Scrivi una località, una regione o una nazione per ottenerne le previsioni del tempo
Località Data aggiornamento Quantità neve Impianti
MeteoLive NEWSLeggi tutte le news ›

GRANDE NORD: IMPERDIBILE!!! Quando il ciclone "Finn" creò il kaos!

Così titolava il giornale "Tromsø Bypatrioten" il giorno dopo il passaggio della tempesta "Finn" sulla regione del Troms, il cui occhio colpì in pieno la città. E io ero lì, e fu tanto lo stupore di fronte a tanta potenza degli elementi.

In primo piano - 30 Marzo 2010, ore 15.00

Una tempesta davvero eccezionale merita di essere ricordata. A quel tempo vivevo in una casetta di legno ad Hamna, un piccolo quartiere di famiglie arroccato nell'angolo nord-orientale dell'isola di Tromsø, in Norvegia. Hamna è considerata la "zona sfortunata" di Tromsø in quanto giace all'ombra della gobba dell'isola, e vede il sole sparire 12 giorni prima degli altri e ricomparire 12 giorni dopo la fine della notte polare. Una zona quindi fredda, dove la vegetazione soffre della mancanza di luce e per la persistenza del gelo. Tuttavia ha un panorama mozzafiato, perché guarda verso est, dove il fiordo si allunga e diventa selvaggio e incontaminato. Le previsioni meteorologiche locali avevano avvisato la popolazione fin da tre giorni prima dell'impatto del ciclone, e personalmente mi stavo già interessando alla vicenda scartabellando le cartine e le proiezioni su internet, seguendo quella turbina che pescava aria gelida da nord e calda da sud, invorticandosi ogni giorno di più. Accadde dunque che questo ciclone raggiunse un minimo pressorio di 940 hPa in mare aperto, qualche centinaio di km a sud-ovest dell'isola di Tromsø, e la sua direzione era chiara: si sarebbe mossa velocemente verso NE fino ad atterrare proprio dalle nostre parti. La protezione civile diramò un avviso di classe 3 (il più estremo) per tutta la nostra area, e interdisse ogni spostamento via mare per 36 ore, consigliando ai cittadini di non uscire di casa se non per questioni di emergenza. Era novembre inoltrato, e fino a quel momento era stato un mese discretamente caldo anche se decisamente parco di precipitazioni nevose. Ricordo con chiarezza il momento in cui la pressione iniziò a crollare sotto i colpi sferzanti del braccio occidentale del ciclone, che pescava aria umida e calda dall'atlantico centrale. Eravamo già entrati nella notte polare, per cui nella penombra delle ore centrali del giorno vidi come le nubi basse correvano e si incanalavano lungo il fiordo portando con sé venti impetuosi e pioggia scrosciante, con una temperatura di poco superiore ai +4 °C. Il vento sferzava e colpiva ogni cosa, la pioggia a nubi oscurava le montagne vicine investendo tutti i lati occidentali delle case di legno, che apparivano fradicie da un lato e asciutte dal lato opposto: anche la nostra casetta era investita in pieno dalle raffiche che oscuravano i vetri delle finestre e ruggivano insieme al vento. Collegato costantemente a internet seguivo le sinottiche che vedevano il vortice molto profondo dirigersi proprio verso di noi. Partimmo da 1008 hPa il giorno prima, e via via notai la pressione scendere vertiginosamente: 1000 hPa, 990 hPa, 980 hPa, 970 hPa. Era ormai piena notte quando il vento prese a ululare come un animale impazzito mentre continuava a scendere la pressione: 965, 964, 963 hPa... e man mano che crollava la caduta rallentava sempre di più, come uno stillicidio. 962, 961, e infine 960 hPa. Ricordo che continuavo a controllare con un occhio le sinottiche di internet, e con l'altro occhio la finestra di fuori: gli alberi erano piegati, la strada un fiume d'acqua in piena, la temperatura sempre inchiodata ai +4 °C. 959 hPa: il vento era talmente impetuoso che le mura di legno e stucco della casa fungevano da cassa di risonanza, ed era quasi impossibile parlare nelle stanze che comunicavano direttamente con l'esterno. Ricordo che per parlare con chi mi stava vicino fui costretto ad andare nel bagno, che trovandosi al centro della casa era praticamente il luogo più silenzioso. Ricordo un certo nervosismo in quei momenti, perché temevamo che qualche frammento volante dall'esterno potesse colpire un vetro e mandarlo in frantumi. 