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GUIDI a MeteoLive: "il concetto di immutabilità della natura è scientificamente superato"

Intervista esclusiva al Maggiore Guidi.

In primo piano - 29 Gennaio 2010, ore 10.33

GROSSO Non sei anche tu sconcertato dalla deriva mediatica che riguarda il cambiamento climatico? E' possibile che qualunque evento atmosferico: ondate di caldo, di freddo, frane, alluvioni sia ricondotto con tanta gratuità e superficialità al riscaldamento del Pianeta? Chi fornisce un servizio pubblico come le testate giornalistiche della televisione di Stato, per la quale viene pagato un canone dai cittadini, non avrebbe il dovere di informare il pubblico in modo corretto, approfondito e responsabile? MAGGIORE GUIDI. In questo mi sento un po' coinvolto, cercherò di fare delle valutazioni oggettive. La qualità delle informazioni la devono fare gli utenti, non c'è niente da fare. Soltanto evidenti segnali di non gradimento possono invertire la tendenza. Il mondo della comunicazione ha tante colpe, ma se per uno che urla sui media ci sono sempre cento che suggeriscono e mille pronti ad ascoltare, le urla continueranno di sicuro. Come dire, in questa deriva allarmistica i responsabili sono parecchi. Chi ha interesse a tenere alto il livello dello scontro, chi "vende" comunicazione e, non ultimi, quelli che la comprano e sembra la gradiscano. Si inserisce in questo contesto anche la continua associazione degli eventi che si susseguono con il riscaldamento globale. L'ultimo esempio la frana sulle Dolomiti di alcuni giorni fa. Abbiamo sentito dire subito che è accaduto per effetto del GW, nonostante ci fossero pareri uguali e contrari di geologi di pari fama. Dove la verità? A quale esperto la si dovrebbe chiedere nella fattispecie? Facilmente a quello che urla più forte. Se ci fermiamo a pensare un attimo non esiste alcuna percezione personale dei cambiamenti in atto, nel senso che l'aumento della temperatura non è umanamente apprezzabile, mentre le opinioni lo sono. E dato che queste opinioni sono spesso esageratamente semplificate le associazioni sono sbagliate nove volte su dieci, come nel caso delle Dolomiti. Di più, si è diffusa una errata convinzione che il clima e l'ambiente debbano essere immutabili e non possano alterare il proprio equilibrio. Ma questa fase di equilibrio non c'è mai stata, questo concetto di immutabilità della natura è scientificamente superato da un pezzo ma, nonostante questo, una frana in montagna descritta come la tragica scomparsa di paesaggi immoti nel tempo. Nel nostro tempo per¨°, che non è che una infinitesima ed insignificante parte del tempo tutto. Forse su questo si dovrebbe riflettere un po' di più. Peccato però che i messaggi nel mondo della comunicazione globale devono essere rapidi ed incisivi, appunto a misura del nostro tempo. In sostanza il mondo della comunicazione esige risposte con una velocit¨¤ che il clima e l'ambiente non possiedono. GROSSO Il documentario di Al Gore contiene molti dati e osservazioni scientifiche opinabili, molte delle quali apertamente criticate da scienziati di tutto il mondo. Come mai di tutto questo si parla così poco e si accetta come verità di fede, sigillandola con il premio Nobel, tutto ciò che solo una parte del mondo scientifico (l'IPCC) ha avallato? MAGGIORE GUIDI Avrei preferito non si parlasse di fede perchè ero e rimango convinto che la fede attenga al mondo del soprannaturale i cui avversari sono appunto scettici. Gli atteggiamenti fideistici con la scienza e la divulgazione scientifica hanno poco a che fare. Anche se un certo tipo di divulgazione serve anche a creare seguaci. Il documentario di Al Gore ha avuto giustizia nel momento in cui se ne sono apprezzate le doti cinematografiche e sono state prese le distanze dagli intenti scientifici, e questo è accaduto appena un giorno prima dell'assegnazione dell'ambito Nobel per la Pace, ricevuto insieme all'IPCC. L'Alta Corte di Londra ha giudicato il lavoro troppo politicizzato, esplicitamente a senso unico e scientificamente scorretto in molte affermazioni. Tanto basta. Se qualcuno aveva dubbi sul fatto che girarlo fosse più una mossa politica che altro, l'assegnazione di un premio politico e non scientifico chiarisce la situazione. Un premio alla divulgazione conferito da una commissione a nomina politica. Del resto questo evento non ha sortito effetti particolari, mi sembra che dal coro di dissensi che c'èstato scaturisca che più o meno le posizioni siano rimaste quelle che erano. Piuttosto sarebbe ora di lavorare per superarle queste contrapposizioni se davvero si vuole fare qualcosa per l'ambiente. Per l'ambiente però, non per trarre il massimo profitto possibile dalle strategie di mitigazione e adattamento. GROSSO Il Prof Schneider ha dichiarato più di una volta che nella divulgazione scientifica conta trovare il giusto mezzo tra l'essere efficace e l'essere onesto, cercando di minimizzare i dubbi e di diffondere oponioni semplificate che convincano del tuo ragionamento e mettano in ombra ciò che è contrario al tuo credo. Rientra in questo ragionamento il nascondere più o meno velatamente all'opinione pubblica che i ghiacci dell'Antartide rispetto a quelli dell'Artide godano di ottima