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Gli obiettivi del mese per chi vuole veramente bene alla natura: fermare ablazione ghiacciai, augurarsi che arrivino le perturbazioni

Sono due gli obiettivi principali della seconda parte del mese di settembre

In primo piano - 8 Settembre 2006, ore 09.33

Sono mesi importanti quelli autunnali, mesi in cui dovrebbe piovere, o perlomeno anche piovere. E invece troppo spesso non lo fa. In questi domini anticiclonici quasi infiniti, ci sono è vero intervalli con rovesci anche frequenti come accaduto nel mese di agosto, ma ormai il rapporto, in tutte le stagioni, non solo in estate, sta diventando 1 su 3 e talvolta mezzo su tre con netto dominio del sole. Così le cose si complicano, cambia il regime pluviometrico, le medie termiche risultano sempre più alte e in ogni stagione si va vicini ad un nuovo record e qualche volta lo si batte. Se abbiamo vissuto l'agosto più freddo degli ultimi 30 anni sulle Alpi, è un peccato buttarlo al vento con un settembre caldo e secco. Il tocco salutare del fresco sui ghiacciai (e anche di qualche nevicata) è stato vanificato in pochi giorni di solleone con zero termico vicino a 5000m, ripresa del processo di fusione ed ablazione. Il ritardo con cui la fase di ritiro cessa a fine stagione è una delle cause della crisi dei ghiacciai, manca insomma la vera infreddata che dica STOP: la stagione estiva è finita, invece il settembre ci ha abituato a prolungare l'agonia ablativa e anche ottobre spesso risulta talmente mite da nuocere alla copertura glaciale. Una bella fioccata fin sotto i 2000m invece coprirebbe la massa di un bello strato bianco riflettente e protettivo, invece di quel coloraccio nerastro che assorbe il calore. E poi le piogge: passano i giorni, trascorrono le settimane e nessuna perturbazione riesce ad avere la meglio su quel muro anticiclonico possente, sempre in forma che le respinge tutte e gradualmente riduce il periodo precipitativo tra novembre e dicembre, se va bene a qualche raro momento depressionario tra gennaio e febbraio, in un mare di occasioni mancate. Vi prego dunque di non sottovalutare la forza degli anticicloni, anche se magari siete arrabbiati per aver trascorso le vacanze d'agosto al freddo. L'anticiclone spadroneggia, le perturbazioni resistono, l'instabilità s'è impossessata dell'agosto ma poi è stata umiliata ancora una volta su tutta la linea.

Autore : Alessio Grosso

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