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Il buco dell'Ozono torna ad allargarsi

Il buco dell'Ozono torna ad allargarsi. Alcuni importanti indicatori mettono sotto accusa la Cina per il nuovo incremento di un agente chimico responsabile del nuovo allargamento.

In primo piano - 10 Giugno 2019, ore 20.45

Un agente chimico vietato al mondo negli ultimi 30 anni, sta ricomparendo dalla scena, tutti gli indizi indicano che la Cina potrebbe essere il Paese responsabile di un nuovo incremento dei cosiddetti 'clorofluorocarburi', altrimenti noti con la sigla CFC. Questi composti costituiscono una serie di agenti chimici utilizzati sino all'inizio degli anni 80' come refrigeranti. Sono sostanze chimiche complesse che hanno l'effetto di reagire con le molecole di Ozono della Terra, portando ad un assottigliamento dello strato di Ozono. Nella fine degli anni 80' fu firmato da ben 197 paesi in tutto il mondo, un protocollo che aboliva l'utilizzo di questi prodotti nel settore industriale. Al protocollo aderì anche la Cina. Nell'immagine una simulazione del passaggio di CFC-11 dalla Cina orientale (Università di Bristol, Regno Unito):

Da allora lo strato di Ozono che ricopre come un involucro l'alta troposfera, è andato in contro ad un lento processo di ricostituzione che aveva tranquillizzato la comunità scientifica da ulteriori spiacevoli conseguenze. Lo scorso anno gli scienziati della NOAA hanno scoperto che le emissioni globali di triclorofluorometano (CFC-11) sono nuovamente in aumento dall'anno 2013. Un nuovo studio pubblicato su "Nature", condotto da un equipe di scienziati dell'Università di Bristol, hanno scoperto che tra il 40 ed il 60% di queste emissioni arriva dalla Cina orientale. Il buco nell'Ozono in 4 diversi di riferimento:

Nei modelli sviluppati dall'Università di Bristol, sono stati utilizzati dati coreani e giapponesi, le simulazioni satellitari sono riuscite a dimostrare che le emissioni di CFC in arrivo dalla Cina nordorientale sono aumentate di circa 7000 tonnellate dall'anno 2013 sino ad oggi, mentre non sono state trovate prove convincenti che questi emissioni possano arrivare da Giappone, Penisola Coreana o altri Paesi aderenti al protocollo. Una volta che i clorofluorocarburi raggiungono lo strato di Ozono, vi rimangono per almeno mezzo secolo, una presenza scomoda che potrebbe ritardare di molto il recupero del buco dell'Ozono tutt'ora presente in Antartide.

Il Governo cinese dichiara di aver già iniziato ad arginare questa produzione illecita, lo scorso novembre sono già state avviate una serie di procedure di arresto.

 


Autore : William Demasi

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