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I bellissimi di MeteoLive: i mille volti della passione per la meteo

Dal cacciatore di tornado al nivofilo maniacale, dall’appassionato di temporali all’amante della montagna, dall’esperto in geografia al ricercatore paleo-climatico, dallo snowboarder al fungaiolo... Tanti diversissimi modi per amare la meteorologia

In primo piano - 31 Marzo 2005, ore 15.47

Il meteofilo sembra iniziare ad andar di moda. Negli ultimi tempi, stampa e televisione hanno dato molto più spazio rispetto al passato alla meteorologia, e la figura di colui che per passione se ne occupa a livello amatoriale è andata pian piano conquistando le simpatie della gente. In questa sede andrebbe per la verità aperta una parentesi su come il meteofilo viene considerato dalla gente comune e su come viene giudicato alla luce della propria predisposizione e della propria passione (vittima com’è di pregiudizi stereotipati che ci si porta dietro da decenni), ma per una volta preferiamo tacere per parlare di lui, soltanto di lui, lasciando “a casa” altre questioni da sempre affrontate su questo giornale. Il meteofilo ama guardare il cielo, ma non solo. Avete voi mai apprezzato la bellezza della terra che si bagna ai primi colpi violenti delle gocce di un acquazzone? O dell’asfalto che tende ad imbiancare al rinforzare di una nevicata? L’amore per la meteorologia porta ad osservare, tutto e prima di tutto. Il meteofilo è dunque in primis un grande osservatore; uno che passerebbe ore ed ore, senza mai stancarsi, ad ammirare tutto ciò che gli si para intorno. Il meteofilo è l’unico che non si lagna quando fuori piove, quando occorre aprire l’ombrello prima di uscire dal portone di casa, o quando c’è da zigzagare tra le mille pozzanghere del marciapiede della città. Il meteofilo apprezza tutte queste situazioni, e si mostra particolarmente sensibile nei confronti di piccole bellezze che invece risultano ostiche alle comodità del mondo di oggi. Il meteofilo ama poi osservare l’evento estremo. Proprio per questo in molti lo considerano una persona malata e deviata, senza pensare che invece, proprio nell’evento estremo, questa persona riesce a trovare un legame col mondo che lo circonda, un dialogo con la forza della natura, un modo per misurarsi in essa e di conseguenza per rispettarla, nonché per conoscerla. Un meteofilo è per conseguenza una persona umile, che fa del rispetto, della conoscenza, dell’osservazione e dunque dell’esperienza i suoi punti-cardini. Al meteofilo non piacciono, come qualcuno ha avuto il coraggio di dire, le “disgrazie da maltempo”. Il meteofilo vuole conoscere l’evento estremo anche per poter evitare drammi umani. Proprio per questo non si nasconde davanti ai rischi che arrivano dal cielo e non mostra quell’ipocrisia tipica di chi si arroga la superba prerogativa di dominare gli eventi. Il meteofilo sa che conoscere la forza della natura significa anche aiutare gli altri nel prevenire e nell’evitare vittime e lutti. L’amante della meteorologia ama e teme al contempo il temporale come una forza minacciosa, misteriosa ed affascinante. Nessuno conosce il temporale meglio di un meteofilo, che in esso trova l’energica spinta interiore del “sublime dinamico”. C’è chi lo osserva poeticamente per trovare l’ispirazione alla propria poesia, al proprio dipinto o alla propria dedica d’amore; c’è invece chi lo osserva con l’occhio scientifico di chi vuole spogliarlo di ogni sua ferrea e nascosta verità. C’è chi lo cataloga, chi lo archivia e chi lo fotografa. Chi ne descrive i colori, i rumori, le sfumature... L’amore per il temporale non risparmia nessuno, proprio nessuno. Anche perché “lui” non ama farsi desiderare: mare o montagna che sia, a differenza dell’agognata neve, il temporale accontenta tutti, proprio tutti... almeno in Italia! C’è poi, a proposito di neve, il nevofilo incallito, quello che trascorre intere nottate ad aspettare che qualche fiocco illumini di bianco la luce rosea del lampione sotto casa. La neve è di solito l’elemento caratterizzante del meteofilo per eccellenza, ma è anche quella che genera le maggiori delusioni, mandando spesso in “ritiro” molti appassionati che rimangono “a bocca asciutta” dopo una qualche grande aspettativa. Ogni inverno è buono per la nevicata del secolo, eppure sono in tanti a non vedere nemmeno un fiocco di neve. E di neve non ci si accontenta mai! Si venderebbe l’anima per una spolverata in città, poi però si vorrebbe che i centimetri fossero ancor di più, e ancora di più, fino al metro ed oltre... La neve insomma non è mai abbastanza, per nessuno! La neve piace perché bianca, silenziosa, candida e soffice. La neve interessa tutti, paralizza la tecnologia del mondo e lo restituisce alla propria intrinseca debolezza. La neve non fa distinzione tra ricchi e poveri: è affare di tutti. Son pochi, ma ci sono anche i meteofili che amano le estati torride, da caldo-record, o semplicemente le belle giornate, sia estive che invernali, da trascorrere al mare od in montagna. C’è l’amante dei grandi spazi, degli orizzonti lontani e della grande visibilità. C'è chi fotografa le nubi, chi le incornicia come oggetti d'arte; chi invece osserva il cielo di notte, chi va al di là delle nubi per osservare gli oggetti celesti, chi studia le meteorologie degli altri pianeti. C’è poi chi colleziona immagini di albe e tramonti, così come chi ama salire in alta quota per vivere il clima di altre altitudini. C’è chi si misura in ascese alpinistiche, chi è dédito a semplici passeggiate in mezzo alla natura; chi invece sale con la bici, e chi ancora aspetta che piova per andar per funghi o per lumache. C’è poi chi registra i dati e chi si mostra maniacale nel cercare di far previsioni su microscala. C'è chi si esercita in sci di fondo, c'è il "riders" più esigente, così come c’è chi si applica allo studio della geografia e chi coltiva la terra: tutti relazionandosi sempre a ciò che cade dal cielo e al paesaggio che intorno muta e si colora con il trascorrere delle stagioni. Bella è la meteorologia, specie quando è vissuta pienamente, quando cioè se ne coglie tutta l’essenza di scienza legata ad ogni attività umana. Nessuno può prescinderne, nemmeno chi decide di entrare in orbita nello spazio. Proprio per questo, c’è chi la studia, chi ne vuol sapere sempre di più, chi effettua ricerche, chi si prodiga nel campo della didattica e dell’informazione; chi si applica nello studio del clima e chi ne studia i possibili mutamenti, chi invece ne studia il passato per capire il presente. Purtroppo c’è anche chi la rovina, chi la denigra e chi la snobba; forse perché in cuor suo non ha ancora avuto il grande onore di vivere l’incontro con la scienza più bella, intrigante e misteriosa in cui l’uomo si sia mai misurato: la meteorologia. Fortunato è l'uomo che la vive come essa merita.

Autore : Emanuele Latini

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