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I misteri dell'Airbus 330: il pilota ha sempre la situazione meteo sotto controllo? No, ma in certi temporali non si deve entrare

Forse molti ignorano quali e quante siano le misure di sicurezza per evitare incontri ravvicinati fatali con supercelle temporalesche o altre turbolenze atmosferiche.

In primo piano - 8 Giugno 2009, ore 16.04

Un aereo di grande livello, all'avanguardia, giovane, un equipaggio preparato, quota costante attorno agli 11 km, una rotta molto conosciuta, eppure lo schianto, l'esplosione, la tragedia, l'inferno, la fine. La struttura esterna di un airbus viene controllata giornalmente. Ogni 2500 ore di volo ali e carlingi sono soggetti ad approfonditi controlli, la pressione interna di un aereno che viaggia a 11km di altezza è pari a quella che si ha in montagna a 2700m di quota. Nella cabina di pilotaggio i finestrini del pilota sono costituiti da tre strati sovrapposti e sono spessi circa 4cm. Le ali e la carlinga sono collaudate per resistere ad una pressione di 2.5 volte superiore alla forza di gravità. Le ali possono torcersi di diversi gradi senza spezzarsi, i finestrini laterali sono in plexiglas e vengono testati con pressioni superiori del 50 per cento rispetto a quelle massime che si possono incontrare durante il viaggio. Un fulmine o una serie di fulmine per il principio della Gabbia di Faraday non può far esplodere o mandare in fiamme un aereo, viceversa una forte tempesta legata a violente manifestazioni temporalesche a supercella con turbolenze irregolari può creare seri problemi ad un aereo che la affronta in senso contrario fino a fargli superare quella soglia di velocità che può portare ad un cedimento strutturale. Una simile tempesta però i piloti fanno di tutto per evitarla e hanno molti strumenti in cabina di pilotaggio che possono agevolmente aiutarli in questo, non ultima la possibilità di dialogare con la torre di controllo dell'aereoporto dal quale sono partiti. Un conto infatti è essere costretto ad atterrare su una pista battuta da un temporale a causa di una generica avaria, come ad esempio la mancanza di carburante, un altro conto è decidere di affrontare una tempesta in pieno oceano in modo arbitrario, una scelta che generalmente si può pagare cara sotto ogni profilo e che dunque si cerca di evitare come la peste, cambiando rotta o rientrando in aeroporto. Possibile abbiano sottovalutato in modo tanto grossolano la tempesta? Non a caso l'aereo partito 7 minuti dopo si è guardato bene dall'affrontare una simile turbolenza. Ora: che poi siano state le turbolenze, un guasto elettrico, un errore umano, un incendio a bordo a determinare la tragedia è ormai quasi impossibile da stabilire con certezza, ma tutti si sono chiesti come mai non sia stato lanciato un mayday? Possibile che i piloti non ne abbiano avuto nemmeno il tempo? Possibile che una palla di ghiaccio tanto grossa abbia sfondato la cabina uccidendo all'istante i due piloti? Ecco perchè qualcuno ha avanzato l'ipotesi dell'esplosione, evento che non lascia neanche un secondo in più di vita per compiere qualunque azione.

Autore : Alessio Grosso

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