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GROSSO: "ora l'estate potrebbe addirittura entrare in crisi"

Tradizionale intervista settimanale ad Alessio Grosso.

In primo piano - 6 Luglio 2007, ore 09.25

REDAZIONE: allora Grosso, perchè lei viene dipinto come un negazionista? GROSSO: Mi dipingono come un negazionista perchè ritengo, sulle base degli studi condotti da molti illustri scienziati, che l'impatto dell'uomo sul cambiamento climatico sia marginale e che invece risulti molto più importante la variazione climatica per cause naturali: il sole in primis, poi tutta una serie di cause astronomiche ma anche la concentrazione di polveri vulcaniche, i raggi cosmici, le correnti oceaniche. Non dimentichiamo poi che è stato appurato che nei naturali cicli climatici di raffreddamento e riscaldamento la concentrazione di anidride e di altri gas aumentava all'aumentare della temperatura e talvolta i due dati sono rimasti addirittura svincolati. Inoltre alcuni recentissimi studi hanno evidenziato che l'IPCC avrebbe trascurato nelle sue simulazioni climatiche non solo l'eventualità di un possibile blocco della Corrente del Golfo ma anche alcune importanti misurazioni che stabilivano che già all'inizio del secolo scorso le concentrazioni di CO2 erano ben superiori a quelle di oggi, oltre 440ppm. REDAZIONE: però in assenza di certezze scientifiche non è bene adottare il principio di precauzione? GROSSO: le certezze ormai ci sono ma vengono insabbiate proponendo come certezza la catastrofe imminente. Proprio ieri in TV un signore mi ha chiamato allarmato dicendo di aver visto il documentario di Gore: a lui ho risposto che quel documentario sta bene dappertutto, anche in pattumiera. Intendiamoci l'uomo inquina e spesso deturpa il paesaggio, la giungla d'asfalto che ci siamo creati per vivere non è certo il massimo ma più che il principio di precauzione che andrebbe a gravare in modo drammatico sulla nostra economia, io applicherei il principio di buona salute, cioè più per noi che per la natura, che non ha bisogno delle cure dell'uomo, è autosufficiente. E' comunque appena il caso di ricordare che la qualità dell'aria è sensibilmente migliorata nei Paesi tecnologicaente avanzati, mentre nei Paesi in via di sviluppo si vive la situazione che noi vivevamo negli anni 70, anche loro però se proseguiranno su questa strada arriveranno ai nostri livelli ed inquineranno molto meno. In altre parole il benessere ha portato ad interessarci sempre di più alla natura, cosa che non potevamo permetterci negli anni della miseria, in cui si pensava soprattutto a sopravvivere. Ora però l'attenzione sulla natura non deve diventare morbosa, non dobbiamo fare la sintesi: natura buona, uomo cattivo, perchè non è così. Viviamo in equilibrio con la natura, non deturpiamola ma non sentiamoci elementi inutili. REDAZIONE: dunque gli scenari catastrofici tracciati da alcuni scienziati non troveranno realizzazione nei prossimi anni. GROSSO: paradossalmente gli eventi estremi nel 2006 sono sensibilmente diminuiti, facendo la fortuna delle assicurazioni, che hanno vantato fatturati da record. Non dimentichiamoci che veniamo dalla conclusione della piccola era glaciale (1450-1850) e che nel periodo precedente, durante l'optimum climatico medievale la temperatura era di un paio di gradi più alta di quella odierna e l'uomo non inquinava. Non viviamo un'era glaciale seria, a parte lo Younger Dryas, dalla fine della glaciazione Wurmiana, sembra invece che in questi ultimi 50 anni si sia scatenata un'ansia da fine del mondo che non ha mai avuto riscontro nella storia della Terra. Ebbene: non è così. Altre volte e in un modo assai più pericoloso abbiamo rischiato l'estinzione per l'impatto di meteoriti e la scomparsa improvvisa dei dinosauri ce lo conferma. REDAZIONE: e veniamo al tempo, sembra