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I suggerimenti degli indici e la difficile prognosi per l'ultima settimana di gennaio

La maggior parte degli scenari probabilistici ci mostrano la porta del freddo sempre aperta, pur con diverse varianti nella collocazione di nubi e precipitazioni. Vediamo di fare un po' di chiarezza.

In primo piano - 21 Gennaio 2011, ore 11.55

Una cosa è certa: il grande anticiclone britannico, artefice della colata fredda che ha riportato i rigori invernali sull'Italia, rimarrà ancora per alcuni giorni il protagonista del tempo sul nostro spicchio di Europa. La sua struttura non rimarrà cristallizzata ma "nuoterà" nel suo oceano d'aria contraendosi ed espandendosi a fasi alterne.

In queste sue evoluzioni, dovute anche agli umori della Corrente a Getto in uscita dal continente nord-americano,  avrà occasione per tentare di espandersi verso il cuore del Continente (tra lunedì 25 e mercoledì 26) o di proiettarsi verso l'area scandinava (tra il 27 e il 29). Quanto descritto stride un po' con l'analisi degli indici di pressione generale AO e NAO, che in previsione puntano verso l'alto forse più di quanto effettivamente faranno realmente.

Un passo importante sembra disegnarsi intorno al 27 gennaio, allorquando una di quelle pulsazioni anticicloniche descritte andrà in fase con la risalita di un centro depressionario dal basso Atlantico verso le Baleari. Se l'aggancio da parte dell'aria fredda che seguiterà a fluire dal cuore dell'Europa verso il Mare Nostrum andrà in porto, si potrà prospettare una discreta fase nevosa anche su parte delle nostre regioni.

Potrebbero essere in particolare quelle settentrionali ad assumere il comando dell'inverno italico, con qualche spruzzata fino al piano. Non sono da escludere neanche quelle del medio-alto versante tirrenico, le quali potrebbero rientrare in gioco se non altro per le quote collinari. Al momento la situazione è da monitorare, dato che il malloppo nevoso sembrerebbe sfuggire via verso la Francia. A nostro parere l'influenza dell'arco alpino potrebbe invece giocare un ruolo importante nel favorire lo sviluppo di un minimo secondario tra il golfo del Leone e quello Ligure, scenario che andrebbe a suffragare l'ipotesi di neve al nord appena esposta.

Insomma porte aperte e tante ipotesi possibili fino a fine mese, per un inverno che sembra non voglia mollare la presa fino ai primi giorni di febbraio, pur se qualche scenario un po' sbilenco ci propone in ultima analisi anche la carta di una stabilità anticiclonica, francamente poco probabile.


Autore : Luca Angelini

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