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Global Warming; ecco le ultime novità dalla Commissione Europea sul progetto Copernicus

Il punto della situazione sul tema del Global Warming: un nuovo importante studio sul fenomeno sta per essere lanciato e questa volta i meriti andranno in gran parte all'Europa.

In primo piano - 8 Dicembre 2018, ore 17.00

Lo scorso novembre è stata pubblicata ufficialmente la nuova Relazione Speciale di IPCC sugli impatti del Riscaldamento Globale nella temperatura della Terra, stimando un aumento medio delle temperature globali che ha raggiunto +1°C rispetto all'era pre-industriale. Nell'Accordo di Parigi del dicembre 2015, hanno partecipato ben 195 nazioni con l'obiettivo alquanto ambizioso di rafforzare la risposta globale alla minaccia indotta dal Global Warming. I paesi aderenti, si sono impegnati a ridurre le emissioni di gas serra, con lo scopo di contenere l'aumento medio della temperatura terrestre ben al di sotto della soglia dei 2°C rispetto al periodo preindustriale. Eppure questo provvedimento, almeno stando alle ultime misurazioni dell'IPCC, non sembra ancora sufficiente ad arrestare la rincorsa verso l'alto negli aumenti della temperatura che ogni anno raggiungono traguardi sempre più 'prestigiosi'.

Il programma Copernicus è un'iniziativa lanciata dall'Unione Europea, il cui scopo sarà quello di monitorare con maggiore precisione le emissioni di CO2 derivanti dalle attività antropiche. Sono misurazioni estremamente utili, necessarie a seguire con maggior precisione, i progressi effettivi nel raggiungimento degli obiettivi stipulati nell'Accordo di Parigi.

La Commissione Europea sta collaborando con alcune tra le più prestigiose istituzioni: vi collaborano il Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio Termine (ECMWF), l'Organizzazione Europea per l'Utilizzo dei Satelliti Meteorologici (EUMESAT) e l'Agenzia Spaziale Europea (ESA). L'iniziativa ha come scopo, creare una fitta rete di sistemi di monitoraggio satellitare e terrestre senza precedenti. Spiega Josef Aschbacher (ESA), è quello di ottenere una più precisa distinzione tra le emissioni di origine antropica e quelle indotte da cause naturali.

Florence Rabier*, Direttore Generale del prestigioso centro meteorologico ECMWF afferma: "Misurare le concentrazioni di CO2 nell'atmosfera non è sufficiente a stabilire il preciso impatto dell'attività antropica sul clima della Terra e quindi non siamo ancora in grado di quantificare con sufficiente precisione, l'impatto delle attività antropiche sulla concentrazione dei gas serra. Per fare questo, abbiamo bisogno di modelli computerizzati che possano indagare affondo sull'atmosfera e sulla biosfera, modelli simili a quelli utilizzati per le previsioni meteorologiche. solo in questo modo potremo creare un collegamento davvero efficace tra le misurazioni attuali in relazione alle emissioni antropogeniche".

* nella terza immagine, Florence Rabier, Direttore Generale del centro meteorologico ECMWF


Autore : William Demasi

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