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I premi NOBEL e il clima

E’ forse troppo rischioso o impossibile economicamente, per uno scienziato, affrontare ricerche e proporre teorie che vadano controcorrente?

In primo piano - 6 Settembre 2003, ore 08.42

Che cos’è che distingue un Premio Nobel da uno scienziato qualsiasi? Perché sempre di più le uniche voci ad andare contro corrente e a parlare fuori dal coro sono quelle dei premi Nobel, risultando a volte anche impopolari e suscitando in alcuni noi anche critiche accanite e spesso irrispettose? Il Prof. Zichichi, papabile al Nobel, probabilmente è l’unico su scala nazionale ma non lo è su scala mondiale dove è affiancato nelle sue esternazioni da numerosi colleghi, fisici, chimici e scienziati affermati, alcuni dei quali Nobel come lui che sentono l’esigenza e il dovere di difendere la vera scienza dall’assalto sempre più pressante del sensazionalismo da prima pagina e dalla guerra mediatica che certe lobbies d’affari e di ricerca stanno conducendo per giustificare investimenti pubblici in settori alla moda, le cui tesi, i cui risultati e le cui affermazioni, per la maggior parte, non sono scaturite da un rigoroso metodo scientifico e da prove certe, ma piuttosto dalla consapevolezza di quanto sia facile manipolare l’opinione pubblica per poter attingere a nuovi finanziamenti. E’ forse troppo rischioso o impossibile economicamente, per uno scienziato, affrontare ricerche e proporre teorie che vadano controcorrente? E’ forse lo stesso mondo scientifico ormai ad essere di parte e troppo invischiato in giri d’affari per poter mantenere obiettività e scientificità? Esistono settori della scienza e della medicina, nei quali si sono formati degli schieramenti netti a favore o contro certe teorie che spesso non riportano prove certe ma che, supportate da industrie farmaceutiche, o chimiche, o altre ancora, ottengono consensi e fondi nello stesso ambiente scientifico semplicemente perché chi la pensa diversamente viene tagliato fuori e privato dei finanziamenti necessari per fare delle ricerche serie anche in altre direzioni. Il premio Nobel per la chimica Kary Mullis, scopritore della PRC (Polymerase Chain Reaction) la reazione che riesce a duplicare la catena del DNA, nel suo libro “Ballando nudi nel campo della mente” affronta, in modo informale e schietto, proprio le tematiche che negli ultimi anni hanno maggiormente attirato l’attenzione del grande pubblico, vedi Effetto Serra, Buco dell’Ozono, AIDS e via dicendo, che la scienza sta studiando ma che sono basate su dati incerti o inesistenti, e che nonostante questo proseguono ciecamente nella loro direzione, autoalimentandosi e moltiplicando gli errori nelle valutazioni statistiche e nelle analisi dei dati pur di non essere ritrattate e di bloccare un giro economico ormai colossale, nonostante le critiche, quasi inascoltate, dei pochi scienziati e premi Nobel che possono permettersi di avere voce in capitolo, data la fama dovuta ai premi, e di poter far sentire anche la loro sempre più fioca voce perché gli unici slegati da quel sistema perverso. Fu proprio questo scienziato a mettere in evidenza pochi anni fa che si era speculato sull’AIDS ipotizzando che la malattia fosse legata al virus HIV, usando il micidiale AZT velenosissimo per uccidere l’HIV, quando le prove di questo collegamento sono tutt’oggi inesistenti e non esiste prova che il virus HIV presente naturalmente nell’uomo anche non malato, sia la causa della malattia…che infatti non ha ancora una cura. Ma si continua ancora a percorrere la stessa strada insensatamente. Prendiamo ad esempio il buco dell’ozono, grazie ai satelliti finalmente siamo riusciti a vedere la presenza dell’ozono (barriera naturale ai raggi nocivi UV) e per la prima volta si è assistito ad un’oscillazione delle concentrazioni di ozono ai poli (nell’atmosfera superiore), questo giustifica ad affermare che il freon lo stesse distruggendo (a scopo cautelativo si è provveduto ad eliminarlo dal mercato e a sostituirlo con nuovi prodotti…guardacaso proprio quando il brevetto americano su questo gas era scaduto)? Erano sufficienti prove indirette come le statistiche sul maggior numero di tumori della pelle a giustificare quella teoria quando questo aumento lo si sarebbe potuto giustificare semplicemente dalla maggiore esposizione ai raggi ultravioletti dovuta alla moda della tintarella, agli sport all’aperto e alle vacanze nei posti caldi ed assolati, senonchè alle accresciute capacità diagnostiche della medicina? Nessuno invece vi ha detto semplicemente che esiste una sola verità e cioè il fatto che l’ozono esiste ed esisterà sempre proprio perché non è altro che la forma che l’ossigeno assume quando viene colpito dagli UV che assorbe in alta quota, freon o non freon, e se l’ozono scomparisse a quella quota misteriosamente le stesse radiazioni UV lo formerebbero comunque poco più sotto, fino ad esserne assorbite comunque! Non è possibile eliminare tutto l’ozono dall’alta atmosfera a meno che non si riesca ad eliminare tutto l’ossigeno! Non era forse plausibile la tesi che fossero le oscillazioni della radiazione solare a causarne una fluttuazione naturale, guardacaso ai poli d’inverno dove l’irraggiamento è minore? E non sarebbe forse il caso di misurare semplicemente le variazioni di radiazione UV su scala globale e con metodo scientifico, cosa che non