salute? Adottare il principio di precauzione per cercare di abbassare la temperatura del Pianeta ha veramente un senso? Le spese sostenute da ogni cittadino che per l'Italia sembrano ammontare a 360 Euro l'anno sono davvero un sacrificio necessario, se si pensa che anche l'impiego di energie alternative (o sarebbe meglio dire integrative) potrebbero rivelarsi insufficiente, non solo ad infliuenzare il clima, ma anche ad assicurarci l'energia sufficiente per le nostre necessit¨¤ quotidiane. In altre parole in un mondo che ancora non ha ben compreso se è nato prima l'uovo o la gallina (cioè se è l'aumento della temperatura a far aumentare la concentrazione di anidride o viceversa) o se in ultima analisi è tutta colpa del sole, non è un altro modo per estorcere denaro alla popolazione per alimentare nuovi business, arricchendo ancor più chi già ora ha le "mani in pasta" nel petrolio e che, esaurendosi questa forma di energia, si butterà ad investire in attività nuove e dai più allettanti guadagni? MAGGIORE GUIDI. Se si apprende che la situazione dei ghiacci antartici appare subire un trend opposto a quello di quelli artici (con la dovuta precisazione che questo è vero per buona parte del continente con l'eccezione della Penisola Antartica dove i ghiacci starebbero regredendo) lo dobbiamo alla ricerca e non alla divulgazione. Perciò tanto di cappello a chi svolge il proprio lavoro e segue la propria passione al prezzo di sacrifici e con spirito di abnegazione. Non lo dobbiamo certo a come queste informazioni sono fatte circolare, amplificando alcuni aspetti e mettendone altri in sordina. Ponendo in essere una strategia di comunicazione quantomeno discutibile. Questo accade perchè oggi recitano la parte dei conoscitori del problema molti più politici, sociologi, opinionisti ed economisti che climatologi o esperti del settore a vario titolo. Tra questi ultimi per onestà debbo includere anche quelli come noi, che non sono studiosi, ma, da un punto di osservazione privilegiato, cercano di collezionare le informazioni per far crescere una propria opinione non condizionata ora da questa ora da quella corrente di pensiero. Tra i primi, invece, molti che hanno l'abitudine ¨cito una frase del compianto Crichton- di evitare accuratamente che i fatti smentiscano i propri pregiudizi. Queste categorie avulse dal settore, fino a che punto svolgono i propri uffici? Quand'è esattamente che cominciano a tirar l'acqua al proprio mulino piuttosto? Il GW è entrato nel salotto buono della finanza mondiale dopo la pubblicazione del Rapporto Stern del 2006; Stern è un economista e come tale ha affrontato il problema ipotizzando quelli che sono stati definiti i costi del non fare. Ma guardava all'economia o all'ambiente? Se tra i finanziatori del progetto si leggono i nomi delle multinazionali del petrolio forse è legittimo pensare che si guardasse più alla prima che al secondo, tentando di anticipare gli eventi ed esponendo le conclusioni a forte rischio di condizionamento e di bias scientifico. Da questo possono nascere strategie di mitigazione non proprio favorevoli alla causa del clima e dell'ambiente come la corsa al biocarburante, sulla cui eco-compatibilità si discute animatamente, o il miraggio delle celle a combustibile che produrrebbero quantit¨¤ enormi di vapore acqueo. L'impronta ambientale va alleggerita, non diversificata come si fa con i titoli in borsa per abbattere il rischio. L'analogia con il mercato borsistico non è casuale, se si pensa che a beneficiare dal meccanismo di scambio delle quote di emissione sarà più il mondo della finanza che i polmoni della terra. GROSSO La stazione francese di Abondance tempo fa ha chiuso i battenti per la diminuzione della materia prima invernale: la neve. Non credi che la montagna vada vissuta turisticamente anche aldilà della neve e dello sci visto il cambiamento del clima? Non va forse cambiato il nostro modo un po' limitato di vivere la natura? Perchè dobbiamo considerare normale un mondo ghiacciato e malato invece uno privo di ghiacci, considerando che quando l'uomo non c'era fasi fredde e calde si sono sempre alternate sulla Terra? Non è bene pensare di adattarsi invece di inseguire un passato che forse non sarà più tale? MAGGIORE GUIDI. Si sente dire molto raramente che il vero problema che stiamo affrontando non è la sopravvivenza del pianeta, ma la nostra possibilità di abitarlo come ci piace fare. In effetti se fossi un sasso non mi preoccuperei. E' proprio di questi giorni l'allarme per l'economia turistica delle stazioni sciistiche. Ancora una volta parla la finanza e non l'ambiente. Ecco, forse dovremmo imparare a ragionare un po' sul fatto che non tutte le scelte fatte finora sono sostenibili e non tutte le economie possono durare in eterno, ma questo non deve necessariamente implicare dei passi indietro. Il clima cambia, il mondo cambia, le opportunità cambiano e la convinzione di esercitare un controllo su questi fattori è una presunzione. Si dovrebbe imparare a vivere esistenze meno antropocentriche, la nostra footprint ne trarrebbe giovamento. Ringraziamo il Maggiore Guidi per la consueta amabilità, disponibilità e cortesia.

Autore : Intervista di Alessio Grosso

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