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Gran CALDO sconfitto in 7 giorni al nord e al centro?

L'arrivo dell'onda calda africana sul nostro territorio potrebbe essere soltanto un ospite temporaneo; vediamo perchè e cosa potrebbe succedere da qui entro i prossimi 7-10 giorni.

In primo piano - 6 Giugno 2014, ore 11.00

L'aria calda di origine subtropicale sta cominciando proprio in queste ore ad invadere il bacino del Mediterraneo. Essa determinerà ben presto una progressiva risalita delle temperature sino a valori di caldo abbastanza intensi. Tuttavia non si prevede alcun evento di calura eccezionale, la realtà quindi è ben diversa rispetto a come vorrebbero dipingerla i mass media, sempre pronti ad enfatizzare qualsiasi evento atmosferico previsto svolgersi sul nostro territorio nel corso delle stagioni. 

Oltre a portare valori di caldo per nulla eccezionali, questa mattina alcune corse modellistiche mettono in evidenza una durata limitata dello stesso anticiclone. Una vera e propria "onda" di aria calda che non sarebbe quindi sostenuta da un innalzamento deciso e persistente delle fasce anticicloniche subtropicali, bensì deriverebbe dal temporaneo sprofondamento di una depressione alle basse latitudini atlantiche. Evento che, una volta concluso, porterà con tutta probabilità ad una attenuazione del flusso caldo diretto al nostro stivale, con conseguente riduzione della calura soprattutto sul centro e sul nord Italia.

Tutto questo dovrebbe verificarsi nel giro di pochi giorni; l'ondata calda africana dopo aver raggiunto il proprio culmine durante la prima metà della settimana prossima, tenderà così ad attenuarsi gradualmente. Dapprima sarebbero favorite le dinamiche convettive legate ad un aumento dell'instabilità concentrata essenzialmente sui rilievi montuosi di Alpi ed Appennini. Successivamente l'instabilità potrebbe guadagnare anche i settori pianeggianti e forse quelli costieri, soprattutto delle regioni settentrionali, in virtù di un vero e proprio abbassamento del flusso fresco ed instabile che per qualche giorno sarà relegato alle alte latitudini europee.

Su questo secondo punto la previsione è ancora piuttosto incerta, anche se il modello americano GFS in tal senso pare calcare la mano. Una linea di tendenza che tuttavia non è contemplata dal centro di calcolo con sede a Reading (UK), inducendoci ancora ad una certa prudenza.
 


Autore : William Demasi

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