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Gli uragani più devastanti: le HOT TOWERS, torri bollenti...

Non tutte le tempeste hanno un elevato potere distruttivo. Una ricerca americana mostra come riconoscere le più minacciose.

In primo piano - 23 Ottobre 2008, ore 09.38

Oltre ai tornado e alle trombe d'aria, rappresentano una delle forze meteorologiche più distruttive. Hanno diversi nomi: tifoni, cicloni tropicali, uragani; comunque li vogliate chiamare, spesso dopo il passaggio di queste tempeste restano paesaggi devastati. Non tutti gli uragani però generano danni ingenti. Alcuni scienziati della NASA hanno individuato le caratteristiche che possono renderli molto pericolosi in certe nubi, denominate "hot towers" o torri bollenti. In realtà, si tratta di imponenti cumulonembi che spesso si stagliano oltre i 12km d'altezza raggiungendo la stratosfera. Come i parenti nostrani, meno pericolosi, questi grattacieli di vapore hanno vita breve, al massimo un'ora, ed estensione limitata, di pochi Km quadrati. Un uragano può avere estensioni enormi (oltre 1000km) e rimanere in vita anche più di una settimana, al contrario, le "hot towers" sembrano dei pilastri alti e sottili ma influiscono in modo decisivo sul destino di questi grandi cicloni. Sono dette "hot", bollenti, perchè sono degli enormi aspiratori di aria calda e umida che le fa lievitare in altezza a causa del calore latente di condensazione. Le scoprì per prima Joanne Simpson, negli anni 50. Tramite fotografie e le primissime osservazioni radar, ne studiò e ne catalogò centinaia, collegandole alle possibilità di espansione del ciclone. Owen Kelley del Goddard Space Flight Center della NASA e John Stout della George Mason University continuarono questo lavoro con metodo statistico, scoprendo che se nell'occhio di un uragano si forma una hot tower, le possibilità che questo aumenti di intensità nelle successive 6 ore, raddoppiano. I risultati di questa ricerca sono stati presentati a Seattle, in concomitanza con l'incontro annuale della American Meteorological Society. Questo metodo sembra essere molto efficace e la prevenzione sulla violenza degli uragani permette di risparmiare molte vite e milioni di dollari. In particolare, le hot towers vengono individuate facilmente con i satelliti a raggi X, come TRMM (unico nel suo genere), realizzato dalla collaborazione di Stati Uniti e Giappone. Attualmente sono in fase di raccolta numerosi dati sul ciclo di vita degli uragani. Infatti, solamente con un'analisi accurata si riuscirà a migliorare queste metodologie per sapere, con maggior precisione, se il ciclone diventerà un "mostro".

Autore : Simone Maio

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