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Gennaio 2016 porta con sè un risveglio della dinamicità oceanica

Avviati verso un ripristino della circolazione di natura oceanica: ecco nel dettaglio cosa ci aspettiamo per i prossimi giorni.

In primo piano - 2 Gennaio 2016, ore 19.45

Il nostro continente europeo risulta in queste ore influenzato da due grandi circolazioni atmosferiche: la prima di natura prettamente oceanica, preserva un'andamento termico molto mite sui settori centrali e soprattutto occidentali d'Europa, col passaggio di frequenti sistemi nuvolosi associati a precipitazioni. La seconda circolazione interessa invece la parte orientale d'Europa e la Russia, in questo caso le masse d'aria messe in gioco sono decisamente gelide, essendo derivate da un riversamento d'aria molto fredda direttamente prelevata dal cuore del Vortice Polare per essere gettata nella fascia delle medie latitudini. Su questa zona d'Europa sperimentiamo in queste ore valori termici di tutto rispetto, abbiamo registrato picchi minimi inferiori anche ai -20°C. 

Queste due grandi circolazioni l'una strettamente dipendente dall'altra, si trovano in uno stato di precario equilibrio, un equilibrio destinato a rompersi già dalle prossime giornate, attraverso un probabile ripristino della circolazione occidentale sull'intero continente europeo. Non ci arriveremo subito, sarà piuttosto una lenta ma graduale penetrazione delle correnti umide e temperate di stampo oceanico verso i settori centro-orientali d'Europa e poi sulla Russia, laddove le temperature tornerebbero ad aumentare rispetto ai valori di gelo che si registrano in queste ore.

Questo nuovo ripristino di una circolazione occidentale sull'Europa emulerebbe solo in parte quella che è stata la sinottica delle settimane scorse. In questa sede infatti il Vortice Polare si presenterebbe tutt'altro che compatto e la ripresa di una elevata attività ciclonica di stampo oceanico, sarebbe il prodotto finale di una manovra che parte da lontano; stiamo parlando del famigerato anticiclone aleutinico, cioè una zona di alta pressione "omonima" all'anticiclone delle Azzorre per natura e comportamento che risiede però al di sopra della calda superficie dell'oceano Pacifico.

Ebbene una pulsazione di questo anticiclone verso le latitudini polari e subpolari degli Stati Uniti e del Canada occidentale, "schiaccerebbe" una parte del freddo legata alla presenza del lobo canadese del Vortice Polare verso l'Europa. Questa ripresa dell'attività di stampo zonale sull'oceano Atlantico riguarderebbe pertanto solo il nostro lato d'emisfero e non sarebbe più indicativa di un Vortice Polare forte e compatto come era stato nelle scorse settimane.

Le conseguenze sull'Europa?

Un abbassamento di latitudine del Fronte Polare, una maggiore facilità da parte delle depressioni oceaniche ad entrare sul bacino del Mediterraneo e sui settori meridionali d'Europa. (Penisola Iberica) Temperature attestate su valori temperati ma atmosfera assai più dinamica con frequenti occasioni di NEVE sull'Appennino e soprattutto lungo l'arco alpino. Piogge che si manifesterebbero con cadenza regolare soprattutto sui versanti tirrenici centrali e settentrionali. 

La durata di tale situazione?

Almeno sino al termine della prima decade di gennaio, in seguito la circolazione atmosferica potrebbe tornare a farsi nuovamente più complicata.

Seguite gli aggiornamenti. 


Autore : William Demasi

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