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I possibili scenari per il fine settimana

Facciamo una breve analisi della configurazione barica e dei suoi effetti previsti per sabato e domenica

In primo piano - 5 Marzo 2003, ore 11.22

Nella giornata di ieri avevamo parlato della possibile formazione di un profondo ciclone sull’oceano Atlantico a partire da venerdì; il suo rapido approfondimento avrebbe dovuto portare a risucchiare verso il minimo di pressione da una parte aria fredda di varie tipologie, dall’altra aria calda di origine tropicale. In effetti continuano ad arrivare conferme in tal senso e di conseguenza con il passare delle ore si cominciano a delineare anche i possibili suoi effetti anche sulla nostra Penisola. Diciamo che per quanto riguarda l’Europa, la sua azione con venti molto intensi (in una prima fase) ed improvvisi rovesci di pioggia o neve (successivamente) dovrebbe coinvolgere solamente le Isole Britanniche e la Scandinavia; in maniera indiretta però anche il tempo sulla nostra Penisola verrà influenzato dalla presenza. Di tale mastodontica struttura Infatti il richiamo di aria calda verso NE alle quote medio-alte (dai 4 km verso l’alto) sarà così intenso da spingersi fin sul Mare del Nord, permettendo la formazione di un’onda anticiclonica di stampo subtropicale sulla Spagna, con asse principale rivolto verso nord-est. Questo cosa significa? Che sul bordo orientale di questo promontorio di alta pressione scenderà aria fredda in quota che proprio fra sabato e domenica sospingerà verso i Balcani e l’Adriatico una delle classiche perturbazioni atlantiche che stavano transitando sull’Europa centrale. Non si tratterà di un sistema frontale intenso, ma riuscirà comunque ad instabilizzare l’aria, provocando la formazione di nubi, in alcuni casi anche molto minacciose. Non possiamo entrare ancora nel particolare, ma c’è da dire che la traiettoria di questa moderata “goccia fredda” risulta abbastanza ben definita con un errore di 500 km circa; il problema principale sta nel fatto che sul suo cammino in un caso estremo potrebbe incontrare le Alpi, portando a fenomeni ancor più localizzati ma intensi ed imprevedibili. Difatti la perturbazione trasporterà aria fredda soprattutto alle quote medie (fra i 4 ed i 7 km di altezza) e di conseguenza, viste le temperature elevate raggiunte in questi giorni sulla Penisola, potremmo assistere anche alla formazione dei primi temporali sulle coste adriatiche e sui rilievi del centro-nord. Per una previsione più dettagliata vi rimandiamo comunque agli articoli appositi, che usciranno nelle prossime ore e nella giornata di domani.

Autore : Lorenzo Catania

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