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GROSSO: "completamente mancato il freddo delle pecore"

Tradizionale intervista settimanale con Alessio Grosso, previsore responsabile di MeteoLive.it e scrittore.

In primo piano - 6 Luglio 2006, ore 10.07

REDAZIONE: allora Grosso, che estate stiamo vivendo? GROSSO: beh, finora la solita estate prevalentemente secca e calda che fa parte della tradizione mediterranea. Spicca tuttavia ancora una volta la tendenza delle temperature a mantenersi costantemente al di sopra della media per lunghi periodi, anche superiori alle 2 settimane. Una situazione che è ormai figlia dell'invadenza dell'anticiclone africano, una figura che, pur non risultando sempre al massimo della forma, è in grado di influenzare pesantemente e in modo anche malsano il clima. REDAZIONE: questo trend così caldo trova riscontri nella sofferenza dei ghiacciai? GROSSO: certamente, l'ablazione accelera notevolmente soprattutto in considerazione del fatto che mancano le precipitazioni. Quest'anno, come già accaduto sovente dal 2000 ad oggi, è completamente mancato il FREDDO cosiddetto delle PECORE, cioè quello che le pecore già tosate patiscono in montagna tra la fine di giugno e l'inizio di luglio per una irruzione di aria fredda dal nord Europa o comunque dall'Atlantco, irruzione che era solita portare la neve fin sotto i 2000m prima che la stagione estiva riprendesse il suo corso; si trattava di una boccata d'ossigeno importante per vette così bruciate dal sole. REDAZIONE: sono però due anni che si verifica un'irruzione fredda ai primi di giugno. GROSSO: si ma la prima decade di giugno conserva ancora quelle caratteristiche primaverili instabili che fanno spesso pendere la bilancia verso temporali e fresco, il problema nasce subito dopo. E' come se staccassero la spina delle correnti perturbate. In passato il solleone partiva generalmente dopo il 10 luglio e le sfiammate calde tra maggio e giugno erano di breve durata, oggi invece tendono quasi a costituire la norma. REDAZIONE: però si contano anche estati con almeno un mese capriccioso GROSSO: si, è vero l'agosto del 2005 lo è stato, anche il 2004 si è rivelato un anno più tranquillo ma pur sempre caldo, del 2003 invece meglio non parlare, nel 2002 la stagione da caldissima è diventata di colpo più fresca, nel 2001 abbiamo sofferto un agosto tremendo, nel 2000 il caldo è arrivato quasi a fine stagione, dopo un luglio in cui si è celebrato degnamente il freddo delle pecore di cui parlavo prima. Se questi dati possono confondere un po', in realtà il bilancio termico è chiaro e netto, l'estate è mediamente troppo calda. Quanto alle precipitazioni non è da questa stagione che ci si attende il miracolo degli invasi pieni, bensì da quella primaverile, dove i fenomeni stanno progressivamente diminuendo. REDAZIONE: dopo la rinfrescata attesa in queste ore cosa si può vedere? GROSSO: si può vedere che ancora una volta l'anticiclone africano ci riproverà, per fortuna forse con una "lingua" meno infuocata della precedente e per un periodo più corto.

Autore : Alessio Grosso

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