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Gelo e maltempo: quanto dureranno? Quando finiranno?

Non ne usciremo prima del 10 febbraio, dopodichè l'alta pressione tenterà la riconquista dell'Europa ma non sarà una manovra facile.

In primo piano - 31 Gennaio 2012, ore 14.30

 Il ritorno del figliol prodigo, ovvero l'anticiclone, dopo il grande freddo? La conclusione di questa movimentata fase dell'inverno sembrebbe orientata a questo epilogo ma con non pochi balzelli a carico del bel tempo. Tanto per cominciare ci sarebbe ancora da considerare l'ipotesi delle nevicate finali post-gelo, quelle di addolcimento, ma la circolazione in atto non sembra propensa a costruire perturbazioni atlantiche atte allo scopo.

Anzi, l'Atlantico sfornerà  nuovamente lui, il grande e ormai semi-permanente anticiclone, artefice e manipolatore assoluto del tempo sullo scacchiere euro-atlantico in questo semestre invernale, ma questa volta il suo asse d'azione si troverà lungo la il cammino il muro del gelo europeo, duro ad arretrare. La massa gelida, inizialmente pellicolare ovvero attaccata al suolo, nel frattempo avrà guadagnato spessore verticale, tanto da opporre un blocco concreto all'avanzata della Corrente a Getto.

Il primo tentativo da parte dell'alta pressione si proporrà intorno al 10 febbraio, tuttavia l'azione di blocco opposta dal gelo europeo farà slittare verso l'Islanda i flussi di calore associati alla struttura subtropicale. Ne deriverà una nuova meridianizzazzione delle correnti con possibile ulteriore discesa fredda (attenzione però, non più gelida) da nord Europa.

Obiettivo di questi impulsi freddi sarà il Mediterraneo centrale, con l'Italia nel bel mezzo delle correnti instabili. In quel frangente sarebbero dapprima le regioni centro-meridionali a risentire maggiormente della fenomenologia eventualmente associata alla sinottica, mentre il nord potrebbe finire sotto il riparo dell'arco alpino. Intorno alla metà di febbraio però una successiva pulsazione sembra più propensa a coinvolgere il settentrione.

La fase post-gelo siberiano, prevista in definitiva dopo il 10 di febbraio, vedrà una convalescenza molto lunga e complicata, che necessita senz'altro di nuovi elementi di analisi per essere inquadrata con maggior precisione, elementi che cercheremo di mettere nel giusto ordine nel corso dei prossimi aggiornamenti.


Autore : Luca Angelini

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