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Ghiacci artici, nessuna ripresa e ora arriva la primavera

Nessun progresso anche dall'altra parte del globo con l'Antartico che, perlomeno, si difende limitando la sua anomalia negativa in vista del lungo crepuscolo australe.

In primo piano - 1 Marzo 2011, ore 09.58

Hanno avuto mesi e mesi per riprendersi da una anomalia talmente cronica che ormai è destinata ad abbassare in blocco la media degli ultimi 30 anni, ma anche stavolta è un nulla di fatto. Stiamo parlando dei ghiacci artici, i quali non sono riusciti ad approfittare della lunga notte invernale per ridarsi un contegno consono agli anni '70-80.

Ma perchè sempre questo paragone con quegli anni? Attenzione, non stiamo dicendo che l'Artico è ammalato, scadendo così nella selva dei luoghi comuni senza fondamento scientifico che ci vengono propinati a 360 gradi come pane quotidiano. Stiamo semplicemente rilevando che esiste un valore medio preso a riferimento e che questo valore medio, inerente l'estensione in chilometri quadrati della superficie ghiacciata dell'oceano Artico, è in deficit di un "tot". A quanto ammonta questo "tot"?

Dire che ammonta a oltre 1 milione e 100 mila kmq può essere vago, avere scarso significato e generare malintesi, dire invece che attualmente la banchisa artica, non lontano dall''apice della sua estensione annuale, può contare su 13 milioni di kmq anziche su poco più di 14 mila è già più chiaro e non fuorviante.

Ora, come possiamo constatare dall'andamento del vortice polare registrato negli ultimi mesi, pare che l'Oscillazione Artica e la curva dei ghiacci non siano esattamente sovrapponibili: l'anomalia si riscontrava con vortice polare debole, come avutosi da metà novembre alla fine di gennaio, e insiste anche con vortice polare più forte, come sta avvenendo da fine gennaio a fine febbraio.

Lo stesso dicasi per la calotta polare antartica che, a dispetto di un vortice polare forte come si evince dai primi di febbraio ad oggi, la curva della anonalia rimane ferma a circa - 100 mila kmq rispetto alla solita media trentennale. Vedete che sbalzo rispetto all'Artico? Eppure l'Antartide esce dall'estate australe e lo fa nel complesso a testa alta, con ben 1 milione e 700 mila kmq registrati ora, quasi al minimo della sua estensione annuale. Ciò sta a significare che le forzanti che agiscono sulle spie del nostro clima sono legate da funzioni matematiche estremanente complesse che ancora non hanno trovato una soluzione analitica, ossia verosimile.

Non ci rimane che sperare in un recupero primaverile della banchisa artica, quella messa peggio, recupero che vede nella fase di transizione di fine dell'inverno uno dei periodi di accumulo nevoso tra i più favorevoli dell'anno. E non ci rimane che tifare anche per l'Antartico, la più vasta riserva mondiale di acqua dolce, affinchè l'inverno cui andrà presto incontro possa risollevarne le sorti, a dispetto dei soliti "piccoli" iceberg che crollano facendo senz'altro meno rumore di quello creato appositamente dalle solite cassandre del clima.


Autore : Luca Angelini

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