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Guarda cosa potrebbe succedere nel cuore di luglio...

Una nuova depressione ricolma d'aria fredda in quota potrebbe tornare ad assediare il tempo delle regioni settentrionali sul finire della prima decade di luglio. Ecco che cosa potrebbe succedere.

In primo piano - 27 Giugno 2014, ore 11.20

Stiamo ormai entrando nel cuore della stagione estiva 2014 ma la circolazione atmosferica stenta a proporre fasi anticicloniche realmente durature che possano porre la parola fine alle frequenti fasi d'instabilità che hanno influenzato soprattutto i settori centrali e settentrionali del Belpaese. Così volgendo lo sguardo a lungo termine salta immediatamente all'occhio quella che potrebbe preannunciarsi come l'ennesima pesante offensiva ad una stagione estiva mai stata in grande forma.

La facilità con la quale depressioni e fasi perturbate portate da aria instabile riescono a far breccia lungo il nostro stivale, trova spiegazione in una sorta di "circolo vizioso" in cui precedenti affondi depressionari disegnano un corridoio preferenziale. All'interno di questo corridoio valori termici, altezze geopotenziale e pressione al suolo permangono assestati su livelli mediamente più bassi, agevolando così l'ingresso di nuovi sistemi ciclonici.

Ad ogni modo la fase di spiccata vivacità atmosferica portata dalla zonale atlantica dovrebbe perdere d'importanza, almeno temporaneamente, lasciando spazio all'imporsi di alcune dinamiche circolatorie tipicamente meridiane. Non più azioni di forcing ovest-est di cui avremo un perfetto esempio questo fine settimana, bensì forcing dinamici che metteranno in gioco masse d'aria d'estrazione artica attraverso scambi termici in senso meridiano.

Proprio su dinamiche di questo tipo potrebbe poggiare le proprie basi l'intensa depressione ricolma d'aria molto fredda in quota che quest'oggi viene prevista sia dal modello inglese, sia dal centro di calcolo americano
.

Essa trarrebbe alimentazione dal vasto serbatoio d'aria ancora molto fredda per la stagione, presente sulla Penisola Scandinava settentrionale, dove le temperature negli ultimi 10 giorni sono risultate inferiori alla media, regalando persino neve al livello del mare sui fiordi più settentrionali nel cuore di giugno. La depressione originata sarebbe così caratterizzata da valori molto freddi in quota, accompagnata da altezze geopotenziale di stampo più autunnale che estivo.

La vasta circolazione ciclonica sarebbe accompagnata da un ramo della corrente a getto che attraversando l'oceano Atlantico settentrionale si distenderebbe sino ai settori centrali europei, agevolandone così il trasferimento verso l'Europa occidentale. Da questo step appena descritto potrebbero poggiare le basi per un nuovo coinvolgimento del settentrione italiano da ulteriore instabilità.

Ritorneremo sul discorso con i prossimi aggiornamenti.


Autore : William Demasi

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