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I tre tenori della meteo: dove si collocherà il perno del MALTEMPO nel prossimo fine settimana?

C'è ancora parecchia incertezza tra le principali elaborazioni modellistiche. Ecco cosa prevede il modello americano, l'europeo e il canadese.

In primo piano - 24 Febbraio 2014, ore 10.53

Il peggioramento atteso sull'Italia nel prossimo fine settimana rischia di trasformarsi in una bella gatta da pelare per i previsori.

Solitamente, quando le correnti arrivano dal nord Atlantico, la posizione del minimo che si scava nel Mediterraneo è sempre di fondamentale importanza per le sorti del tempo sul nostro Paese. Basta un suo piccolo spostamento per avere condizioni diametralmente opposte su alcune regioni. Di conseguenza, diffidate di chi vi fornisce già ora previsioni "certe", in quanto la situazione è tutt'altro che chiara.

Ecco tre esempi che testimoniano la difficoltà che hanno le elaborazioni nel posizionare il minimo barico sul Mare Nostrum.

La prima cartina si riferisce al modello americano ed è valida per sabato 1 marzo. Secondo questo modello, la depressione sarà centrata sul Ligure, con maltempo diffuso su tutto il centro-nord, in spostamento solo successivo verso il meridione. Sulle Alpi arriverebbe un cospicuo carico di neve a quote non troppo elevate.

Insomma, una situazione di maltempo quasi generalizzato.

Il modello eurpeo non si discosta molto dal collega di oltre Oceano e pone il minimo tra la Corsica e la Sardegna, in successiva risalita verso nord-est.

Anche questa situazione porterebbe a condizioni di maltempo diffuso sull'Italia, con i fenomeni più intensi al centro e sul nord-est.

Successivamente, la depressione si sposterebbe verso sud impegnando le regioni meridionali con precipitazioni anche di una certa intensità.

 

Infine, il modello canadese opta per una soluzione completamente diversa rispetto al collega americano ed europeo.

Secondo questa elaborazione, il nord Italia e parte del centro sarebbero quasi saltati dal maltempo in quando il minimo si collocherebbe addirittura tra la Sardegna e la Sicilia.

Al momento, questa ci sembra una soluzione un po' estrema e poco credibile rispetto alle due tesi precedenti.

Di conseguenza, con i dati oggi a nostra disposizione, riteniamo più credibile la tesi dell'europeo e dell'americano che, con opportune varianti, potrebbero trovare notevoli punti di convergenza.

 

 


Autore : Paolo Bonino

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