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Grosso: "se l'anticiclone farà muro, l'inverno potrà decollare"

Tradizionale intervista settimanale ad Alessio Grosso.

In primo piano - 28 Dicembre 2012, ore 14.38

REDAZIONE: che ci dice Grosso? Arriva un po' di inverno vero o dobbiamo pensare che la stagione proseguirà senza colpo ferire alle nostre latitudini?
GROSSO: premesso che è difficilissimo sbilanciarsi in questa fase oltre i 3-4 giorni, siccome non è possibile sottrarsi dal compito di affrontare il lungo termine, allora verrebbe da dire che la grossa, sia pure parziale, svolta la offre stamane il modello inglese, in "sinergia" con quello canadese, laddove si prevede la discesa di un blocco di aria fredda sui Balcani e su parte del nostro Paese dal 3-4 gennaio in poi.
Ciò che è più rilevante però non è tanto questo fatto, quanto la tendenza alla costruzione di un muro anticiclonico di un certo spessore sull'ovest del Continente, in grado di bloccare il flusso perturbato atlantico. Se andasse in porto questo progetto l'inverno con la I maiuscola potrebbe andare veramente in scena anche in casa nostra.

REDAZIONE: è tutto collegato alla scarsa attività solare e alla biennale oscillazione dei venti nella stratosfera subtropicale?
GROSSO: indubbiamente questi elementi, che sono effettivamente riscontrabili, possono aiutare in tal senso, perchè possono creare una sorta di azione di disturbo al vortice polare stratosferico, ma molto dipende anche concretamente dalle risposte sul campo dell'anticiclone delle Azzorre. Dove va lui fa rumore e detta le regole del gioco.

REDAZIONE: e lo strat-warming?
GROSSO: ha certamente la sua importanza, ma non tutti gli anni; ogni inverno la zona polare viene interessata da riscaldamenti stratosferici più o meno rilevanti, quello di quest'anno sembrerebbe intenso e votato a determinare conseguenze anche in Europa, con una sorta di azzeramento della circolazione attuale nella seconda metà del gennaio, e la graduale discesa verso l'Europa centro-orientale di masse d'aria sempre più fredde legate ad una divisione in blocchi del vortice polare. 

REDAZIONE: e l'Italia ne verrebbe coinvolta?
GROSSO: non è escluso, ma al momento mi soffermerei sull'eventualità esposta sopra: il flusso zonale, cioè quel fiume di correnti in quota miti che sono arrivate dal Canada durante le feste di Natale, dovrebbe in qualche modo già frenare proprio per l'intervento dell'anticiclone delle Azzorre, figlio peraltro di una rotazione del vortice polare. Esso, dal 3 gennaio in poi, dovrebbe spingersi maggiormente verso nord, determinando la discesa di masse d'aria fredde sui Balcani e in parte anche sul nostro Paese, ma questo non sarà affatto una conseguenza diretta dello Strat-warming, che si concretizzerà proprio intorno all'Epifania, bensì solo di movimenti nei piani troposferici. I risvolti di una bilobazione del vortice polare potrebbero invece registrarsi dopo il 10-12 gennaio, con un sostanziale interruzione del flusso zonale e moti retrogradi freddi a spasso per l'Europa e non andrei oltre, anzi mi sembra già di aver detto molto.

REDAZIONE: quante probabilità ci sono che questo avvenga?
GROSSO: trattandosi di un riscaldamento tosto, compreso probabilmente tra i 38 e i 43°C di rialzo in una sola settimana, e considerate alcune teleconnessioni, vien da dire che il vortice polare stratosferico potrebbe venir "stritolato" e costretto a dividersi in due parti, una più o meno posizionata sul Labrador, l'altra tra Finlandia e Urali. Più i geopotenziali al Polo saliranno, più c'è possibilità che questi blocchi carichi di gelo possano scendere verso sud. Affinchè tutto questo possa concretamente realizzarsi sarà però necessario che le onde convettive equatoriali mettano in moto quei meccanismi necessari a "sfrattare" il vortice polare dalla sua sede, cosa non facile. Seguite gli aggiornamenti!

 


Autore : Redazione di MeteoLive.it

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