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Giocheremo a palle di NEVE con i nostri nipoti?

Il dibattito sul cambiamento climatico è sempre acceso.

In primo piano - 7 Luglio 2008, ore 10.33

A domanda risponde 1 Il Polo Nord si scioglie? E' vero, la calotta artica sta li da un bel po'...ma sapete quantificarmi quel "bel po'"? A me risulta che in età medievale, a cavallo dell'anno 1000 (sono dati storici) i Vichinghi avessero colonizzato le coste groenlandesi, 300 fattorie vichinghe, con una comunità di almeno 3000 individui che allevavano bestiame e coltivavano il terreno. A quanto pare le coste groenlandesi orientali erano libere dal ghiaccio praticamente tutto l'anno (arrivarono anche a colonizzare parte del Labrador). Poi, a partire dal 1300, le cose cambiarono e il ritorno del freddo (con l'imminente PEG) fu la causa della scomparsa (è proprio il caso di parlare di scomparsa) della suddetta colonia, della quale non si ebbero notizie per 50 anni, solo allora una missione pontificia riusci ad aggirare i ghiacci e a giungere sul posto... senza trovare più traccia dei coloni e delle loro fattorie ormai ingoiate dal ghiaccio! Solo in epoca recente, infatti, è stato possibile ritrovare traccia di queste antiche fattorie vichinghe... per altro ancora avvolte dal ghiaccio (dove il permafrost impedisce ancora qualsiasi coltura). Oltre alla Groenlandia ci sono prove per l'Islanda, la Scandinavia, e persino la Mongolia con periodi miti e fertili e grande prosperità per le popolazioni che vi abitavano (tutti vantaggi finiti, però, con l'avvento della PEG, appunto, quando il clima si riprese, con gli interessi, quanto ceduto in precedenza). Insomma, questo per dire che anche all'epoca, durante l'ormai resuscitato Optimum Climatico Medievale (riammesso alla storia anche dall'IPCC, dopo l'ufficiale ammissione dell'errore/imbroglio del famoso Hockey stick) probabilmente la Calotta Artica era messa piuttoto maluccio. (e di oscillazioni del genere, più o meno lunghe, ne è costellata la storia, recenre e remota) 2 I ghiacciai alpini si ritirano? Chi ha mai detto che le cose debbano restare immutate così come le conosciamo...? I ghiacciai alpini arretrano? L'hanno sempre fatto, per poi riavanzare anche più velocemente. Essendo io un convinto assertore e sostenitore della ciclicità climatica, sono convinto che l'attuale ciclo abbia, in gran parte, origine naturale. Certo, l'uomo non fa bene alla natura, e ce la sta mettendo tutta per alterarne i ritmi e i suoi cicli altalenanti, ma, fortunatamente, a mio avviso (ma anche secondo molti, moltissimi ricercatori) non ha tutta questa influenza sul clima... anche se la maggior parte della comunità scientifica mondiale reputa quasi per certe le responsabilità umane sul cambiamento climatico attuale (che ha lo stesso valore che dire che i miei amici pensano che io sia superman in persona...) in realtà la storia della scienza ci dimostra che la maggior parte del mondo scientifico pensa sempre nella direzione sbagliata, finchè un Einstein non arriva a rompere gli schemi dimostrando l'esatto contrario rispetto alle convinzioni "non dimostrate" della maggioranza. Non esiste lo straccio di una prova che quello che sta accadendo non possa essere naturale, anzi, numerosi indizi puntano proprio in questa direzione. 3 Come potrà verificarsi un cambiamento importante? A mio avviso un cambiamento dovrà manifestarsi con un ritorno a configurazioni in stile anni '60-'70, con una prevalenza di NAO negativa per l'Europa. Il cambio di circolazione degli ultimi 20 anni è stato caratterizzato da diverse fasi. Inizialmente si è manifestato con una spiccata tendenza alle westerlies, con un potenziato flusso zonale, responsabile di un incremento delle temperature (soprattutto invernali) sui continenti boreali (probabilmente il tutto è stato indotto dalla tendenza a dei El Nino sempre più importanti). Un flusso zonale particolarmente irruento è in grado di mantenersi piuttosto basso di latitudine e di sfondare fino in aree continentali, altresì dominate da HP termici inscalfibili in inverno. E' ovvio, quindi, che l'aumento termico invernale dovuto a tale "sfondamento" è in grado di elevare enormemente le medie termiche boreali. Diciamo che attualmente, probabilmente, stiamo in una fase di passaggio in cui, stante la diminuita efficacia di El Nino, dovremmo assistere ad un riequilibrio tra westerlies e azioni di blocco, situazione, questa, ancora non in grado di diminuire le T emisferiche. In tale situazione si possono avere anche degli estremi molto ravvicinati con estati torride o freche, inverni miti o particolarmente rigidi...in una fase apparentemente contraddittoria e sicuramente ricca di estremi. La fase successiva dovrebbe essere una fase, appunto a NAO prevalentemente negativa (vedi anni '50-'80), mentre ora siamo in una fase piuttosto neutra ma in calo. Considerando che il ciclo completo potrebbe essere 60ennale o 70ennale (il primo a NAO negativa è iniziato ad inizio anni '50 per passare la neutralità ad inizio anni '80) con picco minimo negativo d'andata (nao-) intorno al 1965 e picco di ritorno massimo positivo intorno al 1990-1995, vedrei probabile in passaggio a fase negativa intorno a fine di questo decennio-inizio del prossimo. Proprio come nella fase di passaggio in zona neutra degli anni '80, potrebbero manifestarsi effetti estremi proprio come in quegli anni (ricordiamoci gli inverni '85-86 con brevi ma intensi periodi freddi e nevosi, intervallati da estati decisamente variabili ed estreme). 4) quindi il futuro è freddo? Forse avreste preferito vivere da giovani gli anni più freddi e nevosi e da vecchi quelli più caldi e miti... mettiamola così... avete qualche possibilità di giocare a pallate di neve con i vostri nipotini!

Autore : Massimiliano Santini, adattamento Alessio Grosso

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