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I modelli SOTTOSTIMANO l'alta pressione sul medio-lungo termine!

L'alta pressione è spesso un parametro subdolo, che sfugge dalle maglie dei modelli per poi ripresentarsi non appena la scadenza previsionale si accorcia. Una bella gatta da pelare per i previsori!

In primo piano - 10 Novembre 2009, ore 09.43

Si parte con un esercito di 20.000 uomini per giungere a destinazione con un manipoli di soldati, stanchi e doloranti! Il paragone è abbastanza calzante: ogni volta che i modelli sentenziano un serio peggioramento sul medio-lungo termine è come se si combattesse una guerra. Si! Una guerra contro l'alta pressione. L'alta pressione c'è sempre, anche quando non appare sulle schermate dei modelli previsionali. Basta solo aspettare qualche giorno e come per incanto...eccola! Negli ultimi 10 anni la pressione in area mediterranea è aumentata di diversi millibar. La statistica del valore pressorio (medio) del passato sull'Italia era pertanto identificato con un dato (X) al quale i modelli matematici facevano riferimento. Il guaio è che in questi ultimi anni il valore medio pressorio (sempre per l'Italia) non è più solo X, ma ( X+Y), indentificando con la lettera Y il surplus pressorio che si è creato nell'ultimo decennio a seguito delle continue espansioni dell'anticiclone subtropicale verso le nostre zone. Solo 20 anni fa, quindi, una perturbazione in procinto di entrare sul Mediterraneo doveva combattere contro una pressione X. Adesso invece la sua lotta è assai più dura e il rischio di morire sul campo prima di arrivare a destinazione è altissimo. L'aumento della pressione avutosi negli ultimi anni è ben digerito dai modelli solo nel breve termine, mentre è quasi ignorato sul medio e sul lungo termine. Ecco quindi la nascita di peggioramenti "fantasma" a 7-8-10 giorni ( a seconda dei casi), che puntualmente si risolvono con un nulla di fatto non appena la scandenza previsionale si assottiglia. Facciamo ora un esempio banale, per far capire cosa succede ogni volta che un modello vede un peggioramento a lungo termine. Fino a 5-6 giorni dalla scadenza, la saccatura (o la figura di maltempo) si presenta TONICA, in grado di arrecare piogge anche intense e durature su gran parte della nostra Penisola. A 4 giorni dalla scadenza, ecco i primi segni di "crisi": le correnti cominciano ad "ingobbirsi", le isobare si allargano, insomma, l'alta pressione piano piano esce dal mazzo e scombussola le carte in tavola. A 3 giorni comincia la classica "defezione dei fenomeni": le piogge da forti diventano moderate e colpiscono areali minori rispetto a quelli previsti 24 ore prima; la saccatura comincia ad appiattirsi od a strozzarsi, i geopotenziali aumentano, così come le temperature. A 2 giorni, l'operazione "smantellamento del peggioramento" è quasi ultimata. L'alta pressione mostra la sua reale forza, con i fenomeni che risultano sempre più blandi. Infine, si arriva alla scadenza previsionale: del grande peggioramento che appariva a 5 giorni non resta quasi più nulla...l'alta pressione ha vinto anche questa volta! Questi "grimaldelli" che i modelli adottano "per salvarsi in corner" sul breve termine sono molto frequenti con le perturbazioni atlantiche, molto meno invece con meridianizzazioni e quant'altro. Insomma, al giorno d'oggi è molto più facile che una perturbazione arrivi da nord piuttosto che da ovest, o meglio la resistenza anticiclonica sembra minore in fatto di correnti meridiane piuttosto che atlantiche...fateci caso!

Autore : Paolo Bonino

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