Scrivi una località, una regione o una nazione per ottenerne le previsioni del tempo
Località Data aggiornamento Quantità neve Impianti
MeteoLive NEWSLeggi tutte le news ›

I TEMPORALI di calore: brevi, isolati, ma spesso MOLTO INTENSI

Un fenomeno tipico dell'estate, quando il nostro Paese viene interessato da una zona di pressione alta e livellata, i temporali termoconvettivi popolano spesso gli afosi pomeriggi lungo il nostro Appennino e le nostre Alpi, presentandosi talvolta assai intensi. Ecco perchè si formano e dove tendono a concentrarsi.

In primo piano - 18 Agosto 2015, ore 09.50

Durante le calde giornate d'estate che rappresentano spesso e volentieri il marchio di fabbrica dell'estate mediterranea e non solo, il cielo azzurro del pomeriggio risulta sovente "sporcato" dalla presenza di alcune insidiose formazioni temporalesche concentrate essenzialmente ai settori interni dell'Appennino e che possono talvolta recare fenomeni di forte intensità. Stiamo parlando del famigerato quanto comune temporale termoconvettivo che, quando si presenta frequentemente, arriva a scandire il ritmo delle giornate, preceduto generalmente da una mattinata di cielo sereno, i cumuli tendono a crescere negli orari di tardo mattino per diventare congesti all'ora di mezzogiorno, il temporale diventa realtà nelle primissime ore del pomeriggio per poi lasciar spazio nuovamente al cielo sereno durante le ore serali. Lungo l'arco alpino e prealpino queste tempistiche possono però essere sfasate in avanti nel tempo.

Questa particolare quanto comune condizione atmosferica tipica dei pomeriggi estivi, trae spesso la propria linfa vitale dalla presenza di un vasto anticiclone che solitamente interessa i settori centrali dell'Europa, ricoprendo anche una buona fetta di mar Mediterraneo. In meteorologia si usa parlare di pressioni alte e livellate, rimarcando la presenza di un'anticiclone sì molto vasto, ma caratterizzato da una struttura non troppo solida. Al livello del suolo tali condizioni atmosferiche si accompagnano spesso al caldo intenso ed afoso. 

Il surriscaldamento del terreno operato dal sole, agevola la formazione ed il sollevamento delle famigerate "termiche" cioè bolle d'aria più calda ed umida che sfruttando la spinta di galleggiamento, possono risalire sino a grandi altezze. Con la diminuzione della pressione la bolla d'aria calda in risalita tende a raffreddarsi, se la massa d'aria di partenza è molto umida, la condensazione subentrerà molto presto, formando in breve tempo un addensamento cumuliforme che potrà poi sfociare in un vero e proprio cumulonembo maturo.

In queste condizioni, generalmente l'atmosfera non riesce ad essere così instabile da permettere la formazione di temporali nelle zone marittime o pianeggianti, eventi che solitamente si verificano in caso di attive convergenze oppure con dei passaggi frontali organizzati. A quel punto la risalita delle termiche può essere agevolata dal solo rilievo montuoso i cui pendii, come trampolini di lancio, "spingono" la termica violentemente verso l'alto, vincendo l'opposizione offerta dall'alta pressione che sovente si manifesta attraverso le inversioni termiche, cioè strati dell'atmosfera riempiti d'aria più calda che talvolta possono bloccare la spinta di galleggiamento.

In questo frangente risulta determinante anche la quota di partenza della famigerata termica, se una valle risulta infatti collocata diverse centinaia di metri sopra il livello del mare, la risalita delle termiche risulta oltremodo agevolata perchè solitamente le inversioni termiche più consistenti risiedono nei bassi strati dell'atmosfera. Ecco perchè negli anticicloni più forti i temporali di calore se ne restano rintanati esclusivamente sui rilievi più alti dell'Appennino oppure sui settori interni delle Alpi, mentre con l'indebolimento dell'alta pressione questi ultimi tendono ad avvicinarsi alle coste ed alle pianure, prediligendo i rilievi più bassi.

Questi temporali sono particolarmente frequenti nei mesi di giugno, luglio ed agosto ma possono manifestarsi con minor frequenza anche in altri periodi dell'anno. Ad essi possono essere associati forti colpi di vento (downburst), grandinate e pioggia intensa. Considerevole può anche essere l'attività elettrica, risultando questi ultimi tra i pericoli maggiori per gli escursionisti che praticano trekking di montagna durante l'estate. 


Autore : William Demasi

Questa pagina: Stampa Invia Favoriti | Condividi: Altro
Webcam
Vedi tutte
Satellite
Immagini e foto dal satellite

Immagini dal satellite

Guarda le ultime immagini inviate dal satellite Meteosat 8, da 36.000 km di altezza.

Visualizza
Editoriali
Leggi tutti
Newsletter

Iscriviti subito!

Scrivi la tua email

Ogni giorno riceverai le nostre previsioni meteorologiche direttamente nella tua casella e-mail!

Info Viabilità
Leggi tutti
Dal FORUM
Vai al forum