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I modelli LITIGANO sul MALTEMPO: chi avrà ragione?

Modello canadese ed europeo abbastanza concordi, ma l'americano non ci sta. Il punto della situazione.

In primo piano - 19 Marzo 2014, ore 10.30

E' sempre molto difficile stilare una previsione a medio termine nel periodo primaverile. Le variabili sono molte e influenzano i maniera più o meno decisa l'evoluzione delle figure bariche che determinano il tempo su vasta scala.

Sappiamo che l'alta pressione ha le ore contate; molto probabilmente nel fine settimana il tempo tenderà a peggiorare ad iniziare dalle regioni centro-settentrionali della nostra Penisola.

Risulta invece poco chiara l'evoluzione successiva, che mette in divergenza alcune elaborazioni rispetto ad altre; la figura di maltempo riuscirà ad avanzare verso levante interessando tutte le nostre regioni oppure tenderà ad arenarsi sul Mediterraneo occidentale, interessando solo i settori di ponente? Per cercare di dare qualche risposta abbiamo interpellato i tre "tenori" della meteo: il modello europeo, quello canadese e quello americano.

Diciamo subito che l'europeo e il canadese sono abbastanza allineati, mentre l'americano proprio non ci sta! La giornata "campione" è quella di lunedì 24 marzo.

La prima cartina inquadra la tesi del modello europeo per la giornata sopra citata.

E' ben evidente un peggioramento sull'Italia, ad iniziare dal centro-nord, ma in estensione a tutte le regioni nella successiva giornata di martedì.

Secondo questa elaborazione, la saccatura avrà la spinta sufficiente ad interessate tutta l'Italia, determinando instabilità diffusa ed un generale calo delle temperature.

 

Il modello canadese non mostra molte differenze rispetto al collega europeo. La saccatura ci appare forse più veloce, con interessamento del centro-sud già nella giornata di lunedì.

Il settentrione, segnatamente il nord-ovest, avrebbe invece un miglioramento, stante l'orientamento temporaneo delle correnti dai quadranti settentrionali. Farà anche abbastanza freddo, con quota neve in calo sulle Alpi e l'Appennino centro-settentrionale.

La pecora nera di oggi è il modello americano. Proprio non ci sta a far evolvere questa benedetta saccatura verso levante...anzi, la fa arenare in prossimità del Mediterraneo occidentale, prima di un suo affossamento sul nord Africa.

Se questa situazione andasse in porto, mezza Italia non avrebbe fenomeni e le temperature non scenderebbero neppure molto, fatta eccezione per il settore di nord-ovest.

Notate la netta differenza con i due modelli sopra riportati.

Chi avrà ragione? Noi riteniamo più credibile la tesi del modello europeo, sposata in parte anche dal canadese ( 60%), anche se l'americano spesso ha saputo soprendere in passato...ma non dovrebbe essere questo il caso ( 40%).

 

 

 

 


Autore : Paolo Bonino

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