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GROSSO: "fase con correnti settentrionali potrebbe essere molto lunga"

Tradizionale intervista settimanale ad Alessio Grosso.

In primo piano - 16 Febbraio 2009, ore 10.56

REDAZIONE: il centro-sud sta vivendo ora l'inverno, quando ormai sembrava che potesse rischiare di vederlo scivolare via senza colpo ferire per il terzo anno consecutivo. Si deve ringraziare lo strat-warming, il minimo solare, una normale oscillazione delle correnti, insomma cosa ha provocato questo cambiamento di rotta della circolazione? GROSSO: un po' tutte le cose direi. Riduttivo e fuorviante pensare e far credere che ormai l'inverno colpisca al centro-sud solo in seguito ad un'eccezionale evento di strat-warming. E' bene invece sottolineare che quasi tutte le nevicate copiose che hanno interessato il nord sino all'ultima decade di gennaio sono dipese esclusivamente da eventi troposferici. Intendiamoci: questo riscaldamento stratosferico eccezionale va menzionato ma senza attribuirgli meriti eccessivi. In fin dei conti in febbraio il sud e l'Adriatico hanno sovente conosciuto afflussi di aria fredda anche severi in passato senza che intervenisse alcun episodio di riscaldamento stratosferico polare. REDAZIONE: l'spisodio nevoso in Sicilia però è stato paragonato a quello del 1999. GROSSO: si, vero, però nel 1999 la città fu imbiancata da ben 6cm di neve, stavolta ci siamo fermati a qualche fiocco e ad un velo sulle macchine. Comunque non s può negare che le correnti in Sicilia siano risultate molto fredde. REDAZIONE: ora si aspetta il passaggio di un'altra intensa goccia fredda. GROSSO: si, e questa porterà certamente nevicate molto più consistenti in Adriatico di quelle riscontrate nei giorni scorsi. Molise, Abruzzo e Puglia Garganica potrebbero essere colpito da una vera e propria tormenta di neve. Secondo me, pur breve, questo potrà essere ricordato come il vero evento meteo di quest'inverno oltre alle metrate di neve sulle Alpi, le abbondanti nevicate di Milano e Torino e, come detto sopra, la neve nella Conca d'Oro in Sicilia. Alla fine un bilancio che accontenta tutti. REDAZIONE: il sole, con la sua fase di quiescenza, sta provocando un calo delle temperature oceaniche, che si manifesta non solo nella persistenza e rafforzamento della Nina nel Pacifico ma anche nel calo di altri indici. Possiamo dunque aspettarci un ulteriore raffreddamento del Pianeta e un peggioramento generale delle condizioni atmosferiche? GROSSO: ci hanno abituato a pensare che fosse un aumento della temperatura a provocare eventi atmosferici anche estremi, in realtà gli eventi estremi e le situazioni eccezionali si verificano soprattutto in condizioni climatiche più fredde. Dunque la risposta è affermativa ad entrambe le domande, anche se non è detto che questi eventi debbano riguardare necessariamente il Mediterraneo. REDAZIONE: improvvisamente al nord comunque è finito di piovere e nevicare di botto. E' tornato il classico cielo azzurro invernale con correnti da nord che ad intervalli dispensano foehn, ottima visibilità ed aria secca. Proseguirà questo trend pronto a sfociare nella primavera oppure dobbiamo attenderci a breve una modifica delle correnti in quota e dunque un cambiamento del tempo? GROSSO: direi che, pur nell'incertezza totale che coinvolge gli indici AO e NAO stamane, questo trend secco per il nord potrebbe continuare sin verso la fine del mese. Del resto sarebbe stato molto rischioso che fosse continuato a piovere e nevicare con quella frequenza e quell'intensità. La normalità è più quella di oggi che non quella dei mesi scorsi. REDAZIONE: quindi anche le saccature previste per il prossimo week-end e per i primi giorni della prossima settimana non provocheranno conseguenze? GROSSO: intanto bisogna ancora verificare che queste saccature riescano a trovare spazio verso sud. E' tornata l'alta pressione a far da guardiano sull'Europa occidentale. Che ci sia stato o meno lo zampino della Nina non lo sappiamo, ma ora è lì e dovremo fare i conti anche con lei. Il getto è un po' troppo veloce per rallentare così bruscamente e favorire a breve fenomeni abbondanti al nord e sull'alto Tirreno, direi che invece saranno ancora le regioni del basso Tirreno e in genere quelle adriatiche il bersaglio preferito delle perturbazioni atlantiche in viaggio da nord-ovest verso sud-est tra il 22 ed il 25 febbraio. Per la fine del mese la formazione di minimi prssori più occidentali potrebbe far entrare in gioco anche le altre regioni.

Autore : Report redazione

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