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I temporali...e l'azoto atmosferico

Sono in molti a credere che i fenomeni temporaleschi siano di scarsa utilità. Attenzione però! Tramite i fulmini, l'azoto atmosferico può essere "fissato" e reso disponibile per i terreni.

In primo piano - 9 Ottobre 2009, ore 10.53

Buuuum, tuona! Il temporale è sempre un fenomeno interessante ed in parte ancora misterioso per ogni osservatore. Chi non è rimasto a bocca aperta davanti alla potenza di un fulmine che si scarica a poche decine di metri facendo vibrare ogni cosa? Oppure davanti alla mole di pioggia e grandine che un fenomeno temporalesco può scaricare in poco tempo? Anticamente si pensava che dietro a tali fenomeni ci fosse una sorta di "arrabbiatura divina", che si manifestava ai comuni mortali con tuoni, fulmini e saette. Negli ultimi anni, con le moderne tecnologie, la scienza ha fatto invece passi da gigante e sono arrivate anche delle risposte circa la genesi, lo sviluppo e la morte di una cella temporalesca. Il temporale, di conseguenza, non viene più visto come "ira degli Dei", ma semplicemente come una manifestazione atmosferica violenta che scaturisce dal contrasto di masse d'aria di diversa origine. Le nubi salgono verticalmente, ghiacciano nella loro sommità e separano le cariche elettriche al loro interno. Proprio dalla separazione di carica nasce la scintilla che da origine al fulmine. Al di là del suo fascino "reverenziale", il temporale viene spesso etichettato come manifestazione quasi inutile dal punto di vista pluviometrico. Lo scarico di molta pioggia in aree ristrette, in effetti, non è un buon viatico per risanare il deficit idrico di una regione. Meglio sarebbe una perturbazione con piogge moderate ed estese, anche se questa opzione è spesso molto rara. L'importanza dei fulmini nell'aria, tuttavia, non si limita alla sola "bellezza osservativa". L'azoto presente in atmosfera, difatti, può venire fissato dalle cariche elettriche e reso poi disponibile per le nostre terre. Di conseguenza, anche se la precipitazione temporalesca risulta mal distribuita e troppo concentrata, ha però il merito di rendere disponibile l'azoto, elemento fondamentale per la natura che ci circonda. Anche dopo un temporale, la natura può risvegliarsi dal "torpore" estivo, diventando nuovamente verdeggiante dopo la precipitazione.

Autore : Paolo Bonino

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