora miti, ora freddi, estati molto calde e inverni freddissimi, era il segnale che il clima stava di nuovo andando verso il freddo...io qualcosa scorgo negli ultimi anni,l'inverno 2005 fu memorabile, poi l'opposto, ora?Una quasi biennal oscillation(QBO) negativa,una ENSO negativa,accenno di NAO negativa..e altri indici teleconnettivi depongono bene per l'inverno prossimo,un pò meno per l'autunno(scarse piogge) ma è chiaro che qualcosa cambia... Stefano Carnevali, Firenze risposta alla n.1 la perdita di ghiaccio è quantificabile in buona percentuale dalla temperatura più elevata e in altrettanta buona parte dalla fuliggine; significa che una percentuale elevata del ghiaccio che perdiamo ogni giorno è dovuta agli inquinanti marini (piombo, zinco, idrocarburi, metalli e scarti di lavorazione industriale) che depositandosi sulla superficie la fanno sciogliere perchè più scura. Se ne vanno via quantità infinite di ghiaccio solo per questo motivo. Non risulta che la fuliggine da scarti industriali fosse presente all'età dei Vichinghi; non lo dico sarcasticamente, è solo per il fatto di sottolienare che uno dei grossi errori che si possono fare in climatologia è di confrontare situazioni simili con differenti parametri iniziali. Non ci sono più le condizioni medieovali: non ci saranno mai più. Non si possono confrontare situazioni climatiche così lontane nel tempo non considerando l'azione dell'uomo. Sarebbe come dire che a milano centro nevica di meno e anche nel medioevo era lo stesso. 2) l'arretramento dei ghiacciai alpini non è mai avvenuto a velocità così elevate: si sta parlando di ghiacciai che si esauriscono (o quasi) in una ventina, massimo quarantina d'anni. I cicli climatici, sono comunque piuttosto lenti e progressivi. E' vero che potrebbe essere un fenomeno 'fisiologico' ma potrebbe anche non esserlo; nella seconda ipotesi c'è poco da stare allegri. Considerazioni: non è vero che non esiste uno straccio di prova: pensa alla T del mare. Fino a poco tempo fa era pacifico che l'uomo non poteva influire sul ciclo vitale marino e tanto meno sulla T media. Qualcuno poi ha pensato ad un ipotesi 'assurda': che la diminuzione del plancton potesse in qualche maniera alterare il sistema di flora e fauna marina, e da quel momento tutte le teorie di 'asetticità' dell'azione umana sono state capovolte. L'idea di atmosfera infinita è ormai obsoleta e basti pensare che si era aperto un buco di ozono diversi milioni di km^2 solo per le bombolette spray che spruzzavamo allegramente 20-30 km più sotto..ipotesi surreale tutti dicevano..invece poi si è dimostrato perfettamente il contrario. L'ecosistema atmosfera è quanto di più delicato si possa immaginare..basato su equilibri precari e fantastiche combinazioni bio-chimiche. Leggere alterazioni portano a risultati controversi ma anche burrascosi.. Te ne dico una? la mancanza dell'anticiclone russo siberiano..potrebbe essere legata alla potenza del vortice polare..dovuta ad apporti straordinari di CO2 degli ultimi anni? ciao e buona serata stefano Giulys, Torino risponde: Si era aperto, cioè prima non esisteva? ma ne siamo così sicuri? da quanto tempo siamo in grado di effettuare questa misura. Proprio stamattina alla radio parlavano del catastrofismo ed hanno fatto una brevissima intervista a Folco quilici, che ha ammesso di essere stato un catastrofista della prima ora, sootolineando che però dieci anni fa le forzature erano voute per attirare l'attenzione sul problema ambiente. A titolo di esempio ha proprio parlato della grande attenzione dedicata al buco dell'ozono, di cui ora si parla molto meno, evidenziando l'affermazione, già all'epoca di un professore universitario che in proposito diceva: ma che ne sappiamo del buco, se sia più grande che nel passato, visto che riusciamo a fare le misurazioni da appena qualche anno? Magari il buco (ammesso che esista davvero) 40/50 anni fa era maggiore di adesso; non si possono costruire teorie e terrorizzare la gente su dati che hanno scarsa attendibilità scientifica temporale. Comunque d'accordo che si debba fare la massima attenzione a non inquinare l'ambiente e con esso l'atmosfera. Ricordiamoci che se rappresentimo la terra (diametro circa 12.000 km) come una