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GROSSO: "un maggio così instabile può influenzare anche giugno"

Tradizionale intervista settimanale ad Alessio Grosso.

In primo piano - 20 Maggio 2019, ore 09.46

REDAZIONE: maggio ha cancellato il problema della siccità, era da tempo che non si vedevano i ghiacciai ricevere un contributo di neve così prezioso in vista dell'estate, servirà?
GROSSO: è chiaro che se da giugno parte l'anticiclone africano per tre mesi con temperature over 35°C non servirà a nulla, ma quando maggio si comporta nel modo che abbiamo sperimentato quest'anno, è facile che anche giugno ne sia influenzato.

REDAZIONE: per quale motivo?
GROSSO: prima di tutto il mare risulta più fresco rispetto alla norma e questo funge da calamita per le saccature che scendono dal nord Europa o dall'Atlantico, la linea di convergenza intertropicale sta effettivamente salendo ma potrebbe mostrarsi più alta ad ovest, spingendo quindi l'alta verso l'Iberia e l'Atlantico e meno sul bacino centrale del Mediterraneo. Insomma è possibile, anche se non certo, che giugno si muova sulla falsariga di maggio.

REDAZIONE: possibile che giugno non ci riservi delle fiammate calde?
GROSSO: certo che è possibile, ma quello che voglio dire è che difficilmente risulteranno persistenti. Soprattutto al nord e in Adriatico mi aspetto ancora dei temporali, sempre che non intervengano e si isolino nuove depressioni o gocce fredde sul meridione.

REDAZIONE: e può verificarsi un effetto domino anche su luglio?
GROSSO: nessuno può dirlo ma è comunque difficile, luglio è lontano dalla primavera e difficilmente fallisce.

REDAZIONE: tornando al medio termine, possibile che anche l'ultimo week-end di maggio (25-26) possa essere influenzato dai temporali?
GROSSO: è possibile, anche se i modelli nelle ultime emissioni hanno ridimensionato la portata di questo nuovo affondo depressionario. Si tratterebbe di una saccatura che isola una goccia fredda in quota nel Mediterraneo e si avrebbe un veloce passaggio di temporali da nord a sud, con persistenza degli stessi un po' di più sul meridione, dove la goccia fredda finirebbe per arenarsi e attenuarsi lentamente.


Autore : Team di MeteoLive.it

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