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I segreti del Vortice Polare

Che cosa è? Come si individua sulle carte del tempo? Quali sono le conseguenze sul tempo della nostra Penisola quando si spinge verso sud?

In primo piano - 2 Gennaio 2006, ore 10.07

Il Vortice Polare è una figura di bassa pressione che si sviluppa dalle quote medie della troposfera (circa 4-5 km di altezza) verso l’alto, fin quasi ai limiti della mesosfera (55-70 km). Come suggerisce il nome la sua sede naturale è la zona polare, dove staziona per la maggior parte dell’anno, portando in inverno temperature estremamente basse. Il suo “corpo” è formato per la maggior parte da un blocco di aria più fredda e secca rispetto alle altre zone, facilmente individuabile su alcune mappe meteorologiche; in particolare se andiamo ad osservare carte che danno geopotenziali o correnti alle alte quote nella regione polare, individuiamo facilmente il Vortice come una struttura chiusa, con linee che vanno sempre più stringendosi mano a mano che ci si avvicina al centro-motore, posto appunto in prossimità del Polo. Altre carte si affidano ai colori per evidenziare i vari valori di geopotenziale, allora basterà osservare dove sono i valori più bassi di questo parametro nell’ambito delle latitudini artiche, ed avremo individuato il centro della struttura. In alcune situazioni particolari questo sistema tende ad uscire dalla sua sede naturale ed a spingersi verso sud; tale fenomeno è più frequente in inverno, e può portare a conseguenze notevoli sul tempo delle regioni dove colpisce. Vediamo allora di individuare le situazioni più frequenti in tale ambito: 1) quando il Vortice si spinge sul Canada orientale, in prossimità dell’Atlantico, non fa altro che alimentare continuamente di aria fredda in quota la depressione d’Islanda, incentivandola alla produzione di perturbazioni in serie, che possono seguire due vie diverse: o transitare sull’Europa settentrionale, portando da noi un prolungato periodo anticiclonico, o viaggiare a latitudini inferiori, portandoci tempo spesso perturbato e piovoso. La caratteristica principale di questa configurazione è comunque la persistenza, dovuta anche al fatto che in Canada fa molto freddo d’inverno e quindi il Vortice trova una sede ideale per continuare ad imperversare. 2) se invece il Vortice si spinge verso la Scandinavia (altro Paese freddo in inverno) innanzitutto si ha la nascita al suolo di un robusto anticiclone sul Mar di Norvegia; questo poi può agevolare la discesa dell’aria gelida “pompata” da Vortice stesso verso il basso, sempre più a latitudini inferiori. In alcuni casi questo porta ad intense discese di aria artica verso la nostra Penisola, con forti venti e temperature in picchiata; è più probabile però che l’Italia rimanga ai margini dell’evento, e si goda una rimonta di aria mite ed umida dal basso Mediterraneo. 3) quando la struttura depressionaria si porta sullo Stretto di Bering (che separa Asia ed America settentrionale)invece le conseguenze sullo Stivale diventano indirette ed imprevedibili, dato che si avvertiranno solo dopo qualche giorno +con una maggiore ondulazione della corrente a getto polare, e quindi con un accentuato scambio termico fra le varie latitudini. In questo terzo caso quindi si possono avere indifferentemente situazioni di tempo stabile e molto mite o instabile e freddo; il tutto dipende soprattutto dalla velocità che avevano le correnti d’alta quota prima dell’evento.

Autore : Lorenzo Catania

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