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I batteri incentivano le precipitazioni, ma la neve si può ancora mangiare...

Precipitazioni e batteri.

In primo piano - 18 Marzo 2014, ore 08.49

Recentemente mi ha scritto un lettore spaventato: "ho letto che i batteri incentivano le piogge e per fare le previsioni del tempo bisognerà prima consultare i biologi, è vero?" Rispondo dicendo che è una non notizia, nel senso che non hanno neanche scoperto l'acqua tiepida:-)

La presenza di batteri è ovviamente incentivata con l'aumento della temperatura globale e questi batteri si concentrano soprattutto nelle zone temperate. Le foreste delle medie latitudini ne diventano dunque un buon ricettacolo.

Ora: i nuclei di condensazione che l'umidità sfrutta per trasformarsi in nube sono molteplici: residui di ogni genere, composti volatili che vanno dal sale marino ai residui del traffico veicolare. Questi nuclei nei bassi strati sono però utili per provocare la cosiddetta pioggia calda, cioè da queste nubi non potrà cadere neve.

Invece la pioggia cosiddetta fredda si origina da nubi cumuliformi che hanno bisogno di basse temperature per dar origine al processo di ghiacciamento.

Per questo occorrono i "germi di ghiaccio". I cristalli di neve naturale normalmente si formano attorno a germi di nucleazione su cui le molecole d'acqua possono condensarsi. L'acqua deve comunque essere impura; l'acqua distillata, priva di impurità, può infatti rimanere allo stato liquido anche ad una temperatura di -40°C.
 
L'incremento del numero di germi di nucleazione può determinare un aumento delle precipitazioni, i batteri possono effettivamente aiutarci in questo, tanto è vero che se ne fa largo uso anche nella produzione di neve artificiale, dove si impiegano additivi quali le proteine batteriche.

Le proteine della parete cellulare di numerosi batteri favoriscono il congelamento ottimale dell'acqua anche a temperature prossime agli 0°C. Si ritrovano su frumento, avena e orzo e le loro cellule liofilizzate sono attualmente impiegate come additivi nella produzione di neve artificiale. 

Pare non ci siano controindicazioni nell'utilizzo di questi additivi. L'aumento della temperatura sul Globo, come del resto già avvenuto in passato, libererà altri batteri intrappolati per esempio nei ghiacci della tundra siberiana e probabilmente se da questo ne derivasse un aumento di precipitazioni non ci sarebbe nulla di cui spaventarsi, si tratterebbe ancora una volta di uno di quei meccanismi di compensazione climatica che la Terra mette in atto per tornare in equilibrio termico.

Riflessi sulla nostra salute? Beh, finchè qualche scienziato pazzo non si divertirà a lanciarci addosso qualche virus pestilenziale conservato in laboratorio, direi che non corriamo grossi rischi. I batteri attualmente presenti sono in gran parte ben conosciuti dal nostro organismo.

Vi faccio solo un esempio, peraltro non molto signorile: perchè quando abbiamo una ragade, cioè un taglio nella parete anale, non scatta una grave infezione? Perchè il nostro fisico conosce quei batteri e si difende. Chissà quante volte i bambini hanno rincorso e mangiato un fiocco di neve che cadeva dal cielo, non era certo "pulito" ma non per questo si sono ammalati.

Dunque continuate a giocare con i fiocchi di neve, meglio se quelli che cadono in montagna, saranno sicuramente più puliti...


Autore : Alessio Grosso

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