che l'estate sul centro Europa non decolli e anche sul nord Italia a tratti non mancano momenti temporaleschi e freschi, del resto il caldo vero sembra confinato solo alle estreme regioni meridionali. Continuerà questo trend? GROSSO: i giorni passano, il nord Europa riceve giorno dopo giorno raggi solari sempre meno intensi, in una congiuntura barica del genere in pieno luglio, fase in cui dovremmo assistere al massimo della stabilità, vediamo invece la presenza di una depressione pressochè costante sul nord-ovest del Continente. E' facile dunque aspettarsi ulteriori degradazioni nello stato del tempo, come del resto si prevede per la prossima settimana. Insomma davvero l'estate potrebbe entrare in crisi anche nel Mediterraneo, vedremo se sarà solo un incidente e se luglio si riprenderà nel finale, oppure se potrebbe essere l'inizio di una fine "ingloriosa" con l'agosto fresco per il terzo anno consecutivo. REDAZIONE: tutto ossigeno per i ghiacciai e uno schiaffo morale a chi aveva previsto un'estate con caldaccio. GROSSO: mi piace quando il tempo gioca a prendere in giro l'uomo, ci fa capire quante chiacchiere inutili si fanno, anche ad alto livello. Certamente per i ghiacciai è un'ottima occasione per fare il pieno. Del resto anche il Prof. Smiraglia constatò qualche anno fa che basterebbero due o tre estati fresche o molto fresche e una stagione autunnale ed invernale generosa in termini di precipitazioni per invertire la rotta. Non si sa mai che si riesca a smentire anche chi prevede che fra 20 anni le Alpi saranno come gli Appennini. Sarebbe davvero divertente... REDAZIONE: è soddisfatto del bilancio di vendite della trilogia dell'apocalisse? GROSSO: la trilogia dell'apocalisse voleva proprio sensibilizzare gli italiani sul fatto che vi sono numerosi elementi naturali che possono di colpo trasformare la vita del Pianeta. E io mi sono soffermato su ben 7 eruzioni vulcaniche in serie, tra cui c'è la catastrofica eruzione del Vesuvio per far capire come nell'arco di pochi anni il clima possa venir sconvolto in maniera molto più dirompente dalla natura stessa piuttosto che dalle attività dell'uomo. Nei romanzi viene anche messa a nodo l'incuria del territorio e la mancanza di mezzi per prevenire gli eventi meteo estremi, crolla una diga, si abbattono tornado devastanti, nevica a Roma in luglio, il cielo si oscura: arriva la notte vulcanica e si arriva alla soglia della fine del mondo. Questo per far capire quanto in realtà siamo fragili e scarsamente in grado di incidere sulla macchina climatica. Sono anche romanzi che mirano a formare una coscienza meteorologica in una nazione che ragiona sul meteo solo per luoghi comuni. D'estate sole e mare, d'autunno le foglie che cadono e tempo uggioso, l'inverno con freddo e neve e primavera con gli uccellini che cinguettano. La cosa veramente brutta è che siamo dei falsi moralisti, tutti all'apparenza sensibili alle tematiche ambientali, appena si ventila un week-end piovoso, e di acqua sull'Italia ne abbiamo sempre bisogno, ecco che si lamentano proprio coloro che dicono di amare la natura. Una tristezza insomma...Comunque sono contento del bilancio, davvero! Redazione: ora è uscito "SOLE DI SANGUE", romanzo diverso... GROSSO: si, qui voglio far capire che il vero regista del clima e anche della nostra vita è DIO e aprire gli occhi sull'indifferentismo religioso di questi tempi, questo vivere quasi senza Dio, in un'epoca in cui ciascuno si è ritagliato una propria religione o un modus vivendi in aperto contrasto con quello della Chiesa. A sua volta è un libro che mette in guardia sulle sette ma che invita il Vaticano ad avvicinarsi di più alla gente comune e le catastrofi che si verificano in Sole di Sangue sono un monito anche per i religiosi.

Autore : Redazione

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