sfera di 120 cm di diametro, l'atmosfera (circa 100Km) dobiamo rappresentarla come un sottile strato dello spessore di 1 cm e quella in cui sisvolgono tutte le attività umane (circa 10 Km) come un sottile velo dello spessore di 1 mm. 1 mm spalmato su una sfera di 120cm Saluti Questo può darci l'idea della sua fragilità. Stefano Carnevali replica no, assolutamente no; però ti posso dire che dopo il 'protocollo CFC' si è richiuso ad un ritmo che, se non ricordo male, era di parecchi km^2 al giorno..il che fece subito sospettare che se fosse sempre stato aperto per cause naturali non si sarebbe richiuso così velocemente.. Ritengo poi molto pericoloso teorizzare sempre l'evento favorevole o quanto meno non sfavorevole all'inquinamento umano. Intendo dire che, siccome noi inquiniamo (almeno su questo la comunità, anche non scientifica, è d'accordo) dobbiamo dimostrare proprio noi, con dati certi, che la nostra attività è ininfluente; non certo teorizzare sul nostro 'ipotetico' danno arrecato. Andrea interviene: Condivido ampiamente questa affermazione, aggiungendo che in questi ultimi tempi, accanto a persone che lucidamente portano a sostegno dei cambiamenti climatici indotti da fenomeni naturali i dati concreti, si stanno accodando personaggi che hanno tutto l'interesse a ridimensionare l'effetto antropico quale fattore destabilizzante; Non vorrei che si riproponesse il problema che 30/50 anni fa si verifico' allorquando si cerco' di minimizzare il problema inquinamento dicendo "la terra ha risorse infinite" ed altre amene frasi, per poi scoprire che i danni c'erano, eccome, perdendo cosi' tempo prezioso per contrastare i danni stessi. Non sono certo di quelli che ama "terrorizzare" le coscienze con affermazioni eclatanti, tuttavia va riconosciuto che anche a livello (micro)climatico, l'attività umana qualche effetto l' ha dato (le isole di calore sono una realtà). E che dire della deforestazione? Ricordo che quando ero bambino si diceva che "ogni anno sparisce una porzione di foresta pari alla superficie dell' Austria!" . Quanta CO2 abbiamo in piu'? Scusatemi, sono andato un po' off-topic, non me ne vogliate! Luca Angelini risponde: Per quanto riguarda il buco dell’ozono il discorso è molto complesso. L’ozono stratosferico a livello polare segue dei cicli stagionali precisi in relazione alla circolazione Brewer Dobson che ne redistrubuiscono la quantità tra l’equatore e i poli.Lo sbilancio di ozono tra i due estremi del globo infatti è da ricondurre sostanzialmente all’attività indotta dal Sole nell’ambito del continuo processo di dissociazione fotochimica delle molecole di ozono (O3) in atomi di O2 ( ossigeno) e O . La stratosfera, per giunta, non contempla moti convettivi pertanto i clorofluorocarburi contenuti nelle bombolette spray e nei gas dei condizionatori (ormai comunque messi al bando a favore dell’ecologico 410), e in particolare gli atomi di cloro radicale (in sostanza l’elemento dannoso per l’ozono), non possono penetrarvi in quanto più pesanti degli altri gas costituenti lo scudo atmosferico. Se,per ipotesi poi, gli atomi di cloro radicale riuscissero a penetrarvi, accadrebbe una reazione chimica che li scinderebbe in acido cloridrico e cloronitrato (innocui per l’ozono) . Una riprova che è ancora una volta il Sole il motore atmosferico la si ritrova nel fatto che il buco dell’ozono si verifica all’inizio della primavera e in particolar modo in quella australe, perché? Il vortice polare stratosferico antartico risulta meno disturbato di quello artico a causa della diversa conformazione continentale dei due emisferi e quindi appare molto più potente e vigoroso, con temperature estremamente basse che innescano la formazione di sottili nubi stratosferiche. Ora, in primavera, all’arrivo del primo sole polare, queste nubi, costituite principalmente da cloro, si dissociano tramite una reazione che causa la rapida distruzione di tutto l’ozono determinando cosi l’insorgenza del famoso “buco”. Con il sopraggiungere della stagione estiva il processo si completa, la reazione si esaurisce e il buco si richiude dando il via all’inizio di un nuovo ciclo di formazione dell’ozono.

Autore : Redazione

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