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Gli editoriali del Maggiore Guidi "Stiamo correndo a fari spenti nella notte"

Il clima tra saggezza popolare ed approccio scientifico.

In primo piano - 13 Febbraio 2006, ore 10.20

Estate di San Martino, Giorni della Merla, Candelora, a prestarci attenzione ogni periodo dell’anno ha il suo proverbio sulla situazione meteorologica. Del resto se la meteorologia fornisce o tenta di fornire le spiegazioni scientifiche a fenomeni in passato attinenti alla sfera del soprannaturale, la climatologia traduce in numeri e deduzioni la saggezza del sentire popolare. Basti pensare che proprio la più o meno giovane età della meteorologia moderna fa sì che si possiedano informazioni frutto di osservazioni rigorose soltanto a partire dal secolo scorso, per cui, l’esame dei periodi storici più o meno caratterizzati dal progresso scientifico fornisce spesso anche informazioni relative alle condizioni climatiche degli stessi; e spesso arrivano anche delle conferme alle teorie di evoluzione del clima del pianeta. Un esempio: l’aumento di gas ad effetto serra nell’atmosfera, che sta contribuendo al riscaldamento globale, può essere la causa dello scioglimento dei ghiacci delle calotte polari e del regresso dei ghiacciai. La grande quantità di acqua dolce che si riverserebbe nell’atlantico settentrionale potrebbe alterarne l’equilibrio termo-salino ed avere un effetto di interruzione o quantomeno forte attenuazione della Corrente del Golfo, ossia di quella corrente oceanica cui dobbiamo il clima temperato dell’Europa centro-settentrionale; per cui da una fase di riscaldamento globale deriverebbe per il continente europeo un consistente raffreddamento. Ebbene questo in passato è già accaduto, ed a riprova di quanto le variazioni climatiche possano influire sulla storia c’è un episodio curioso: nell’anno 1795 era in corso la guerra Franco-Olandese e l’inverno fu talmente rigido da ghiacciare il mare sullo Helder, il porto dove era all’ancora la flotta olandese; ciò ne causò la cattura da parte della cavalleria francese. E' forse l'unica volta, in tutta la storia, che un’intera flotta navale è stata sconfitta con una carica di cavalleria (!). Ora il fatto che questi fenomeni siano già accaduti non li rende affatto noti. Il “forcing antropico”, ossia l’accelerazione che stiamo imponendo a questi processi è un problema grave, e tanto più lo è in ragione della nostra scarsa conoscenza sull’evoluzione del clima. In parole povere stiamo correndo a “fari spenti nella notte” e c’è il serio rischio che il divertimento cessi tragicamente. Il 2005 ad esempio è stato un anno caratterizzato da temperature superiori ai valori medi, e questo è accaduto in concomitanza, per l’Italia ma non solo, di mesi invernali abbastanza freddi. Prendendo in esame il dicembre scorso, possiamo mettere in evidenza come le temperature siano state inferiori alle medie anche in modo significativo. Nei valori massimi, si è riscontrato un raffreddamento delle zone tirreniche e dell’area ionica, e nelle minime il freddo si è fatto sentire sempre sulle aree tirrenica e ionica, ma anche sul nord est, (ad esempio Vicenza e Brescia hanno registrato le loro temperature più basse degli ultimi 55 anni, rispettivamente -12,2 °C e -15,2 °C). Sempre nel mese di dicembre, anche le precipitazioni hanno presentato dei dati significativi. Un numero decisamente anomalo di giorni di pioggia sulle regioni centrali: ad esempio a Roma è piovuto 21 giorni su 31 contro una media di 11 giorni di pioggia; nonostante ciò la quantità di acqua caduta non è stata significativa. Una altrettanto notevole assenza di precipitazioni significative ha caratterizzato il mese di dicembre sulle regioni settentrionali, con particolare riferimento al nord ovest dove abbiamo trepidato per l’assenza di neve, giunta in extremis sulle montagne olimpiche. Tra l’altro anche l’eccezionalità delle nevicate al nord dello scorso gennaio, che hanno ricordato il 1985, e delle piogge su Sardegna e Sicilia - su alcune località sono caduti in 24 ore anche 100mm di pioggia- sembrano confermare un altro aspetto già noto, questo sì, dell’andamento climatico attuale: la tendenza ad aumento dei fenomeni intensi ed estremi, nel contesto di una generale diminuzione della quantità di precipitazioni.

Autore : Maggiore Guido Guidi, Aeronautica militare

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