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I rischi dello stau e del foehn: Italia tra alluvione e siccità...

Due importanti catene di montagne alle prese con le correnti provenienti dai quadranti più vari.

In primo piano - 12 Aprile 2015, ore 09.00

Se l'Italia fosse piatta non mancherebbero ugualmente episodi di maltempo estremo indotti da irruzioni di aria fredda che troverebbero campo aperto per contrastare le masse d'aria più tiepide o calde presenti nel Mediterraneo.

Se l'Italia fosse piatta i temporali si verificherebbero ugualmente e sarebbero indubbiamente in grado di produrre alluvioni lampo.

Se l'Italia fosse piatta pioverebbe e nevicherebbe ugualmente, sia pure con modalità decisamente diverse. I contrasti sarebbero decisamente più accesi all'arrivo dell'aria fredda con fenomeni ugualmente estremi, anche tornadici.

Roma non sarebbe più protetta dall'Appennino in caso di irruzioni fredde dai quadranti orientali, non soffierebbe più il favonio a sud delle Alpi ma la Valpadana perderebbe molta della sua continentalità, anche se le nebbie non verrebbero certo scongiurate.

Non siamo però qui per parlare di cosa accadrebbe se l'Italia non avesse i monti, ma a riflettere sui rischi di situazioni di accumulo di umidità sui versanti sopravento nelle situazioni perturbate.

Succede infatti spesso che un tipo di configurazione barica finisca per penalizzare pesantemente il settore soggetto ai venti umidi che, soggetti ad elevazione forzata indotta dalla presenza di una catena di montagne, scaricano per ore tonnellate d'acqua.

Se in più vi è la compartecipazione di un mare ancora caldo che in autunno partorisce autentici mostri temporaleschi ecco che accumuli di 500mm in una manciata di ore diventano assolutamente possibili, favorendo episodi alluvionali, così come d'inverno il versante soggetto a stau orografico in seno ad una corrente fredda riceve metrate di neve, mentre il versante sottovento resta all'asciutto.

Quando per un'anomalia barica le correnti si dispongono quasi costantemente da nord-ovest per settimane, ecco che il versante sottovento resta completamente a secco e se segue anche un lungo periodo anticiclonico la siccità diventa realtà come accadde nell'inverno 94-95 in Valpadana.

L'italiano però, vivendo solo la sua piccola realtà microclimatica, non si rende conto che il clima del nostro Paese è davvero molto vario e che mentre lui si sta godendo il sole di Roma, il cielo terso in un contesto magari ventoso, aldilà degli Appennini nevica copiosamente. 
 


Autore : Alessio Grosso

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