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GUASTO tra domenica e lunedì: analisi comparata

Sostanziale collimazione tra i tre modelli "big" presenti in rete. Vi sono comunque alcune differenze che a scala nazionale potrebbero risultare molto importanti. Ecco tutti i dettagli.

In primo piano - 10 Giugno 2014, ore 10.19

Fa caldo, ma nel fine settimana si cambierà registro. Ci saranno ancora variazioni nelle modalità di questo cambiamento, ma complessivamente tutte le elaborazioni optano per un ritorno a condizioni instabili associate ad un calo delle temperature su gran parte del nostro Paese.

Per fare maggiore chiarezza sulle dinamiche circolatorie che interverranno in Italia tra il week-end e l'inizio della settimana prossima, interpelliamo i tre modelli principali presenti in rete: l'Americano, l'Inglese e il Canadese. Per comodità abbiamo scelto la notte tra domenica e lunedì come periodo campione.

La prima cartina inquadra la situazione sinottica prevista dal modello americano per il periodo in parola. Molto eloquente e didattica la situazione, che vede una rimonta dell'alta pressione verso le Isole Britanniche alla quale farà da controaltare una discesa fresca e instabile diretta verso l'Italia.

Secondo questo modello, gli effetti maggiori in campo fenomenologico si avrebbero al centro-sud, ma ovviamente tutta l'Italia risentirà del calo termico e dell'aumento dell'instabilità.

Passiamo ora alla previsione del modello inglese per il medesimo periodo. Non si notano grosse differenza, ma la depressione italica pare leggermente spostata verso nord stante una minore invadenza dell'alta pressione ad ovest.

Con questa situazione si avrebbero condizioni instabili e meno calde su tutta la nostra Penisola, senza troppe eccezioni. Volendo sottilizzare, i temporali partirebbero dal nord, ma interesserebbero tutta l'Italia entro la giornata di lunedì 16.

 

Anche il modello canadese assomiglia molto ai due "colleghi" precedenti, ma secondo questa elaborazione, ad avere la peggio in fatto di fenomeni saranno le regioni centro-settentrionali e la Sardegna.

Notate la depressione ad ampio respiro che si piazzerà nel Mediterraneo centro-occidentale. Nord e centro Italia sotto temporali anche forti, mentre il meridione, segnatamente le zone estreme, avrebbero una fenomenologia meno spiccata, seppur sempre presente.

Insomma, per il momento il cambiamento viene confermato da tutte le elaborazioni; urgono ancora conferme circa le modalità del guasto. Ne riparleremo.

 


Autore : Paolo Bonino

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