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I lettori ci scrivono: come mai nessun temporale su Roma? Perchè a Torino tuona sempre alla stessa ora?

Due interessanti domande poste dai lettori.

In primo piano - 5 Giugno 2003, ore 15.43

Avete dubbi o domande particolari sul tempo? Scrivete allora ad info@meteolive.it. La vostra domanda potrebbe venir pubblicata su MeteoLive con le risposte dei redattori. Andrea Burocco ci scrive: Sono un appassionato lettore di Meteolive ed ormai da 3 notti vengo svegliato da improvvisi quanto fortissimi tuoni che si scatetano dalle 2 alle 3 di notte. Volevo da tempo chiedere cosa scatena il rumore caratteristico dei tuoni e colgo l'occasione adesso per domandarlo, inoltre sono interessato a capire il perchè si sviluppino temporali sempre nelle solite ore qua a Torino, quasi a sembrare un clima tropicale!!! Ringrazio anticipatamente se avrete un pò di tempo per chiarirmi questi dubbi! Complimenti per il sito e le previsioni! Risponde la redazione: Molta umidità nell'aria, presenza di leggera instabilità con infiltrazione di aria fresca dalle vallate alpine, notevole calore cittadino: ecco spiegati i temporali notturni e magari anche i rovesci mattutini, quando l'aria è ancora instabile. Da notare in questi casi particolari una certa stabilizzazione nelle ore pomeridiane e serali giacchè viene meno anche quel piccolo scarto termico alle varie quote e l'aria diviene più secca. Di notte invece il ciclo si ripropone. Finchè permarrà questo tipo di circolazione i temporali notturni potranno verificarsi ancora. Quanto al tuono è dovuto allo spostamento d'aria indotto dal fulmine. L'aria non è un buon conduttore di elettricità ma la potenza del fulmine ne vince ogni resistenza. Se il fulmine è vicino e non c'è molta umidità il rumore sarà violento ma di breve durata, se invece è sempre vicino ma c'è molta umidità, si avrà più un boato prolungato con tremolio di vetri ed oggetti. La casistica è comunque vastissima. Simone Maio ci scrive Cari amici di MeteoLive, vi seguo sempre con ammirazione e stima per la "lotta" alla diffusione di utilissime informazioni sconosciute ai più e per tutti i servizi che fornite sul vostro siti a tutti gli appassionati come me. Vorrei porvi una domanda: durante l'ultima recente fase temporalesca vissuta anche dall'Italia centrale, ho constatato ancora una volta (con delusione) quanto sia difficile che un temporale o un rinfrecante scroscio intenso di pioggia possa giungere anche sulla città di Roma (dove risiedo). Eppure sembravano esserci tutte le condizioni favorevoli: palude barica in quota, venti da E-NE in quota, alto indice di calore e umidità dell'isola urbana. E invece nulla o poco più se non l'assistere ogni pomeriggio al maestoso progredire di minacciosi cumolonembi, desiderosi di portare una boccata d'ossigeno ai prati rinsecchiti, di lavare un po' le strade maleodoranti e di rinfrescare le già bollenti notti romane che si arenavano inesorabilmente a pochi km dal G.R.A. pur trovandosi in "pole position" in orari ancora buoni per la propagazione del temporale (verso le 17 / 18). Solo qualche tuono e qualche piccolo refolo di vento e al più qualche goccia di pioggia che acuisce il senso d'afa ed invece (purtroppo) grandine e disastri a pochi km dalla città. Certo che sappiate darmi una valida spiegazione scientifica a queste "curiose" manifestazioni temporalesche, vi saluto con affetto Risponde la redazione: La spinta propulsiva di diffusione del temporale verso SW ti ha dato l'idea di una corrente più tesa, corrente che a tratti c'è stata ma si è rivelata di debole intensità. La lentezza nello spostamento delle cellule, dovuta alla scarsa circolazione atmosferica, ha dissipato strada facendo tutte le energie del temporale, che arrivava dunque scarico sulla città. I temporali più forti sono quelli ad asse obliquo, comandati cioè da una corrente a getto, cioè da forti venti in quota: le incudini in questi casi viaggiano molto rapidamente e l'area in cui si scaricano i rovesci non invade quella riservata alle ascendenze, cioè al rifornimento di aria calda del temporale. In questo modo la cellula farà molta strada verso il mare. Se il temporale ha asse verticale tutte le energie verranno spese non molto lontano dal suo punto d'origine. Non è poi ancora il momento per i temporali marittimi, il mare è ancora troppo fresco, semmai in mare aperto potrà verificarsi qualche rovescio notturno ma con scarse probabilità di raggiungere Ostia e le zone interne.

Autore : Redazione

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