stanno facendo, per arrivare ad una certezza? E per l’effetto serra? Come afferma Mullis, ma anche Zichichi ed altri, non ha alcun senso, alla luce della storia climatica del pianeta, parlare di catastrofici mutamenti del clima prodotti da attività umane. Il mondo in cui vivevano i vichinghi era molto più caldo di quello attuale, poi il clima ha cominciato a raffreddarsi, a diventare più secco in alcune parti del pianeta e più piovoso in altre, si sono desertificate alcune zone (ampliamento del Sahara e inaridimento della California dove all’arrivo dei colonizzatori spagnoli invece c’era un clima più umido) e se ne sono ghiacciate altre (Groenlandia), il clima è in continua evoluzione da sempre e le cause non sono per forza attribuibili all’uomo che anche con tutte le sue attività non riesce a produrre più del 3,5 per cento della CO2 emessa dal nostro pianeta ogni anno, basterebbe una piccola variazione nelle emissioni vulcaniche o nella radiazione solare o chissà di quale altro evento naturale a modificare realmente il clima terrestre in modo reale e radicale, ma non esistono prove di nessun tipo a giustificare la teoria dell’effetto serra. I ghiacciai si sono accresciuti e ritirati, anche nel giro di pochi anni (la mummia dell’uomo di Similaun è stata ricoperta da 30 metri di ghiaccio per 5000 anni...questo significa che quando è morto il ghiaccio non c’era…come adesso… Che dire delle oscillazioni di freddo di questi ultimi 2000 anni, con piccole ere glaciali, siccità, carestie ed alluvioni. Da che mondo è mondo periodi caldi si sono alternati a periodi freddi e alle glaciazioni (che in realtà sono la condizione climatica più frequente rispetto al tepore attuale) Sicuramente se l’oscillazione fosse andata verso il freddo ci saremmo inventati qualcosa di simile per darcene una colpa e per finanziare delle ricerche che provassero in qualche modo certe nostre idee di onnipotenza. Mullis e Zichichi, non hanno nulla, in via di principio, in contrario nel fare studi e ricerche approfondite sul clima e sulle sue oscillazioni, ma dicono che con i dati fin’ora maturati e con i metodi utilizzati dire che l’uomo sia responsabile dell’effetto serra, sempre che venissero trovate delle prove certe della sua esistenza, è impossibile perché assolutamente non scientifico, non provabile. Andrebbero approfonditi tutti gli studi in ogni direzione per poter giungere a qualche prova scientifica e non continuare a vaneggiare con modelli matematici che non possono essere precisi in principio proprio perché non tengono ancora conto di fattori indipendenti dall’uomo che ancora sono sconosciuti, basati su dati errati ed interpretati grossolanamente, e soprattutto bisognerebbe dare voce a tutti quei ricercatori che cercano prove concrete anche in direzioni opposte a quelle tanto di moda quanto superficiali ma che non possono beneficiare dei fondi. Per quanto ne sappiamo ora le attuali attività dell’uomo potrebbero avere anche l’effetto di raffreddare il clima terrestre (vedi alterazione della salinità degli oceani e delle correnti) o più probabilmente di non intaccarlo affatto. L’unica cosa certa è che esistono teorie che vanno in ogni direzione, modelli che smentiscono gli altri, e dati, spesso mal presi e male interpretati, che smentiscono quelli precedenti anno dopo anno…prima si prevede l’aridità, poi arrivano le inondazioni e si cambia modello, poi torna la siccità e si ricambia il modello…tutto questo non ha alcun senso e niente a che fare col metodo scientifico. e non è certo un periodo di dati apparentemente verso l’aumento di temperature a giustificare una teoria piuttosto che l’altra…non sappiamo più nemmeno quale sia stato l’andamento reale delle temperature a livello globale di qualche decennio fa e poi, dato il continuo cambiamento dei mezzi di rilevamento, ci sono persino opinioni contrastanti sulle rilevazioni degli ultimi anni (vedi le isole di calore)...figuriamoci quello di tutto il secolo. Bisogna riappropriarsi del metodo scientifico e lasciare da parte gli isterismi che servono solo a fare un grosso polverone e a creare lobby di interesse che vanno contro la scienza. L’uomo tecnologico ha cominciato a misurare tutto inclusa la temperatura dell’aria con mezzi sofisticati ma con metodi ancora grossolani, ha stabilito quali fossero le temperature medie “normali” quando l’eccezione per il clima è la norma. Non siamo all’anno zero e non è detto che la norma sia quella che abbiamo vissuto noi da ragazzini. L’Homo Sapiens ha goduto di un periodo interglaciale che per lui è stata una vera e propria vacanza al mare, stando alle prove reali scaturite da ricerche sensate che hanno permesso di studiare carotaggi di ghiaccio e di torba fino a 200000 anni e depositi calcarei per milioni di anni, e non su rilevamenti di oscillazioni di pochi decenni cosa impossibile e illeggibile in tali ricerche, il che rende del tutto prive di criterio certe affermazioni sul fatto che staremmo vivendo il più rapido aumento di temperatura o di anidride carbonica da milioni di anni a questa parte, l’ipotesi più accreditata sarebbe quella che stiamo per entrare in una nuova glaciazione, arriverà tra decenni, tra secoli o di più, ma sarà molto difficile che l’uomo possa evitarla perché del tutto indipendente dalle sue piccole “esalazioni”.

Autore : Massimiliano Santini (Marvel)

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