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Gli "alieni" in visita al Cremlino? Sveliamo il mistero

In realtà si è trattato di un processo fisico ben noto ai meteorologi, seppur di forma rara e suggestiva se visto dalla fortunata angolazione dell'osservatore.

In primo piano - 14 Ottobre 2009, ore 12.19

Il video di questa strana struttura nuvolosa ha fatto il giro del mondo. Qualcuno ha pensato di rivivere l'episodio finale del grande film di Spielberg "Incontri ravvicinati del terzo tipo", altri hanno pensato invece ad una grave contaminazione chimica operata a scopi bellici. I media hanno poi cavalcato l'onda gettando ulteriore benzina sul fuoco e stimolando nella gente le fantasie più disparate. In realtà, l'osservatore che ha documentato l'evento alcuni giorni fa nei cieli di Mosca, si trovava dinnanzi ad un fenomeno che spesso si manifesta in atmosfera ma che, visto da quella particolare prospettiva, sembra veramente gettare sagome inquietanti. Ma noi siamo scienza e non fantascienza. E allora, alla luce dei "freddi" studi di fisica dell'atmosfera e in particolare di quella branca che si occupa dei fenomeni a "microscala", abbiamo scoperto il trucco. La copertura nuvolosa, probabilmente altocumuli, che si stendeva a ciottoli irregolari sui cieli della capitale moscovita era dovuta al transito di un velo di aria mite e umida sopra uno strato più freddo e inerte presente alle quote inferiori dell'atmosfera. La presenza alle quote superiori di piccole sacche di aria fredda e secca sopra il velo mite, ha causato una parziale instabilizzazzione degli altocumuli, con congelamento irregolare delle goccioline poste ai livelli superiori e conseguente lieve precipitazione di sottilissimi aghi di ghiaccio sotto forma di "virga". La caduta dei piccoli elementi di ghiaccio entro la sottostante formazione nuvolosa composta da goccioline, ha prodotto una sorta di "pulizia" entro la nube, con evaporazione di una parte delle goccioline poste alle quote inferiori della nube per ristabilire l'originaria tensione di vapore. In altre parole, alcuni settori nuvolosi composti da goccioine, sono stati mangiati dai piccoli cristalli di ghiaccio in caduta, creando così un vero e proprio buco nel tessuto nuvoloso. Il buco ha permesso un maggior passaggio della luce solare, il resto l'ha fatto la prospettiva, con il suggestivo risultato visivo che tanto scalpore ha suscitato in giro per il mondo.

Autore : Luca Angelini

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