958 hPa. Il barometro sancì il record assoluto di pressione che avessi mai visto di persona. Diedi un'occhiata alle carte su internet e notai quello che temevo: l'occhio era praticamente sopra di noi, anche se la distanza tra un aggiornamento e l'altro erano 30 interminabili minuti. L'occhio era ben definito e ricordo perfettamente il momento in cui si abbatté sull'isola. Il vento calò di colpo, la pioggia si placò, e in un istante l'unico rumore che sentivamo era quello dell'acqua che scorreva a fiumi lungo la strada sottostante e lungo le tegole del tetto. Guardandomi intorno notai una cosa che mi fece passare davvero 5 minuti di nervosismo: potevo quasi vedere le mura di legno della casa che si comprimevano: non erano piegate da un lato oppure semplicemente scricchiolavano: avevo la percezione che pulsassero debolmente verso l'interno, da ogni lato. Al tempo non mi resi conto di ciò che stava succedendo, ma in seguito posi il problema e mi venne spiegato che era l'effetto della differenza di pressione tra l'interno e l'esterno della casa che comprimeva gli ostacoli fisici, ovvero le mura. La tentazione di uscire fu insopportabile, e lo feci. Sulla soglia di casa vidi un muro di nubi tutto intorno al fiordo, mentre delle piccole raffiche di vento portavano acqua nebulizzata. Sentivo dei rumori in lontananza, come degli oggetti che sbattevano qua e là. Il silenzio, specie rispetto al caos delle ore precedenti, era quasi assordante, e tra gli stralci di nubi vedevo addirittura un paio di stelle. Rientrai in casa attendendo il passaggio dell'occhio, e infatti pochi minuti dopo il vento riprese d'intensità e le sinottiche si aggiornarono su internet: l'occhio aveva perso struttura passando sopra le nostre teste e si era allungato verso nord-est. Stavolta il ciclone pescava aria gelida direttamente dal nord della Groenlandia. 959 hPa, 960 hPa. La pressione riprese disordinatamente a salire, e il vento riprese intensità. Vidi anche la temperatura abbassarsi costantemente, +3.5, +3.2, +2.9...e ripresero anche le precipitazioni. Accostandomi alla finestra iniziai a sentir picchiettare su un lampioncino di vetro che avevo sopra la porta di casa. Grandine, mi dissi. No, graupeln. Era graupeln, che a ondate investì l'intera città. Una tempesta di piccole palline bianche iniziò a tamburellare sui vetri, sulle pareti, sulle auto, era come stare sotto a una grandinata. La precipitazione di graupeln continuò per tutto il periodo in cui restai sveglio: fino alle 4 di notte era un continuo tamburellare, e la precipitazione era talmente intensa da ricoprire, nonostante tutta l'acqua caduta, le strade e le macchie boschive. Al momento in cui andai a letto la pressione era risalita a un tranquillizzante 972, mentre in terra, senza esagerazioni, si saranno depositati oltre 10 cm di solo graupeln, finissimo polistirolo che precipitava senza sosta. Spossato spensi tutto e andai a letto. Il giorno dopo mi svegliai attorno a mezzogiorno - al tempo potevo permettermelo - e appena alzato decisi di dare un'occhiata fuori. La scena fu davvero incredibile. Il cielo era ingombro di nubi di ogni tipo, le precipitazioni erano cessate. Al suolo 65 cm di neve fresca, pesante, con una temperatura di -2 °C. Il mondo sembrava totalmente cambiato, dalla terra bruna battuta dalla pioggia del giorno prima alla bufera della notte, che mi persi dormendo. Ascoltando il telegiornale dell'ora di pranzo ebbi tutte le notizie che desideravo sulla tempesta. "Finn" si era davvero abbattuta su Tromsø, scoperchiando alcune case particolarmente vecchie e distruggendo parte delle impalcature che sorreggevano la costruzione del nuovo edificio comunale; una stalla sul versante di un monte di fronte all'isola fu spazzata completamente via e mancarono all'appello alcuni cavalli. La imponente precipitazione nevosa che seguì rese impossibile la valutazione dei danni, visto che ricoprì di uno strato pesante tutta la regione; si venne a sapere molto più tardi che nel disgelo di maggio furono trovati 2 cavalli a una certa distanza dalla stalla, conservati sotto lo strato di ghiaccio che non si sciolse più da quel giorno fino a maggio. Un pullman di turisti indonesiani fu scaraventato fuori strada all'uscita di una galleria, e tutti i suoi occupanti rimasero in balia della tempesta per diverse ore. Due morti per il crollo del muro di un'abitazione a Finnsnes, nel sud del Troms, e un ritardo consistente nella costruzione dei nuovi edifici comunali stimabile in 3 mesi. A me, a parte l'emozione e un po' di paura, è rimasto un ricordo vibrante di questa "Finn", che ha davvero manifestato la potenza della natura.

Autore : Daniele Balestrieri

Questa pagina: Stampa Invia Favoriti | Condividi: Altro
Webcam
Vedi tutte
Satellite
Immagini e foto dal satellite

Immagini dal satellite

Guarda le ultime immagini inviate dal satellite Meteosat 8, da 36.000 km di altezza.

Visualizza
Editoriali
Leggi tutti
Newsletter

Iscriviti subito!

Scrivi la tua email

Ogni giorno riceverai le nostre previsioni meteorologiche direttamente nella tua casella e-mail!

Info Viabilità

h 11.29: Roma Viale Angelico

incidente rallentamento

Traffico rallentato causa incidente sulla Viale Giuseppe Mazzini…

h 11.27: A8 Milano-Varese

coda rallentamento

Code causa traffico intenso nel tratto compreso tra Fiera Milano e Fiorenza-Allacciamento A4 (milan..…

Leggi tutti
Dal FORUM
Vai al forum