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GELO PRIMAVERILE: un incubo per la natura!

Quando il gelo ci viene a trovare in periodi non consoni alla sua presenza, arreca quasi sempre un danno alla natura che ci circonda. Quest'anno potremmo rischiare di incontrarlo alla fine del mese di marzo.

In primo piano - 16 Marzo 2009, ore 12.52

Non è la prima volta che il tempo si addolcisce in maniera quasi melensa, per poi incattivirsi in seguito, soffiando magari aria gelida su fiori e gemme appena sbocciate. La primavera è una stagione di transizione. Spesso ci sorprende per le belle giornate calde e luminose, quasi a sbeffeggiarne l'inverno appena passato. A volte, però, è l'inverno appena trascorso che si prende gioco della primavera, soffiando aria gelida e facendo cadere la neve non necessariamente solo in montagna. Il sole di metà marzo è già abbastanza caldo; non ci invoglia di certo ad un bagno in mare o all'uso della manica corta, tuttavia la sua azione sui vegetali è palese, con lo sboccio delle prime gemme e dei primi fiori. Dopo un periodo di quiescienza, che quest'anno ha coinciso con un lungo inverno per alcune regioni, la natura ora sta già facendo progressi verso l'abito caratteristico del semestre caldo. Spuntano le prime gemme sugli alberi; i crochi selvatici bucano la neve e la forsizia comincia a sfoggiare quel giallo caratteristico che dipinge la Pianura Padana nei mesi primaverili. Tutto sembra concorrere ad un inizio trionfale della stagione calda, anche per via delle precipitazioni abbondanti (piovose o nevose) che la nostra Penisola ha ricevuto nei mesi scorsi. Purtroppo "l'idillio" sembra venire spezzato sul finire di questa settimana da una forte ondata di freddo proveniente dall'est Europeo. In questi casi la neve è il problema minore; quello maggiore è derivato dalle temperature sottozero che "bruciano" letteralmente i germogli appena nati, molto deboli e teneri. Non è la prima volta che succede. Nel 1990 successe a metà aprile, dopo un marzo anticiclonico e mite. In quella circostanza i danni furono ingenti, in quanto molte piante erano già coperte da foglie. Il gelo arrecò molti problemi addirittura alle piante da frutto, oltrechè alle stesse rondini, che in quella circostanza "non avevano fatto assolutamente primavera".

Autore : Paolo Bonino

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