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Il Blizzard: neve a macchia di leopardo, perchè?

Questo fenomeno affascinante, ma piuttosto raro alle nostre latitudini, può portare differenze di accumuli nevosi al suolo molto evidenti spostandosi di pochi chilometri.

In primo piano - 9 Dicembre 2009, ore 14.54

Il Blizzard non è altro che una intensa bufera di neve, cioè una nevicata accompagnata da venti secchi, gelidi e forti; in questi casi l'umidità dell'aria crolla e la sensazione di freddo dovuta al vento si fa talvolta insopportabile. In generale durante un Blizzard i fiocchi di neve si presentano di piccole dimensioni, leggeri ed estremamente asciutti, tant'è che posandosi su una qualsiasi superficie faticano a sciogliersi anche se la temperatura effettiva dell'aria oscilla poco al di sopra degli 0°C. Di conseguenza è il vento a "modellare" la precipitazione; subito prima di una raffica più forte i fiocchi cadono molto fitti, quando invece la raffica è in azione la neve si fa più debole; è quindi evidente che le zone più esposte alle correnti d'aria e che si trovano a ridosso di un ostacolo avranno gli accumuli nevosi maggiori nel corso della precipitazione. Questo ragionamento si può applicare sia agli stretti vicoli di paese sia (più in grande) alle zone di pianura che si trovano a ridosso delle montagne. Ecco perché quando una forte Bora accompagnata da nevicate penetra in Pianura Padana le aree che ricevono le nevicate più abbondanti sono il Torinese ed il Cuneese (le zone di pianura che si trovano a ridosso delle Alpi occidentali, appunto); molta neve in tali occasioni cade anche su altre regioni pedemontane alpine, come Biellese, Verbano, Varesotto, Comasco, Bergamasco. Talvolta però le correnti di Bora entrano in Pianura Padana con una più marcata componente da nord, allora in tal caso sono le zone a ridosso dell'Appennino (Pavia, Reggio Emilia, Parma, Modena, ecc ecc) a godere di maggiori accumuli nevosi; al contrario in generale le zone più vicine al corso del Po (aperte ai venti più violenti, e senza ostacoli vicini) vedono solo una leggerissima spruzzata o addirittura nessuna precipitazione. Ovviamente tutto questo ragionamento si può riportare esattamente allo stesso modo su tutte le altre zone d'Italia. C'è infine da considerare un'altra variabile determinante, la possibile formazione di cumuli e cumulonembi durante irruzioni fredde di questo tipo; in tal caso si assiste a nevicate abbondanti (anche in zone di aperta pianura), ma ristrette ad una fascia larga non più di 3-5 km.

Autore : Lorenzo Catania

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