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GROSSO: "il trend non mi piace ma gli indici ci vengono in soccorso"

Tradizionale intervista settimanale ad Alessio Grosso.

In primo piano - 29 Novembre 2007, ore 10.48

REDAZIONE: allora Grosso, cosa sta succedendo, rischiamo di incanalarci nel solito inverno deludente, che avvalora le tesi catastrofiste oppure la stagione presto potrebbe stupirci? GROSSO: come sempre si carica la stagione invernale di troppe aspettative, questo porta anche ad una frenesia generale, non solo dei lettori che ci bombardano di richieste, ma anche tra i redattori stessi che vivono la responsabilità di una previsione in modo quasi morboso. Molti si aspettano un Natale d'atmosfera nordica con neve e freddo ma questo sa più di vetrina di un grande centro commerciale che di realtà mediterranea. Ci sono troppe variabili in gioco e noi siamo più vicini all'Africa che alla Lapponia perchè il freddo si impossessi stabilmente della Penisola. Le grandi irruzioni fredde delle storia in fondo si contano sulle dita di una mano, certo sognare non costa nulla ma è bene restare con i piedi per terra. Quest'anno in effetti la stagione sembrava partita con il piede giusto, aveva illuso sino a una settimana fa, poi qualcosa si è rotto ed è tornato in scena il tiepido atlantico, per giunta alto di latitudine, che trasporta verso di noi solo miti correnti oceaniche. Stamane ho ricordato come questo trend ricordi gli scenari preoccupanti degli anni scorsi ma ho anche invitato ad avere fiducia perchè gli indici teleconnettivi fanno pensare a soluzioni diverse per il futuro, specie dalla fine della prima decade di dicembre. REDAZIONE: quindi è possibile che l'inverno arrivi improvvisamente? GROSSO: è possibile che proprio un vortice polare acciaccato come quello attuale, pur dando qualche segnale di ripresa, finisca per collassare dividendosi in diversi tronconi e presentando un suo ramo "gelido" anche all'Europa dalla Siberia entro 10-15 giorni, favorito anche dall'indice QBO negativo, che potrebbe imporre a questo freddo un movimento antizonale, cioè retrogrado. Ecco che di colpo si interromperebbe il trenino atlantico con la sua aria mite. Si tratta però solo di una delle tante varianti. Un'altra vede gradualmente il getto rallentare e un rametto del vortice polare raggiungerci gradualmente dalla Scandinavia. Insomma di chances ne abbiamo tante ma non ci sono solo "rose". E' altresì possibile, come spesso accaduto negli ultimi anni, che il vortice polare torni a vivacizzarsi e allora questo atlantico tiepido ce lo porteremo per settimane, sposando l'ipotesi delle proiezioni stagionali americane che danno per tutto l'inverno valori termici superiori alla norma su gran parte dell'Europa centro-settentrionale. Come vedete tutto è ancora possibile, ma è doveroso per noi rimarcare che la situazione attuale, per dirla con Celentano, "non è buona". REDAZIONE: si parlava di un peggioramento per l'Immacolata abbastanza intenso, è sfumato? GROSSO: non ancora, è opportuno capire se il getto rallenterà veramente nei prossimi giorni oppure no. Nel caso una saccatura si inserisse nel Mediterraneo è logico che si vivrebbe una fase piovosa e relativamente fredda con neve in montagna. Sarebbe un buon punto da cui partire per costruire una sana stagione invernale ma non c'è ancora nulla di sicuro. Agli appassionati dunque consiglio di rilassarsi e aspettare con fiducia.

Autore : Redazione

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