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GROSSO: "l'anticiclone si sa quando arriva ma non quando parte"

Tradizionale intervista ad Alessio Grosso, previsore responsabile di MeteoLive.

In primo piano - 15 Giugno 2018, ore 11.44

REDAZIONE: c'è un grande evento in questo mese di giugno, il ritorno dell'anticiclone delle Azzorre
GROSSO: si, è sicuramente una notizia rilevante e che ancora si può ricondurre all'onda lunga di quanto successo a fine inverno. Gli scambi meridiani di calore da allora si sono parzialmente interrotti a scapito invece di una zonalità, cioè di flussi da ovest, che sono diventati preponderanti. Ora, con l'avanzamento della stagione è normale che si alzi di latitudine anche la grande cintura degli anticicloni subtropicali e, con venti occidentali ancora sufficientemente tesi, è normale assistere alla progressione verso levante della figura estiva per antonomasia: l'anticiclone delle Azzorre, per troppi anni sostituito nel suo compito da un anticiclone con radici africane, con i risultati che abbiamo osservato tutti, cioè gran caldo.

REDAZIONE: quanto potrà durare questa performance?
GROSSO: innanzitutto non sembra un anticiclone particolarmente brillante, poiché al suo interno potranno esserci alcune "smagliature" temporalesche, come raccontato molto bene dal collega, ma questo non dice nulla sulla sua durata. Come dico sempre, rispetto al maltempo, l'anticiclone si sa quando arriva ma non quando riparte. Dare per spacciato con certezza un anticiclone, specie ad una distanza temporale che va oltre i 5 giorni, è da incoscienti. Si può ipotizzare qualche variazione dal 23 in poi o dal 25, ma taluni scenari ne tracciano un "percorso vita" molto più longevo, anche sino a fine mese. Dunque per le sentenze c'è tempo.

REDAZIONE: quest'ansa depressionaria al sud è una manna per queste zone, che in questo periodo non hanno beneficiato di passaggi frontali organizzati.
GROSSO: certamente, proprio per la mancanza di quegli scambi meridiani, gli unici veramente in grado di portare precipitazioni abbondanti al sud e a cui accennavo sopra, era fondamentale che almeno una depressione potesse scendere di latitudine sino a coinvolgere direttamente queste zone, anche se i fenomeni in questo contesto si verificano sempre a macchia di leopardo. Sono comunque preziosi ed assicurano anche un ricambio d'aria importante. Oltretutto qui settimana prossima soffieranno venti da est che dovrebbero garantire ancora qualche situazione temporalesca e non una calma piatta.

REDAZIONE: si può già dire qualcosa su luglio?
GROSSO: su luglio si può leggere di tutto e di più. C'è il modello che lo dipinge estremo come il 2015, quello che vede un insolito abbassamento del flusso zonale atlantico, anticicloni meno invadenti e diversi temporali, specie al nord. A chi credere? Per ora a nessuno, navighiamo a vista. Il finale di giugno potrà darci qualche indicazione in più in merito.
 


Autore : Redazione di MeteoLive.it

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