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Il cambiamento climatico è la regola, non l’eccezione

Dovremo forse mutare il punto di vista comune per cui il clima è un evento stabile.

In primo piano - 17 Ottobre 2006, ore 09.02

La storia climatica ci insegna che anche nel caldo e stabile Olocene i capricci climatici hanno sottoposto tutte le civiltà a grandi stress, a volte disastrosi L'assenza cronica dell'Atlantico nelle sue due manifestazioni, Azzorre e depressioni, è una novità degli ultimi anni. Al suo posto troviamo scambi meridiani sempre più accentuati e fastidiosi, per chi è abituato alla mitezza e all'equilibrio del vecchio clima mediterraneo. Ma se solo allarghiamo lo sguardo al breve, geologicamente parlando, periodo dell'Olocene, per intenderci circa 15.000-18.000 anni, ci rendiamo conto che il clima è stato in perenne mutamento, spesso catastrofico per le sorti dell'uomo. E stiamo parlando di un periodo molto stabile e mite, rispetto a quelli precedenti caratterizzati dai mutamenti terribili e tragici delle grandi glaciazioni e dei brevi periodi interglaciali. Cambiamenti della circolazione globale, blocchi della Corrente del Golfo, fase delle macchie solari, eruzioni vulcaniche disastrose, fenomeni ENSO importanti, monsoni più deboli o più forti, periodi di NAO negativa prolungati: ecco alcuni dei fattori climatici che nel medio e lungo termine hanno determinato imponenti cambiamenti climatici, che hanno messo a dura prova la resistenza delle civiltà umane. Spesso nella storia climatica del mediterraneo si sono visti periodi caratterizzati da blocchi delle miti e umide correnti atlantiche e occidentali, i nostri westerlies, con conseguente diminuzione delle precipitazioni, e continentalizzazione della zona. Inverni più freddi, estati capricciose, siccità incombenti. Le cause non sono sempre ben chiare. A volte grandi quantità di acqua dolce si sono riversate nell'Atlantico Settentrionale bloccando la Corrente del Golfo, come nella Younger Dryas (11.000 a.C.) e nella Mini Era Glaciale dal 6200 al 5800 a.C. Oppure spostamenti ciclici dell'ecotono (zona di confine tra zone ecologiche differenti) hanno determinato spostamenti imponenti della fascia a clima mediterraneo verso sud o verso nord. Ad esempio circa nel IV sec. a.C. vi fu uno spostamento della fascia a clima mediterraneo fino alle coste del Mare del Nord e del Mare Baltico: ciò aiutò non poco la grande espansione romana in Europa. Tale fase di Optimun durò fino al IV dopo Cristo, che tra l'laltro vede la decadenza dell'Impero Romano. In questo periodo infatti la fascia mediterranea in Europa scende fino alle coste africane lasciando spazio ad un clima più freddo e secco, continentale insomma. Alcuni sostengono che questi mutamenti sono dovuti a massicce eruzioni vulcaniche islandesi. Tutto questo per dire che il cambiamento che stiamo vivendo, perché è indubbio che siamo in fase di mutamento climatico, potrebbe rientrare semplicemente nel normale avvicendarsi delle fasi climatiche che hanno da sempre caratterizzato, anche tragicamente, la storia della Terra e dell'uomo.

Autore : Aldo Meschiari

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