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I possibili scenari per la prossima settimana

Resta davvero difficile dare una previsione attendibile; cerchiamo allora di individuare le configurazioni più probabili

In primo piano - 13 Febbraio 2003, ore 10.29

Fra oggi e domani saremo interessati da un vortice depressionario, con un minimo in quota che agirà sulle regioni centrali e meridionali italiane; nella giornata di sabato poi ci sarà un temporaneo indebolimento di tutta la struttura, e questo causerà una certa attenuazione dei fenomeni, oltre che un lieve aumento delle temperature massime. I valori termici notturni invece sono previsti in ulteriore calo, proprio per lo scemare delle correnti ed il parziale dissolvimento della copertura nuvolosa. Tra domenica e lunedì infine è previsto l’arrivo di una nuova “goccia fredda” dall’est europeo; la sua traiettoria però è tutt’altro che definita, tanto che le sue possibilità di andare a sfociare sul nord Italia sono pari a quelle che la porterebbero a tuffarsi su Francia e Germania. Tutto dipenderà dalla spinta che la corrente a getto sarà in grado di imprimere a questa “trottola” ciclonica, e quindi dalla reale forza che quest’ultima acquisterà per “scavare” l’anticiclone europeo sul suo fianco meridionale. Fatto sta che proprio il suo destino sarà determinante per sapere il tempo che farà successivamente sulla nostra Penisola, specialmente al nord. Cerchiamo di capire come: in poche parole mentre questa depressione in quota si sposterà verso W, sull’Atlantico le perturbazioni oceaniche cercheranno in qualche modo di spezzare l’egemonia dell’anticiclone continentale, limando poco a poco il suo fianco più solido; in pratica la figura di alta pressione si troverà attaccata su più fronti e potrebbe non riuscire a difendersi in maniera decisa. Ecco che allora si aprono tre ipotesi principali, attraverso le quali cercheremo di capire in che modo potrebbero essere interessate dal maltempo le regioni settentrionali e tirreniche: 1) la goccia fredda dall’Europa orientale non sarà molto intensa e si spingerà sull’alto Adriatico per poi arrivare sul Mar Ligure; un mare caldo come quello del Golfo di Genova la inviterà a rimanere sul posto per diverse ore, portando per motivi dinamici ad una persistenza dell’anticiclone a nord delle Alpi. In questo modo i sistemi frontali atlantici dovranno aspettare diversi giorni (almeno mercoledì prossimo) prima di invadere il Mediterraneo, e se lo attaccheranno lo faranno dalla Spagna meridionale e dalle Baleari, cioè da una strada obbligata piuttosto bassa come latitudine. La conseguenza più diretta sarebbe un coinvolgimento solo parziale delle regioni settentrionali nelle eventuali fasi di maltempo 2) la goccia fredda sarà piuttosto attiva e si spingerà sulle Alpi, specialmente sui crinali più settentrionali: in una prima fase verrebbero coinvolte solo le regioni tirreniche con nubi e qualche fenomeno, ma una volta che il minimo di pressione sarà arrivato sulla Francia orientale in prossimità della catena alpina, lo scorrimento di aria umida da SW in quota sul cuscinetto freddo ormai formatosi sulla conca padana porterebbe all’invasione di tutte le regioni settentrionali da parte delle nubi 3) la goccia fredda sarà molto intensa e riceverà una spinta notevole dalla corrente a getto; in tal caso il suo fulcro probabilmente transiterà fra Austria, Germania meridionale e la zona di Parigi, portando ad un temporaneo peggioramento sulle regioni settentrionali (specialmente sulle Alpi) ma soprattutto all’aggancio di questo “nocciolo” in quota da parte di una saccatura atlantica posta poco più ad ovest. La conseguenza più evidente sarebbe un’apertura alle perturbazioni oceaniche miti che così transiterebbero in maniera più franca e meno difficoltosa sull’Europa meridionale; avremmo quindi una tendenza all’aumento della temperatura fra martedì e mercoledì, accompagnata da vento forte di Libeccio sulle regioni tirreniche , mentre al nord le nubi abbonderebbero, e con esse le precipitazioni (prevalentemente nevose) Possiamo però rimanere solamente nel campo delle ipotesi, perché come avete visto basta un leggero cambiamento di rotta di una piccola depressione per cambiare completamente lo scenario del tempo sulla nostra Penisola. Si fa comunque sempre più forte l’ipotesi che almeno una parte dell’anticiclone europeo (la sua struttura dinamica) riesca a sopravvivere fra la Scandinavia e la Polonia fino alla fine delle prossima settimana; ma di questo eventualmente ne parleremo più avanti

Autore : Lorenzo Catania

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