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I pericoli del volo: il wind shear

Causato da varie origini, l'insidioso fenomeno è una delle principali cause che provocano gravi incidenti aerei, soprattutto in fase di decollo o di atterraggio.

In primo piano - 26 Febbraio 2009, ore 10.34

Cos'è il wind shear? Letteralmente "taglio nel vento", si tratta di un vero e proprio salto assunto da una corrente d'aria lungo il suo percorso, una brusca variazione che può avvenire sia a causa di strappi di velocità che a strappi di direzione. Pensate che ad esempio in alta quota la fascia tubolare di vento che racchiude la corrente a getto provoca uno shear con la formazione di mulinelli di aria ai lati del nucleo principale analoghi a quelli che si possono trovare lungo le rive di un fiume ai bordi della corrente. Questi mulinelli assumono importanza dinamica e causano lo sviluppo di piccoli vortici (nuclei di vorticità) responsabili poi della manipolazione delle perturbazioni e dei relativi fenomeni, con relativa turbolenza aerea (comunemente vuoti d'aria). Oltre alle pulsazioni orizzontali, il vento, essendo impostato su un piano tridimensionale, può mostrare brusche variazioni in velocità anche a seconda della quota. Solitamente lo strappo avviene con aumento di velocità proporzionale all'aumento della quota e viene chiamato wind shear positivo in velocità. Esiste però un ulteriore strappo nel vento con la quota: laddove il vento, salendo di quota, cambia direzione e assume provenienze orientate sempre più in senso orario, abbiamo wind shear positivo in direzione. Il fenomeno assume particolare importanza nella previsione di temporali a supercella, poichè causa rotazione alla colonna d'aria in inserimento nel temporale con forte turbolenza aerea (forti vuoti d'aria). E proprio a causa dei temporali avvengono le condizioni di wind shear più pericolose per il volo: si tratta di un fenomeno noto come "microburst". Lo strappo del vento avviene stavolta alle quote più basse ed è estremamente violento poichè trae origine dalla colonna d'aria che esce da un temporale e che occupa una fascia tubolare verticale di piccole dimensioni che in alcune condizioni è anche molto difficile da valutare in volo. Qualora un aeromobile in fase di decollo incontri questo tipo di wind shear, soprattutto quando il vento soffi in coda, subisce un improvvisa deportanza con l'aria che non sostiene più l'apparecchio proprio nel momeno di massima necessità. L'aereo tende a picchiare di prua (se si è già sollevato) e può precipitare oltre la pista non più di 20 secondi dopo il sollevamento, oppure non riesce proprio a sollevarsi andando a urtare gli ostacoli a fondo pista. Un analogo wind shear incontrato durante l'avvicinamento e la fase di atterraggio, riduce l'angolo di assetto dell'aeromobile il quale tende prima a picchiare di prua per poi invece impennarsi e urtare violentemente il suolo con la parte posteriore anche prima di entrare in pista. In entramni i casi è facile immaginare le gravi conseguenze possibili in caso di una tardiva o mancata reazione da parte del pilota alla correzione dell'assetto di volo in caso di forte wind shear.

Autore : Luca Angelini

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