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Gli indici e i loro limiti: e se al posto della NAO inventassimo la NEO?

L'oscillazione nord-atlantica identifica lo scarto di pressione tra l'Islanda e le Azzorre e analizza pertanto la circolazione europea in modo marginale, concentrando le proprie attenzioni essenzialmente in pieno oceano. Da qui i possibili equivoci legati all'andamento di tale indice nella proiezione a media e lunga scadenza in ambito europeo.

In primo piano - 11 Novembre 2011, ore 17.16

Quando nei lontani anni '20 Sir Gilbert Thomas Walker, lo stesso che condusse emeriti studi sulla circolazione del Pacifico tropicale, scoprì che l'andamento della pressione al livello del mare tra l'Islanda e le Azzorre era correlato a tipiche configurazioni sinottiche, ossia della circolazione generale dell'atmosfera sull'oceano Atlantico, la meteorologia fece un grosso passo in avanti.

Questo perchè il neonato indice, ribattezzato NAO (North Atlantic Oscillation), descriveva in modo efficace il tempo destinato a coinvolgere l'Europa, notoriamente interessata dal letto delle correnti occidentali delle medie latitudini. L'oscillazione, ad alta frequenza, mostrava ben precise conseguenze anche sul tempo dell'Europa, se non altro perchè la griglia di studio allora era decisamente più larga dei dati attuali, disponibili anche ad altissima risoluzione. Per questo motivo oggi, a quasi un secolo di distanza, gli ulteriori studi climatologici a riguardo hanno diviso il globo terrestre in numerosi spicchi, ognuno dei quali deputato a oscillare attorno ad un dato indice.

La circolazione generale dell'atmosfera per giunta, come ben sappiamo, ha subìto non pochi scombussolamenti da allora. E ' nata così la necessità di stilare nuovi indici analoghi alla NAO ma che permettessero di inquadrare diversi altri settori. Di notevole importanza, anche se a torto rimasto da sempre un po' nell'oblio, l'indice EA, ossia l'oscillazione della pressione inteso in modo analogo alla NAO ma riferito ai settori di oceano prossimi al continente europeo, quindi sostanzialmente più utile anche a noi italiani.

La meteorologia però, come d'altronde tutta la circolazione atmosferica, è in continua evoluzione. La necessità di inquadrare in modo sempre più preciso il disegno delle alte pressioni o il percorso delle perturbazioni sul nostro Continente, potrebbe trarre giovamento da un nuovo indice: il NEO.

No, qui non c'entrano le note macchioline della cute. Indice NEO sta per North European Oscillation, ossia oscillazione nord europea, una sorta di NAO che vedrebbe però come estremi di analisi la pressione rilevata al livello del mare a Capo Nord in Norvegia e a Malta, nonchè il suo andamento previsto in chiave probabilistica. L'indice sarebbe l'ideale per tracciare tendenze a medio e lungo termine centrate proprio sull'Europa senza gli errori di valutazione che attualmente vigono con la NAO.

Possibile che nessuno finora ci abbia mai pensato?

 


Autore : Luca Angelini

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