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GROSSO: "scatto d'orgoglio dell'inverno"

Tradizionale intervista settimanale ad Alessio Grosso.

In primo piano - 28 Febbraio 2008, ore 09.48

REDAZIONE: allora Grosso, siamo ad un passaggio chiave della stagione. Lei crede che l'inverno abbia ancora le carte in regola per scagliare un'ultima offensiva? GROSSO: anche se gli indici teleconnettivi non indicano propriamente una strada invernale per il Mediterraneo centrale, è significativo stamane osservare come i principali modelli matematici segnalino ormai come più che probabile la discesa di aria fredda di origine artica marittima prevista per mercoledì 5 marzo nell'area mediterranea. Potrebbe dunque trattarsi a tutti gli effetti di uno scatto d'orgoglio dell'inverno. REDAZIONE: e con quali conseguenze? GROSSO: beh innanzitutto transitererebbe una perturbazione molto attiva pronta a persistere in area mediterranea in virtù della formazione di un vortice depressionario alimentato dall'aria fredda. Ancora il modello non riesce a definire bene l'esatta collocazione del minimo barico al suolo, sta lì la complessità della previone, resa ancora più difficile (come sempre) dalla presenza del baluardo alpino. REDAZIONE: e si potrebbe rivedere la neve alle basse quote? GROSSO: a marzo un episodio del genere è capace di dispensare anche qualche temporale nevoso sino in pianura, se l'aria fredda riesce ad inserirsi in modo rapido ed irruento. Sui monti una nevicata adesso costituirebbe una manna in vista delle festività pasquali. REDAZIONE: vede più favorite le Alpi o gli Appennini? GROSSO: direi per ora le Alpi centro-orientali e gran parte della catena appenninica, Tirreno compreso, almeno nella prima fase del peggioramento. REDAZIONE: dunque viene smentita clamorosamente l'ipotesi di una primavera calda e secca? GROSSO: beh, aspetterei prima di ripensare all'andamento della primavera. Cerchiamo di valutare attentamente questo episodio, sempre che si verifichi quanto prospettato. Vedremo poi se si tratterà di un caso isolato o di una nuova linea di tendenza. Non dimentichiamo e non rinneghiamo comunque quanto affermato fino a ieri: la Nina è ancora in grado di "offendere" e l'indice NAO non depone certo per una prolungata svolta perturbata nel Mediterraneo, dunque ci andrei molto cauto.

Autore : Redazione

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