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Il "BLOCKING" va ancora di moda? (Tornerà ad aiutare l'inverno?)

Una figura anticiclonica di blocco a nord e a nord-ovest dell'Europa è importante per facilitare l'insediamento delle masse d'aria fredde sul continente europeo durante l'inverno, ma sta diventando sempre più rara.

In primo piano - 17 Gennaio 2018, ore 10.24

In Italia le situazioni frequenti in inverno una volta erano TRE:
-flusso zonale da ovest con tempo variabile a tratti perturbato, altre volte senza fenomeni di rilievo.
-anticiclonico con tempo stabile ma nebbioso sulle pianure
-conseguenze fredde e magari anche nevose rispetto ad un BLOCKING (un blocco anticiclonico) a nord o a nord-ovest del Continente.
Ad oggi la terza situazione è diventata molto rara.

Con la corrente a getto da ovest che scorre violenta sul centro Europa si forma un lungo serpentone frontale, leggermente ondulato, disteso da ovest verso est e pilotato da venti occidentali che anche al suolo possono risultare molto intensi.
In questo caso sull’Italia si possono avere due tipi di tempo: molto mite e leggermente variabile, a causa del fatto che l’anticiclone subtropicale si "gonfia" verso nord, sotto la spinta della corrente a getto (che si trova a scorrere fra la Francia e la Germania) oppure se questo "nastro" alle alte quote si abbassa di latitudine, ci può essere vento molto forte con episodi piovosi di moderata intensità alternati ad ampie schiarite.
 
Quando le figure bariche si sviluppano prevalentemente lungo i meridiani, dando vita ad anticicloni dinamici poderosi e duraturi si parla invece di BLOCCO della circolazione zonale e di BLOCKING.

Queste configurazioni possono addirittura prendere nomi diversi a seconda della posizione delle figure bariche si può infatti avere un blocking semplice, a dipolo, o ad omega.

Ma perché si possono sviluppare configurazioni del genere? Per due motivi essenzialmente:
-motivi termici: dopo aver dominato a lungo su tutto l'Emisfero, il Vortice Polare in pochi giorni si indebolisce vistosamente, permettendo a masse d'aria stabile e calda subtropicale (e quindi ad anticicloni dinamici) di risalire verso il Polo, e di contro consentendo a masse d'aria gelide di scendere verso i Tropici.

- Motivi orografici: la spiegazione di questo fenomeno è molto complessa, tuttavia si può dire che in tal caso a seconda della velocità delle correnti ad alta quota e della loro direzione d'impatto su una catena montuosa, i rilievi sono in grado di "distorcere" il flusso zonale, cominciando a farlo ondeggiare (talvolta debolmente, altre volte molto vistosamente) generando anticicloni che in condizioni estremamente particolari e favorevoli possono svilupparsi fin quasi a latitudini artiche. Nel caso specifico dei blocking sull'Atlantico orientale e sull'Europa la responsabilità di fenomeni così persistenti è da imputare alle Montagne Rocciose, quella catena montuosa che si sviluppa da nord verso sud sull'America settentrionale.

Il fatto che negli ultimi anni queste situazioni di blocco favorevoli a veicolare aria molto fredda su Europa ed Italia siano diventate così poco frequenti è all'origine degli inverni miti che stiamo sperimentando. L'anomalia può essere riconducibile alla fase di riscaldamento che il clima sta vivendo ma anche no, potrebbe semplicemente trattarsi di un ciclo, di un meccanismo inceppato in grado di durare magari per un secolo, per poi lasciare spazio a configurazioni bariche totalmente differenti.

E' possibile che situazioni di "blocking" possano tornare nel corso dei prossimi inverni, ma di sicuro se continuasse questo trend diverrebbero sempre più rare, perché la corrente a getto sembra sempre più decisa a governare il tempo del trimestre invernale in Europa veicolando aria mite dall'Atlantico.


Autore : Alessio Grosso e Team di MeteoLive.it

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