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Il CIELO di febbraio!

Cosa si vede nel cielo stellato di febbraio?

In primo piano - 30 Gennaio 2018, ore 10.36

Se alziamo gli occhi dopo il crepuscolo verso ovest non possiamo di sicuro rimanere indifferenti di fronte al bagliore bianco di Venere, la "stella della sera", che di sicuro fa capire il perché sia stata adorata come la dea della bellezza dai Greci.

Volgendo lo sguardo verso sud potremo invece ammirare la maestosità di Orione "il guerriero" o "il cacciatore", accompagnato a est dal Cane Maggiore con la splendente Sirio, la stella più luminosa del nostro cielo.

Tra Orione e il Cane Maggiore passa il ramo invernale della Via Lattea, visibile sotto cieli montani o comunque lontano dalle luci cittadine. Alzando ancora di più lo sguardo, fin quasi sopra le nostre teste, incontriamo il Toro con le Pleiadi, le "sette sorelle", spesso confuse con la costellazione dell'orsa minore a causa della forma vagamente e (microscopicamente) rassomigliante.

Lì vicino possiamo trovare anche l'Auriga, costellazione che assomiglia a un grande pentagono con la stella Capella (una gigante rossa tra le più luminose del cielo) quale uno dei vertici. Spostandoci verso Est troviamo i Gemelli.

Verso nord-ovest, infine, troviamo Cassiopea e Perseo e verso nord-est l'Orsa Maggiore in una posizione strana per chi non osserva spesso il cielo: essa si presenta infatti in una posizione verticale, ovvero con il "mestolo" rivolto verso l'alto e il "manico" verso il basso. La costellazione che apre il sipario al cielo primaverile è il Leone, facilmente rintracciabile grazie alla rossa stella Regolo, la più brillante della costellazione, che definisce la zampa anteriore dell'animale. Regolo, assieme alle stelle più brillanti della costellazione Denebola, Algeiba e Zosma, disegnano un trapezio (corpo del leone) con il lato lungo in basso e la testa del leone sulla parte superiore destra.

Il mito del Leone narra che Ercole, all'età di 16 anni, affrontò un leone che seminava paura e morte tra la popolazione. Non riuscendo a ucciderlo con le armi, lo inseguì fino nella sua tana e lì lo uccise con la sola forza delle braccia, poi con la sua pelliccia si fece un mantello.

I babilonesi e gli asiatici, invece, associavano il leone al Sole in quanto in quell'epoca il periodo più caldo dell'anno avveniva quando il Sole si trovava nel Leone (da qui il termine "solleone"). La costellazione, trovandosi lontana dalla Via Lattea si trova in una zona molto ricca di galassie, tra cui spiccano M65, M66, M95, M96 e M105, oggetti scoperti dall'astronomo Charles Messier nel 17 secolo, il primo che catalogò oggetti di questo tipo.

Ma cosa sono le galassie? Potremo definirle vere e proprie "Isole di Stelle" circondate da un mare di "nulla", o più esattamente di vuoto e materia oscura. In queste immense isole (per esempio la nostra misura circa 130.000 anni luce di diametro) avvengono immani cataclismi che portano alla nascita e alla morte delle stelle. Il nucleo di una galassia è più rosso a causa della presenza di stelle vecchie (qui ormai non se ne formano più), mentre i bracci, essendo ricchi di nebulose e polveri, sono ricchi di stelle giovani e quindi azzurre e qui avviene la maggior parte dei processi di formazione stellare.

Noi viviamo all'interno di una di queste isole, la Via Lattea, una galassia a forma di spirale che ospita in uno dei suoi bracci il Sistema Solare con la nostra Terra. Tra la nostra galassia e un'altra vi è lo spazio infinito per milioni di anni luce. E se pensiamo che il numero di galassie scoperte supera le decine di milioni ed è destinato a crescere, è quasi impossibile immaginare la vastità del cosmo e non possiamo ritenerci così egoisti nel dire che la vita possa esistere solo sulla Terra.


Autore : Valerio Zuffi, adattamento Alessio Grosso

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